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La B-Suv si chiamerà Jeepster? Possibile, ecco perché

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Lì davanti, sulla nuova B-Suv della Jeep, campeggiano due lettere assai significative: JJ. E un numero, 516, che è quello usato internamente per classificare la "piccola" novità, affiancato da altre due lettere, AV, come Activity Vehicle (in contrapposizione al più canonico Utility Vehicle, ovvero una Suv). Dettagli a prima vista trascurabili, perché potrebbe trattarsi solo di coincidenze, con la doppia J sulla targa a indicare semplicemente il nomignolo interno di Jeep Junior, ma che - sotto sotto - potrebbero avere un significato ben più profondo. Il motivo è presto detto: dopo anni di speculazioni sul possibile ritorno della Jeep Jeepster, questo nome è tornato sulla cresta dell'onda. E tutto combacia.

Appuntamento a Parigi. Ricomponiamo il puzzle. All'inizio del 2023 la Jeep lancerà la sua prima auto elettrica, una B-Suv dalle dimensioni compatte (attorno ai 4 metri e 20 centimetri) che si andrà a posizionare alla base della gamma del costruttore, anche come prezzi. Il nome della nuova piccola americana, i suoi dettagli tecnici e le immagini degli interni non sono stati ancora svelati e per conoscerli bisognerà attendere ancora qualche settimana. I riflettori sono puntati sul Salone di Parigi (in programma alla fine di ottobre), al quale la Jeep sarà l'unico marchio non francese del gruppo Stellantis a partecipare e per questo motivo potrebbe avere in serbo importanti novità. Tra le quali potrebbe esserci proprio l'unveiling del nome (e forse degli interni) della nuova B-Suv, che riprendendo - ipoteticamente - la denominazione Jeepster ripercorrerebbe in chiave elettrica i passi della prima auto chiamata così. La Willys-Overland Jeepster, infatti, è stata una pietra miliare per il marchio Willys, perché negli anni Quaranta fu la prima auto vera e propria di questo brand, che prima produceva unicamente pick-up e fuoristrada specialistici. Così, quasi 80 anni dopo, la nuova B-Suv diverrebbe la prima elettrica di un marchio che fino a oggi ha realizzato solo vetture con motori termici.

Elettrica, ma non solo. Abbiamo detto prima Jeep elettrica, sì. Ma non solo elettrica. Perché la B-Suv si baserà sulla piattaforma multienergia Stla Small e quindi potrà essere declinata anche in versione ibrida (o, perché no, termica), come nel caso dei muletti, dotati di terminali di scarico, che potete vedere qui sopra. Spazio a diversi livelli d'elettrificazione, quindi, e a svariate tipologie di trasmissioni: a listino ci saranno degli automatici, ma trattandosi di un modello d'ingresso gamma non è da escludere che le possibili versioni mild hybrid possano adottare cambi manuali. Passando ai sistemi di trazione, poi, sembra scontato che le varianti d'accesso avranno due ruote motrici (all'anteriore), ma visto il Dna del marchio c'è da aspettarsi che le versioni più performanti potranno contare sulla trazione integrale, magari elettrica. La nuova B-Suv della Jeep verrà prodotta in Polonia, nella fabbrica di Tychy, e darà vita a delle sorelle con altri marchi del gruppo Stellantis, tra cui un'Alfa Romeo e una Fiat (anch'esse, presumibilmente, multienergia).

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Jeepster sì, Jeepster no. Dagli Stati Uniti nelle ultime settimane sono arrivate parecchie voci sulla scelta del nome Jeepster per la nuova B-Suv. Ci sono dei precedenti, anche recenti, nel passato del costruttore, ma non è detto che questo sia il nome che effettivamente verrà utilizzato sulla nuova sport utility. Andando a ritroso nel tempo, la Jeep ha chiamato Jeepster tre sue concept: due, del 2021 e del 2018, basate sulla Wrangler e presentate al Moab Easter Jeep Safari di quegli anni e un'altra, dal design totalmente inedito, svelata venti anni prima, nel 1998. Il nome Jeepster ha però origini ben più lontane: risale infatti alla fine degli anni Quaranta, quando sul mercato americano venne introdotta la Willys-Overland Jeepster, la prima, vera automobile del marchio Willys (come spiegavamo poche righe più sù). Nel 1966 questa nomenclatura è tornata e ha caratterizzato la prima serie della Kaiser Jeep Jeepster Commando, rimasta in produzione fino al 1971 quando, con un aggiornamento, il nome Jeepster venne rimosso. Se effettivamente la nuova B-Suv dovesse riprendere questo nome avrebbe un albero genealogico ben strutturato su cui basare la propria carriera, con obiettivi di vendite ben più elevati rispetto a quelli delle sue antenate che, insieme, sono state prodotte in poco meno di 80 mila esemplari.

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