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Jeep Compass
Al volante del restyling

Jeep Compass
Al volante del restyling
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Fuori sembra sempre lei, eppure il restyling della Jeep Compass ha portato più novità di quel che sembra. Elegante e sobria lo è sempre stata, ma ora ha affinato alcuni particolari alla ricerca di uno stile più moderno. Del resto, la concorrenza non aspetta e per tenere il passo e continuare a essere in cima alle preferenze degli italiani, parlando di Suv di segmento C, c’era bisogno di una rinfrescata, sia a livello di estetica, sia di contenuti. Elementi già emersi durante la presentazione statica: ma ora, è il momento di guidare la Compass su strada e di raccontarvi le nostre prime impressioni.

Spazio e modernità. A bordo, il colpo d’occhio racconta una storia nuova. Via quei tratti marcati e pesanti, fatti di grosse cornici di plastica lucida, in funzione di un approccio moderno e minimal, con linee orizzontali, tese e decisamente più sfuggenti. Non sembrerebbe, ma la quantità di tasti fisici è rimasta pressoché la stessa, solo che ora sono ordinati in modo da sembrare meno. C’è più pulizia, per effetto di un ripensamento dei volumi che punta tanto sul design quanto sull'ottimizzazione dello spazio interno. Giusto per fare un esempio, davanti alla leva del cambio, ora è stato ricavato il vano per la ricarica del cellulare che è wireless proprio come il collegamento ad Apple Car Play e Android Auto. Subito dietro, la vaschetta portaoggetti è più grande: 2,4 litri. Altri cinque sono ora sotto il bracciolo centrale.

Miglior feedback. Affondare il dito per vedere quanto siano morbidi i rivestimenti è una tentazione alla quale è difficile resistere. Il restyling ha portato con sé nuove texture per le plastiche e materiali morbidi con cuciture a vista per plancia e fianchetti delle portiere. Un salotto molto accogliente e ben confezionato, che sa tanto di premium. Molto piacevole anche il nuovo volante: l’impugnatura è ancora bella spessa, ma ci si abitua subito. Migliorato anche il feedback dei tasti sulle razze, da sempre un po’ troppo spugnoso e poco appagante.

Doppio schermo in grande stile. Dal posto guida si è subito catturati dal nuovo quadro strumenti completamente digitale, uno schermo Full HD da 10,25" che rimpiazza la precedente strumentazione. Offerto di serie su Limited, Trailhawk e S, il display mette a disposizione circa due dozzine di opzioni di configurazione attraverso cinque menu personalizzabili. Appena più a destra, in cima alla plancia, c'è l’altro grande protagonista: è lo schermo da 10,1" con l’ultima release del sistema Uconnect. Il pannello Ultra HD è definito e sfoggia colori brillanti e menù facili da gestire. Riconfermato il navigatore firmato TomTom, ma ora c'è anche l’assistente vocale che risponde al comando "Ehi Jeep": gli si può chiedere di impostare una destinazione o, per esempio, di cambiare la temperatura del climatizzatore.

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Sicurezza e Adas. Prima di mettere in moto, piccolo inciso sui sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida: la nuova Compass si fregia di essere la prima Jeep in Europa a vantare il livello 2, un risultato che ora la pone allo stesso livello delle rivali. La novità più importante è il debutto dell'Highway Assist, un sistema che combina il cruise control adattivo e il mentenimento della traiettoria. Tra le tante cose, rispondono presente anche la frenata d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, il rilevatore di stanchezza del conducente e il lettore deli limiti di velocità.

Ibrido moderno. I primi chilometri a bordo della nuova Compass li faccio sulla versione 4xe, l’ibrida plug-in. Le caratteristiche tecniche di questo powertrain sono ben note: tolto il classico schema 4x4 con albero di trasmissione centrale, la vettura ora sfrutta un’unità elettrica sincrona trifase che fornisce trazione alle ruote posteriori. Il tutto è alimentato da una batteria da 11,4 kWh ricaricabile fino a 7,4 kW e in grado di garantire un'autonomia in modalità Ev di poco inferiore ai 50 km. L'unità termica, invece, è un 1.3 turbobenzina da 180 CV abbinato a una seconda unità elettrica che lo assiste nelle riaccensioni dello start&stop e in altre fasi di guida. Il risultato sono 240 CV e 500 Nm complessivi per uno 0-100 km/h in 7,3 secondi.

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Meglio "pelare" il gas. Per gustare la Compass ibrida al meglio, però, non occorre spingere a fondo sul pedale: già dando poco gas, in modo da sfruttare la spinta elettrica, si possono apprezzare infatti il buon confort di marcia e la generale silenziosità dell'abitacolo. In base alle necessità, si può decidere se preservare la carica della batteria, lasciar fare in automatico al sistema o puntare solo sull'elettrico, magari mentre si attraversa un centro abitato. Niente male l’assetto: incassa bene tutte le asperità e non si scompone quando si tratta di percorrere una strada tutte curve. Lo sterzo non brilla per precisione e sensibilità, ma del resto non è di una sportiva che stiamo parlando: piuttosto, il comando risulta leggero in manovra e sufficientemente consistente quando si viaggia a velocità sostenuta. Proprio in autostrada, cullati dall’ottimo isolamento acustico, davvero di livello, stona qualche fruscio di troppo proveniente dagli specchietti. Bene i freni, decisamente potenti.

Piacevoli conferme dal diesel. Se l’ibrido potrebbe essere la scelta ideale per chi ogni giorno percorre tragitti a corto o medio raggio, il caro vecchio turbodiesel rimane la scelta migliore quando si deve macinare tanta strada e si vuole risparmiare anche sul prezzo. Il noto 1.6 Multijet II ha guadagnato 10 CV, per raggiungere i 130: omologato Euro 6d, sviluppa 320 Nm di coppia già a 1.500 giri/min ed è disponibile solo con la trazione anteriore. Parliamo propulsore corposo, brillante e dai consumi decisamente contenuti che ci riserveremo di verificare in sede di prova: si fa sentire poco anche alle andature sostenute e si sposa bene con il cambio manuale a sei marce (unica scelta).

Qui prezzi. Per chiudere, i prezzi: in Italia si parte da 29.850 euro per le versioni equipaggiate con motore 1.3 benzina da 130 CV in allestimento Longitude, mentre il top di gamma è rappresentato dalle versioni Trailhawk e S 4xe con motorizzazione plug-in hybrid (da 49.200 euro).

COMMENTI

  • La versione precedente aveva come punto debole il cambio DCT, almeno secondo varie prove in diverse riviste italiane ed estere. E' stato migliorato?
  • finalmente con interni all'altezza della concorrenza. Incomprensibile la perdita della trazione integrale meccanica. mi auguro che vengano aggiornati anche gli interni della Renegade
  • CAMBIO AUTOMATICO PER IL 1.6 JTD PERCHÈ NON LO MONTANO???? (anche come optional la Renegade ce ha su questa motorizzazione)
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  • Perchè acquistare una BMW marcata JEEP? Perdita di identità, ai mercati il responso
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  • Finalmente l'interno adesso è un pò più decente.. Adesso è bellina sia dentro che fuori.
  • Già il vecchio Diesel 1600 120 CV consumava poco e andava bene. La nuova 4E 240 CV ha un cambio automatico non all'altezza e consuma molto in autostrada. Per il resto va bene. A quando un cambio automatico come quello della Stelvio?
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  • Il Diesel, ancora motorizzazione preferibile in questo mezzo, dovrebbe aver un bel automatico doppia frizione, e far sparire quella orripilante leva del cambio...
  • Non riesco a capire il 1.6 td senza trazione integrale e cambio automatico.
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  • Oggettivamente Jeep è l'unico marchio della ex FCA con una valida gamma di prodotti che ha sempre aggiornato con regolarità. Questo restyling della Compass sembra riuscito, forse avrei osato qualcosa di più nel posteriore dove i gruppi ottici risultano un po' anonimi.
  • Che Jeep sia, insieme a RAM, l'unico valore di FCA è cosa nota ma questo non ha impedito all'azienda di provare in tutti i modi di tirare a campare anche con questa, inseguendo prima di tutto un risparmio mortificante che, alla lunga, significa solo la tomba di una qualunque azienda. Questa volta, finalmente, hanno fatto le cose per bene. Premesso che la piattaforma è vecchia (marchio di fabbrica FCA) e che per fare qualcosa che possa stare sul mercato a lungo ci serve PSA, a Torino hanno per una volta fatto quello che dovevano fare. Non saranno avanti alla concorrenza (altro marchio di fabbrica) ma almeno non devono guardarla da dieci-venti anni addietro
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