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Ferrari Portofino M
M come Modificata (e migliorata)

Ferrari Portofino M
M come Modificata (e migliorata)
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Portofino M, dove la novità è tutta in quella lettera finale rossa. È l’iniziale di Modificata, storica definizione per le versioni rivedute e corrette delle Ferrari, come la 512 M del 1970, o la stradalissima 575M Maranello (anno del Signore 2002). E sono soltanto le prime che mi vengono alla mente. In quella M, poi, è fin troppo facile leggerci pure l’iniziale di Maranello. O addirittura della parola maschio, per calarci nella specificità di questa versione 2.0, visto che tutte le novità meccaniche di questa Portofino sono pensate, cercate e volute per rendere più scintillanti e completi i suoi lati marziali: nuova release per il motore, cambio aggiornato, Manettino dagli orizzonti più ampi. Tutte cose delle quali parleremo in maniera diffusa e che non intaccano minimamente i lati lifestyle della Portofino, che anzi sono stati affinati a loro volta: a renderla ancora più versatile nella quotidianità ci pensano infatti i sedili dotati di bocchetta per riscaldare il collo, una sorta di sciarpa virtuale, e una rinnovata fornitura di assistenze alla guida.

Dentro (quasi) non cambia. Per il resto, sono gli interni di sempre, sotto un doppio punto di vista: stile e finiture da un lato, interazione uomo-macchina dall’altro. Come dire che il nuovo che avanza in termini di ergonomia, nato con la SF90 Stradale e presente pure sulla Roma, qui non ha cittadinanza. Ci sta, per carità, perché la M è una nuova versione e non un nuovo modello. E per altro niente di male in tutta questa fisicità, anche se alle volte l’incontro tra l’uomo e la macchina diventa scontro, come nel caso dell’impianto multimediale. Le sue logiche spesso non sono del tutto… logiche: ogni volta che cerchi qualcosa nei 10,25 pollici del touch centrale, hai la sensazione di non averlo mai fatto prima e spesso tutto finisce per avere il sapore della scommessa. Che peraltro non sempre vinci. E, poco più poco meno, il discorso vale pure per i due display della strumentazione, che da gestire, tra tasti e manopole, non sono la quintessenza della semplicità. Ma basta poi un’occhiata al grande contagiri centrale, al suo stile, alla sua unicità, per rinfrancarti e, soprattutto, ricordarti che sei seduto in uno dei distretti più esclusivi dell’universo. Motoristico e no. Dimenticavo: con il multimedia, la salvezza arriva dalla presenza di Android Auto e di Apple CarPlay.

Nuovo Manettino a cinque posizioni. Le cose importanti alle volte si annidano nei dettagli. Per esempio nel Manettino, che finalmente ha tutto ciò che serve per onorare il Cavallino stampato su cofano e parafanghi. Perché la Portofino sarà pure la più morbida e paciosa delle Ferrari (e dalle parti di Maranello ci tengono un sacco a tenerla lontana da tutto ciò che potrebbe anche lontanamente ricordare un cordolo), ma, per quanto vera e incontrovertibile, è una verità dalle gambe corte. La sua supposta normalità va comunque a braccetto con il piglio che serve per star dietro a sportive di razza come l’Aston Martin DB11 (o Vantage, fate voi), l’eterna Porsche 911 Turbo S o la Mercedes-AMG GT. E con un Manettino a cinque posizioni tutto risulta più facile: alle preesistenti Comfort, Sport ed Esc Off si sono aggiunte la posizione Wet (siccome siamo personcine educate, fa bello fingere che la stessimo aspettando) e Race, che invece è proprio quello che mancava, come minimo perché non ti costringe troppo di frequente a giocare con ESC Off. E pure Sport mi sembra più permissiva di quanto lo fosse sulla Portofino delle origini, anche se per scolpire nella pietra giudizi del genere bisognerebbe avere le due macchine a stretto confronto anziché scavare nei ricordi.

2021-Ferrari-Portofino-M-4

Verso quota 7.500 giri. In ogni caso, le cinque posizioni sono il punto di partenza perfetto per iniziare a considerare questa M la versione da uomo della Portofino. Di tutto il resto, in questo senso, si incaricano motore e cambio, che sono gli stessi della Roma: si passa quindi da 600 a 620 cavalli e da 7 a 8 marce. I numeri sono indizi, forti ma pur sempre indizi, e la consacrazione definitiva arriva dalle sensazioni. Che sono quelle di sempre, quando guidi una Ferrari, ma portate un gradino più in alto. L’otto cilindri ha dovuto subire l’imposizione del Gpf, ovvero il filtro antiparticolato, necessario per rispettare le normative euro 6D. Motoristicamente parlando, è stato il punto dal quale si è partiti per realizzare questa nuova Portofino e se ciò ha magari sfumato gli acuti da un punto di vista acustico, di sicuro non ha spostato il baricentro del suo carattere. Che da solo basterebbe per decidere di firmare quell’assegno da 206.000 euro che la Portofino M richiede. La virtuale assenza di ritardo del turbo e i picchi di coppia diversi per ogni marcia (Variable Boost Management, in termini scientifici) ti portano a “vivere” questo otto cilindri alla stregua di un aspirato. Hai a disposizione 7.500 giri che nel regno della sportività magari non sono tantissimi, ma che di certo sono uno più bello dell’altro. E soprattutto uno più cattivo dell’altro a mano a mano che ti avvicini al limitatore, al punto che ti dimentichi che i 620 cavalli, in realtà, sono già tutti disponibili a partire dai 5.750 giri.

L'elettronica a servizio della guida. Cose che abbiamo raccontato mille volte ma che ogni volta ti sorprendono. Esattamente come accade con quel profluvio di elettronica che ti aiuta a gestire il telaio. Lungi dall’essere qualcosa che sta a metà tra un semplice censore della tua guida e una rete che ti salva se superi i limiti (i tuoi, il più delle volte) come sempre sulle Ferrari l’elettronica è un fido alleato, capace di mettersi al tuo servizio per amplificare performance e sensazioni. Il Side Slip Control tiene d’occhio la situazione (in primis, l’angolo di assetto) e coordina gli interventi dei sistemi di controllo: dal differenziale elettronico Ediff al controllo di trazione F1-TCS, passando per l’SCM-E Frs (ovvero le sospensioni a controllo magnetoreologico) e l’FDE ovvero il Ferrari Dynamic Enhancer, che con sapienti pinzate su ciascuna ruota rende più efficace e prevedibile la dinamica trasversale della vettura. Qualcosa che affianca il classico controllo della stabillità Esc e che sulla Portofino non si era mai visto. Attivo soltanto nella modalità Race, già da solo basterebbe per giustificare e dare senso a questa modalità. Con la quale fai tutto quello che vuoi, con naturalezza ed efficacia. E senza il minimo sforzo, sia da parte sua sia da parte tua. Ed è cosi che, ancora una volta, quel paesino con meno di 20.000 anime rimane unico al mondo.

COMMENTI

  • Ma che disastro i riflessi sulla fiancata!
  • ... la Ferrari che prenderei...
  • E' una vettura perfetta sul lungo mare, andando a 2-3 km/h, per esempio a Ravenna.
  • Speriamo soltanto che non diventi mai elettrica !
  • orgoglio italiano, leggenda ,il vero tratto distintivo del genio italiano che non ha eguali al mondo
  • Semplicemente fantastica!
  • La 512M del 71 non era una barchetta, aveva la carrozzeria chiusa.
  • Alessio Viola a citare "M come maschio" e versione "da uomo" probabilmente si attirerà gli strali di certe signore e di certi movimenti sempre pronti alla polemica. Tra l'altro, dalle parti di Hollywood e di Miami mi pare che la Portofino (e prima di lei la California) è scelta da molte attrici e vippette varie. ........ Nel mio caso, a potersela permettere, (quindi parliamo di teoria campata in aria), è proprio il modello del cavallino che metterei nel mio box, e l'alternativa potrebbe essere la sua gemella chiusa (come viene definita la Roma). Sorvolerei pure sulla plancia dal design troppo "tormentato" per i miei gusti, e sul display centrale posto troppo in basso, ..... del resto nessuno è perfetto.... (-_-) ...