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GT4 e-Performance, l'elettromostro ha 1.088 CV di picco e un segreto sotto la pelle

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GT4 e-Performance, l'elettromostro ha 1.088 CV di picco e un segreto sotto la pelle
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Il briefing, prima di salire a bordo, dura un po’ più del solito. Nonostante oggi non saremo dietro al volante ma soltanto, si fa per dire, passeggeri, i tecnici della Casa di Stoccarda ci ricordano che non siamo in presenza di una normale auto da corsa. Lei è la Porsche GT4 e-Performance, il prototipo di una Cayman al testosterone con un motore elettrico davanti e uno dietro per 1.088 CV di potenza massima e circa 2.000 Nm in modalità “qualifica”, un grande pacco batteria da 80 kWh, letteralmente sparso nel compatto chassis tra anteriore e posteriore e un’architettura a 900 volt, 100 in più della Taycan. Le potenze in gioco sono enormi, così come l’elettricità che scorre nelle vene di questa Cayman: qui non si scherza, se qualcosa non va per il verso giusto bisogna sapere come comportarsi.

Da togliere il fiato. Istruzioni apprese, tuta e casco indossati, è il momento di calarsi a bordo della GT4 e-Performance. Le cinture a 6 punti sono salde e ben strette, tra i miei piedi una parte del pacco batteria e non appena oltrepassassiamo la linea d’uscita della corsia dei box i motori elettrici si scatenano: il tachimetro digitale salta di 20 in 20 chilometri orari con una rapidità imbarazzante e dopo pochissimi metri siamo già oltre i 200 km/h. Frenata secca, inserimento in curva e tutta la trazione dei pneumatici slick Michelin che, come vi racconterò tra un attimo, oltre a tenerci incollati all’asfalto guardano anche alla sostenibilità. Sono circa 1.500 i chilogrammi sull’ago della bilancia, ma il passo gara e il tempo sul giro secco sono paragonabili a quelli di una Porsche 911 GT3 Cup che di chili ne pesa meno di 1.200. Con così tanta potenza a disposizione sotto il piede destro verrebbe da pensare che la GT4 e-Performance sia scorbutica e prona a esagerare, ma la trazione integrale e  l’erogazione della coppia ben calibrata permettono al pilota di sfruttare tutta la spinta non appena si passa l’apice della curva. Si ritorna verso il rettilineo, giù tutto e di nuovo lo stesso “vuoto” nella pancia come solo le montagne russe sanno regalare. È arrivato il momento di rientrare ai box e farsi raccontare di più da chi questo bolide lo ha progettato e lo sta mettendo a punto.

Alta tensione. Nata a partire dalla concept Porsche Mission R, la GT4 e-Performance è un laboratorio su ruote per portare al limite (e, magari, oltrepassarlo) le tecnologie oggi disponibili per la mobilità elettrica. Che si tratti di motore, batteria o elettronica, tutto, su questo prototipo, è spinto e testato al massimo: l’architettura a 900 V migliora la consistenza delle performance e abbassa i tempi di ricarica, tanto che per passare dal 5 all’80% bastano 15 minuti alla colonnina. Una volta carica, la GT4 e-Performance può percorrere più di 80 chilometri a tutto gas, ovvero una sessione di pista di circa 30 minuti, garantendo una potenza costante di 612 CV con un picco che supera i 1.000. Ma per ottenere una simile prestazione per un considerevole periodo di tempo non bastano motori e cavalli: l’intero comparto tecnico deve lavorare a una temperatura ottimale e non surriscaldarsi. Ed è qui che entra in gioco la seconda grande innovazione della GT4 e-Performance, il suo sistema di raffreddamento.

A bagno d’olio. Per la prima volta su un’automobile, il raffreddamento delle batterie, dei motori e dell’elettronica è costituito da un unico circuito - contenente olio - che scorre da un capo all’altro della vettura. Sviluppato da Mobil 1 in collaborazione con la Porsche, l’olio della GT4 e-Performance ha una viscosità bassissima, simile all’acqua che di norma troviamo nei sistemi di raffreddamento: ciò gli permette di scorrere con facilità in tutto il circuito, con la fondamentale differenza che l’olio, al contrario dell’acqua, non conduce elettricità. Questo ha permesso agli ingegneri Porsche di immergere nel liquido sia l’elettronica sia le celle dei pacchi batteria ottenendo un’elevatissima efficienza termica che consente a tutti i componenti di rimanere sempre alla giusta temperatura d’esercizio anche in condizioni di stress elevato, come nel caso della guida in pista. Una grande innovazione che non solo potrebbe rivoluzionare l’intero motorsport elettrico ma essere, in futuro, applicata anche sulle auto stradali.

Sempre più sostenibile. Super prestazioni e progressi tecnologici che la GT4 e-Performance abbina a una ricerca della sostenibilità che va oltre l’assenza di emissioni di CO2 durante il suo utilizzo: fibre naturali e materiali riciclati sono impiegati all’interno di diversi elementi compositi della carrozzeria (e che di norma sarebbero in carbonio) mentre ai quattro angoli della vettura troviamo speciali pneumatici da corsa Michelin con ben il 56% di materiali sostenibili nella loro composizione. Del tutto paragonabili nell’aspetto e soprattutto nelle performance alle gomme utilizzate sulle vetture di classe GT3 e GT4, questi pneumatici prototipo dell’azienda francese utilizzano un mix di gomma riciclata da vecchie coperture da corsa ed elementi naturali come scorze di arancia e limone, resina di pino, olio di semi di girasole e rottami di acciaio. Con tutta la potenza dei due motori elettrici e le prestazioni di cui è capace, la GT4 e-Performance rappresenta un ottimo banco di prova per Michelin che entro pochi anni si prepara a utilizzare pneumatici sempre più “green” per molte forniture di gomme dei campionati GT e non solo.

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