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Ferrari 296 GTB
I controlli dinamici

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La 296 GTB è stata progettata fin dall’inizio con lo scopo di ottenere eccezionali qualità dinamiche. In quest’ottica va inquadrato il grande lavoro fatto dai tecnici di Maranello per ottimizzare il packaging della vettura che ha portato, per esempio, alla scelta di un V6 al posto del V8 e alla realizzazione di un motore elettrico ad hoc estremamente compatto e performante. Questo ha permesso ai tecnici di Maranello di contenere il passo in soli 2600 mm, cioè 50 in meno rispetto alle berlinette con il V8, di abbassare il baricentro della vettura di 10 mm e di ottenere un rapporto peso/potenza pari 1,77 CV/kg davvero tra i più bassi in questa categoria. L’aver collocato la batteria subito dietro i sedili, nel punto più basso possibile, ha poi permesso di ridurre il Momento Polare d’inerzia, che è quel parametro che definisce la capacità, a pari massa, di un’automobile di ruotare attorno all’asse verticale.

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La 296 GTB può contare sull’ultima versione dell’eSSC (Electronic Side Slip Control) che permette, grazie alla stima in tempo reale del grip dell’asfalto, di gestire nel migliore dei modi l’assetto della vettura. Queste eccezionali qualità dinamiche derivano da un lungo lavoro di analisi oggettiva, misurata e correlata della riposta ai comandi che ha portato a una messa a punto del tutto particolare dell’eSSC e all’adozione di un nuovo sistema di frenata brake by wire gestito dall’Abs Evo. È proprio nella fase di frenata e di ingresso in curva che la 296 GTB segna un deciso passo avanti rispetto al più recente passato. L’Abs Evo, che lavora in simbiosi con il servosterzo elettrico, permette non solo di ridurre ulteriormente gli ambiti della frenata (la Ferrari dichiara uno spazio d’arresto da 200 km/h di soli 107 metri, pari a una decelerazione media di 1,47 g, un valore davvero spettacolare) ma anche, come si dice in gergo, di poter “aggredire” la curva portando la frenata fin dentro la traiettoria. L’avantreno, molto potente, garantisce una prontezza di risposta straordinaria.

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Quando, invece, si sta percorrendo la curva ed è venuto il momento di riaccelerare, l’intervento del motore elettrico è tale da annullare del tutto l’eventuale ritardo di riposta dei due turbocompressori. Nei curvoni più veloci, invece, è l’aerodinamica attiva a fare la differenza che si quantifica in un carico aerodinamico che raggiunge i 360 kg a 250 km/h quanto basta per inchiodare all’asfalto la 296 GTB. Insomma questa Ferrari è stata concepita per seguire il vostro pensiero se non addirittura per anticiparlo.

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Sul volante oltre al solito “manettino” che gestisce la dinamica di guida (Wet, Sport, Race, CT Off, Esc Off), vi sono quattro pulsanti atpici che permettono di selezionare altrettante modalità di funzionamento. Si parte dalla “eD”, che permette di muoversi in modalità puramente elettrica per 25 km con una velocità massima di 135 km/h. Si passa poi alla “Hybrid” dove i due motori, quello termico e quello elettrico, lavorano in simbiosi per garantire la maggior efficienza. Vi è poi la “Performance” che permette di spremere dal sistema ibrido la massima potenza continuativa. Ultima, ma non certo per importanza trattandosi di una Ferrari, la “Qualify” che mette a disposizione tutti gli 830 CV erogati dal sistema ibrido per un breve lasso di tempo, quello necessario per fare un giro di pista da qualifica.

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