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Dalla Forester alla WRX, come vanno sulla neve

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Non c’è miglior posto delle bianche distese finlandesi, per mettersi al volante di una Subaru. Se poi, opportunità davvero unica, la Casa giapponese, famosa per le sue 4x4, ti mette a disposizione per un’intera giornata tutta la gamma, c’è da divertirsi sul serio, oltre che avere l’opportunità di fare qualche interessante confronto in famiglia sulla neve. Anche perché abbiamo contato almeno tre diversi sistemi di trazione integrale (Symmetrical Awd), ognuno con caratteristiche ben definite e adattabili alla vocazione di ciascun modello.

Si parte con la Suv Forester. E così, visto che il programma prevede come prima tappa un tranquillo trasferimento verso le piste ghiacciate del centro prove che sarà teatro dei nostri test qui in Lapponia, decidiamo di cominciare la carrellata di Subaru con la rassicurante sport utility Forester, sebbene il nostro esemplare celi dentro il cofano un 2 litri turbo benzina da oltre 240 cavalli tutt’altro che tranquillo. Subito si apprezza il bel posto guida, molto ampio e particolarmente comodo (qualità comune a tutte le Subaru), anche se, nel suo caso, privo di un efficace sostegno laterale. In partenza, sulla neve parzialmente ghiacciata, la Forester conferma di avere un bel grip. D’altro canto, alla prima curva gira come fosse su un binario e in fondo alla discesa frena con inaspettata sicurezza prima di uno stop. Rassicurati dal comportamento della vettura sulla bassa aderenza, nel successivo rettilineo, sfruttiamo i comandi al volante del cambio automatico Lineartronic, per snocciolare le prime quattro marce, riscoprendo una fluidità sconosciuta ad altre trasmissioni a variazione continua dei rapporti (Cvt). La sua risposta non si può definire sportiva, ma è sicuramente molto gradevole e particolarmente adatta a questo terreno. Gli giova l’abbinamento col sistema Awd Active Torque Split, dove un ripartitore centrale multidisco controllato elettronicamente ha il compito di variare istantaneamente la distribuzione di coppia fra le ruote davanti e quelle dietro, normalmente ripartita secondo il rapporto 60-40. L’intervento è rapido, facilmente percettibile, ma nelle curve più strette si può avvertire la tendenza del muso ad allargare.

Con l’Outback sulla neve. Fenomeno ancora più evidente sull’Outback, la prima vettura che proviamo sulle piste innevate. Le sue reazioni non sono rapidissime, ma la generale sensazione di sicurezza che si prova al volante non viene mai intaccata: molto efficaci i controlli elettronici, che su questo terreno intervengono con la giusta decisione.

Sulla Levorg con cambio Lineartronic. Passiamo ora alla Subaru Levorg, una wagon dal look sportivo, che ha il solo limite di non poter contare su una motorizzazione diesel. Per questo modello la Casa giapponese ha sviluppato un nuovo 1.600 turbobenzina, ovviamente boxer, cui viene abbinato il cambio Lineartronic, che, come dicevamo, è del tipo a variazione continua, ma con la particolarità, quando il pedale dell’acceleratore è premuto più del 35% della sua corsa, di simulare il funzionamento di un sei rapporti fissi. Soluzione che ha i suoi vantaggi su questo fondo, che richiede rapidità, precisione e allo stesso tempo dolcezza nelle manovre. La Levorg se l’è cavata piuttosto bene anche su un tracciato in neve fresca disegnato in mezzo alla foresta di larici adiacente alle piste di prova, dove però Forester e Outback hanno avuto maggiori opportunità di mettere in luce le loro potenzialità da sport utility.

La XV con tre differenziali. Ora è il turno della Subaru XV, che col cambio manuale utilizza un’ulteriore variante del sistema Awd: tre differenziali, di cui quello centrale con giunto viscoso in funzione autobloccante. In condizioni di aderenza normali (quindi senza intervento del giunto viscoso) la ripartizione di coppia è uniforme al 50% tra avantreno e retrotreno. La vettura risulta così molto ben bilanciata, soprattutto su questo fondo.

L’estrema WRX. Se però si cerca qualcosa di estremo, non si può fare altro che salire a bordo della Subaru WRX, un concentrato di tecnologia che ti offre la possibilità di variare a piacere il comportamento della vettura, intervenendo con un comando dentro l’abitacolo sulla distribuzione della coppia tra gli assi, che in condizioni normali viene indirizzata al 41% davanti e al 59% dietro. Una scelta che già ci dice tanto della vocazione di questa coinvolgente vettura. Il suo Multi mode Dccd (Driver's control center differential) è il top delle trazioni integrali Subaru. Costituito dalla combinazione di un sistema a slittamento limitato di tipo meccanico e di uno a controllo elettronico, è uno schema 4x4 straordinariamente flessibile, ma anche molto efficace sulla neve, dove pure i non professionisti possono apprezzare la precisione di guida, la rapidità, il controllo di una vettura davvero divertente e soprattutto coinvolgente.

C’è anche la coupé BRZ. Ma la vera chicca di questa giornata e la nuova Subaru BRZ, la coupé costruita in collaborazione con Toyota (che produce la gemella GT86), l’unica in questo contesto a non disporre delle quattro ruote motrici. Anzi, orgogliosamente a trazione posteriore. È fresca di un piccolo restyling, che all’esterno riguarda soprattutto i proiettori anteriori e le luci posteriori, ora con tecnologia a Led, mentre dentro l’abitacolo prevede un’inedita strumentazione, un rinnovato sistema multimediale, oltre a una selezione di materiali di rivestimento più pregiati. La novità tecnica, invece, è l’adozione di una nuova modalità Track, per esaltarne l’anima sportiva, attraverso la gestione dei controlli elettronici della trazione e della stabilità. Qui sulla neve, equipaggiata con gomme chiodate, è divertentissima: si gestisce come un giocattolo, scegliendo di farsi aiutare, o meno, dai controlli elettronici (quattro i diversi livelli selezionabili). La nuova BRZ, riccamente accessoriata, è già in vendita a 32.390 euro

Da Rovaniemi, Marco Ghezzi

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