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Jeep Renegade 1.6 Multijet Longitude
Le nostre impressioni di guida

Jeep Renegade 1.6 Multijet Longitude
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Il parabrezza verticale della Jeep Renegade, col cofano che resta in bella vista, regala sensazioni vecchio stampo, del tempo in cui le Suv si chiamavano ancora fuoristrada. Il turbodiesel 1.600 da 120 CV, prevedibilmente una delle opzioni più richieste dal mercato italiano, in combinazione con la trasmissione 4x2, si mostra ben incapsulato sin dall’avviamento: niente vibrazioni e rumorosità sotto controllo, come peraltro accade anche in piena accelerazione e a velocità stabilizzata.

Confort. Eppure il motore non gira bassissimo, dal momento che fortunatamente s’è evitato di optare per una scalatura delle marce esasperatamente lunga: in sesta, ai canonici 130 il Multijet della Jeep Renegade viaggia attorno ai 2300 giri e risulta quasi inavvertibile. Alla fine, prevalgono i fruscii aerodinamici provenienti dall’area dei (massicci) montanti anteriori, senza peraltro raggiungere mai picchi fastidiosi. Piuttosto, in velocità si è un po’ disturbati dalla tendenza a copiare gli avvallamenti trasversali mentre sullo sconnesso (che sia pavè cittadino o sterrato campagnolo) le sospensioni si rivelano capaci di difendere al meglio l’abitacolo, col conforto di un corpo vettura che offre una gradevole sensazione di compattezza, senza scuotimenti o rumorosità parassite.

Su strada. A dispetto della ragguardevole statura, la Jeep Renegade fa sfoggio di un comportamento in agile e disinvolto: la spinta del turbodiesel 1600 appare all’altezza delle circostanze, e in curva si registra una buona reattività nei cambi di direzione, senza eccessi di coricamento. Le manca forse solo un pizzico di sensibilità da parte dello sterzo, che denota un’impronta sin troppo cittadina. In ogni caso la marcia scorre fluida, la frizione non impegna più del dovuto, i passaggi di marcia scorrono fluidi. E se il guidatore può rilassarsi, chi viaggia con lui può godersi un abitacolo che pure nella configurazione più semplice (l’allestimento Longitude, che in Italia rappresenta il primo livello) presenta un aspetto tutt’altro che spartano, anzi: tanto per look quanto per finiture, l’appellativo di premium la baby Jeep se lo merita tutto.

da Balocco, Massimo Nascimbene

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