La Volvo, da un paio d'anni di proprietà cinese, riparte alla grande con la V40. La nuova media premium arriva a dar fastidio alla neonata Audi A3, alla BMW Serie 1 e anche un po' alla Giulietta nostrana, cui in effetti è più vicina come prezzo. Il nuovo modello si presenta compatto nelle forme e nelle dimensioni, con un guizzo di sportività nel posteriore incorniciato dallo spoiler. Quattro metri e trentasette di lunghezza, un tantino più delle concorrenti e abitacolo dalle dimensioni regolari, ma non da record.
Sicurezza. La V40 ha comunque trovato il modo di entrare nel Guinness dei primati per la sicurezza: ha tutto, ma proprio tutto per proteggere chi sta dentro e – unica al mondo – anche chi sta fuori, con il materasso per i pedoni. Beh, forse materasso non gli fa molto onore, eppure è proprio un enorme imbottitura che funziona come un airbag e fuoriesce in caso d'urto sotto al cofano e a coprire i montanti anteriori, che sono le zone più dure dove può urtare la testa di un pedone o un ciclista.
Su strada. I turbodiesel della gamma sono ben tre (D2 da 115 CV, D3 da 150 CV e D4 da 177 CV), noi abbiamo guidato il più potente. È una unità poderosa, con 440 Nm, e si fa sentire sotto il piede. Lo si sente un po' anche nell'abitacolo dai 3000 giri in su. La V40 diesel ha un assetto standard (quello sportivo più rigido è a richiesta) e non rolla quasi per niente. Lo sterzo, di cui si può variare la durezza a piacimento su tre livelli, mantiene sempre un certo carico, e la risposta nell'impostare le curve è molto rapida, ma questo è soprattutto merito delle gomme dell'esemplare di prova, da 225/40 su cerchio da 18 pollici. Quello che colpisce sempre quando si guida una Volvo è la "raffinata semplicità" del design e le positive ricadute sulla sull'ergonomia: con pochi e semplici gesti è trovata la posizione di guida ideale, il sedile è perfetto per forma e consistenza, i comandi a portata di dita. Prezzi e caratteristiche tecniche sono già noti, a noi manca solo la prova su strada, che seguirà a breve.
Da Verona, Carlo Bellati
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