Primo contatto

Mazda CX-5
L'aspirato dice ancora la sua

Mazda CX-5
L'aspirato dice ancora la sua
Chiudi

Il primo sentimento che provi è nostalgia. Perché, fra decine di Suv che si elettrificano lei, la Mazda CX-5, segue una strada tutta sua: a spingere, benzina (aspirati) da 165 o 194 CV e turbodiesel 2.2 da 150 o 184 CV (in arrivo ad aprile) con trazione anteriore o integrale. Niente mild hybrid nel 2021? Ancora possibile. E senza grosse rinunce. Insomma, trattasi di macchina concreta: di questi tempi, intrisi di elettriche e plug-in, può tornare utile. In attesa di mettere le mani sulla turbodiesel, abbiamo guidato la 2.0 Skyactiv-G da 165 CV con trazione anteriore e cambio manuale, nel ricchissimo allestimento Homura (che in giapponese significa "fuoco").

2021-Mazda-CX-5-04

Nuovo schermo. Da fuori, la CX-5 cambia poco: dimensioni (455x212x168 centimetri) e physique du rôle sono quelli che conosciamo. Riflettori puntati, quindi, sul nuovo e più generoso display centrale del sistema multimediale, che passa da 8 a 10,25 pollici, con rapporto d’aspetto 8:3. Come da tradizione Mazda, lo schermo non è touch (si comanda con la solita rotella sul tunnel centrale) e offre la necessaria predisposizione per Apple CarPlay e Android Auto. Rivisto il software, per accogliere la radio Dab. Scaricando (gratuitamente) sul proprio smartphone l’app MyMazda, si possono anche bloccare le porte a distanza, inviare la destinazione al navigatore, tenere sotto controllo la manutenzione e prenotare il tagliando.

Piatto ricco. Prima di parlare dell’esperienza di guida, val la pena una breve digressione sulla ricca dotazione della versione speciale Homura, che affianca l’edizione limitata 100th Anniversary e si aggiunge ai livelli Business, Exclusive e Signature. Oltre al già citato impianto multimediale, la versione comprende, fra le altre cose, i cerchi di lega da 19” in nero lucido, i fari a Led adattivi con abbaglianti automatici, il portellone apribile elettricamente, i sedili di materiale pregiato (gli anteriori sono regolabili elettricamente) con inserti di tessuto scamosciato, l'impianto audio Bose con dieci altoparlanti, il clima automatico bizona, le telecamere a 360° e l'head-up display. Non mancano il regolatore di velocità attivo (la funzione stop&go è disponibile solo con il cambio automatico), il mantenimento della corsia e il monitoraggio angolo buio. Il tutto, scegliendo il 2.0 Skyactiv-G da 165 CV con cambio manuale a sei marce e trazione anteriore, costa 36.800 euro.

2021-Mazda-CX-5-02

Vecchio stampo. La nostalgia, si diceva. Bastano pochi metri per farla riaffiorare: i 213 Nm a 4.000 giri/min del quattro cilindri aspirato a benzina chiedono – come potete immaginare – un uso piuttosto intenso del cambio. Il che, di per sé, non è affatto un problema: il sei marce, nel pieno della tradizione Mazda, è un vero piacere da manovrare, con innesti netti e precisi. Il quattro cilindri, va detto, restituisce una certa sensazione di brillantezza ai bassi regimi, anche se non ci si può attendere un brio da turbo. Nemmeno nei sorpassi: bisogna scalare un paio di marce e non aver timore a esplorare tutta la gamma del contagiri, fino a lambire la zona rossa. Con consumi che risentono molto del tipo di percorso e dello stile di guida: guidando con attenzione, si può stare intorno ai 13-14 km/l (secondo il computer di bordo).

Armonica. A colpire, più che le doti prestazionali, è il fine tuning complessivo, di alto livello. La CX-5 è ben ammortizzata, non si corica troppo in curva e può vantare un buon confort acustico anche a velocità autostradali, con il motore che si fa sentire un po’ troppo soltanto in piena accelerazione. Gli Adas, dal canto loro, aiutano senza diventare pedanti: il mantenimento della corsia, per dire, entra in azione quasi in sordina. Lo sterzo non avrà forse l’efficacia di realizzazioni più recenti e affilate ma, a conti fatti, permette di pennellare con sicurezza le traiettorie, che si tratti di una rotonda, un misto collinare o un curvone autostradale. Le Suv capaci di far stare bene chi guida con tante piccole attenzioni non sono tante e la CX-5 – nonostante gli anni sulle spalle – è ancora tra queste. Lunga vita, insomma, finché ce n’è.

COMMENTI

  • Penso che Pietro Schiavio intendesse che la coppia esigua costringe ad un uso continuo del cambio manuale, non che quest'ultimo non sia valido in se. Peraltro, in tema di coppia, ho notato come la disattivazione selettiva dei cilindri sia disponibile solo sulla versione manuale, probabilmente perché l'automatico col convertitore non riesce a gestirla adeguatamente. Detto questo, ritengo che per rapporto qualità/prezzo/dotazioni la CX5 MY21 sia estemamente appetibile. Spendere migliaia di euro in più per pseudo ibride forse non vale la pena.
     Leggi le risposte
  • 213 Nm a 4000 giri per una vettura del genere sono assolutamente insufficienti, con cambio manuale poi deve essere un vero supplizio.
     Leggi le risposte