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Porsche Cayenne
Al volante della futura hyper-Suv

Porsche Cayenne
Al volante della futura hyper-Suv
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Una delle grandi certezze del porschismo planetario è che tra due 911 c’è sempre posto per un’altra 911. Ed è così che ogni generazione della più immortale delle sportive dà vita a una straordinaria successione di versioni capaci di tenere incollati gli appassionati nonostante la quasi totale prevedibilità del copione. Che poi, per calare il discorso nella realtà, è ciò che sta prendendo il via, proprio in queste settimane, con l’introduzione della GT3 su base 992. Estensione naturale in tempi di Sport Utility, una cosa del genere sta per accadere con la Cayenne. Dalla prossima estate, per essere precisi, la gamma si arricchirà infatti di una versione che verrebbe da definire estrema, se la Casa non ci tenesse a sottolineare che si tratta comunque di una vettura pensata per un utilizzo quotidiano.

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Oltre 600 CV. Sarebbe normale, a questo punto, rivelarvi il nome di questa hyper Cayenne che si pone in cima alla gamma, ma per ottenere le chiavi della vettura la Casa ho dovuto firmare un foglio che impone di mantenere totale anonimato su di lei fino alla fine di giugno. In compenso posso raccontarvi come va e, se avete già dato un’occhiata alle foto, vi sarà caduto l’occhio sul dettaglio rivelatore: i due scarichi centrali. Realizzati di titanio, regalano una gran bella voce a una versione rivista del classico V8 biturbo di quattro litri. Anche qui mi tocca andare per accenni, ché i dati ufficiali arriveranno sempre a giugno: potenza di oltre 600 cavalli, una velocità massima che comincia con il 3 e uno 0-100 paragonabile a quello della succitata 992 GT3. Il tutto accoppiato a una versione dell’otto marce reso più affilato e veloce.

Scarico di titanio e nuovo spoiler. Mentre trotterello su strada, l’ingegnere responsabile del progetto (seduto dietro e con mascherina, tranquilli) mi racconta che se quelle belle tonalità rauche ci stanno accompagnando è perché un giorno è andato in presidenza tenendo sottobraccio quella piccola opera d’arte di titanio. L’ha mostrata a Oliver Blume (il numero uno della Porsche) e gli ha chiesto se, da cliente, non lo avrebbe voluto sulla sua Hyper Cayenne. Inutile raccontarvi la risposta. Per il resto, esteticamente parlando, vi rimando di nuovo a fine giugno, quando saranno rivelate le foto prive di camuffatura. Nel frattempo, potete dare un’occhiata anche al nuovo spoiler sopra il lunotto: dimensioni doppie rispetto alla Turbo, con le quali aggiunge 40 chili di downforce.

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Solo coupé. Altro aneddoto: pare (in realtà è certo, visto che il racconto arriva sempre dall’ingegnere di cui sopra) che una versione del genere (e relativo naming) tra Weissach e Zuffenhausen l'avessero in pancia da anni, addirittura dai tempi della Cayenne seconda serie. E che stavolta, a non farli resistere, sia stata l’idea di appoggiare il tutto sulle forme della coupé, unica declinazione di carrozzeria prevista per la più flamboyant delle Cayenne.

Sempre più agile. Su strada, le attitudini sporty si legano a una gradevole e per niente estrema capacità di gestire le imperfezioni della strada. La quale, chilometro dopo chilometro ci porta ad Hockenheim, dove da un paio d’anni i fasti della Formula 1 di un tempo hanno lasciato spazio a un Porsche Experience Center. Ed è lì che la Cayenne ha modo di rivelare tutto ciò che la rende una valida concorrente della Urus. Gli amletici dubbi che può inoculare nel potenziale cliente Lambo riguardano soprattutto l’agilità, ché la Cayenne per-ora-senza-nome lancia in traiettoria le sue due tonnellate abbondanti con una grandissima autorevolezza. Che la Cayenne sia un riferimento per l’handling è una novità che ormai è maggiorenne, ma qui c’è ancora modo di stupirsi.

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Natura Suv. Questa Porsche vira quasi piatta, non devi convincerla a rispettare la linea che stai cercando e lo sterzo ha quella meravigliosa capacità Porsche di raccontarti per filo e per segno quello che accade là davanti. Beninteso, tutti questi bei racconti sono veri, verissimi e anche più, ma non cancellano la natura Suv della vettura, come minimo per l’altezza della posizione di guida. Il tutto accompagnato dalle sonorità meravigliose dello scarico di titanio: dure e armoniose allo stesso tempo, accompagnano i movimenti dell’ago del contagiri con sincronica maestria, rendendo ancora più viscerali le sensazioni che il V8 è capace di regalare ogni volta che apri il gas. Con il quale, entro certi limiti, puoi giocare per definire l’assetto curva dopo curva. Se metti insieme tutto, finisce che a tratti ti sembra di essere al primo piano di una 911.

COMMENTI

  • Sarò uno troppo semplice e anche all'antica ma se devi fare un'auto veloce perché farla a ruote alte e che pesa come un paio d'elefanti? Non sarà forse meglio come si faceva una volta, bassa e leggera? Tanti problemi in meno e velocità in più.
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  • Facciamo il solletico sotto la pianta dei piedi ad Alessio Viola così ci svela le cose che adesso tiene per se.... (-_-) .... Comunque con l'avvicinarsi della Ferrari Purosangue la Porsche alza l'asticella per non farsi trovare impreparata, è probabile che anche altri costruttori prossimamente presenteranno versioni più estreme dei loro Suv veloci.....