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Peugeot 308 SW
Al volante dei prototipi - VIDEO

Peugeot 308 SW
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Tra una 508 e una DS7 Sportback, ho la fortuna di veder sfilare, sulle linee di produzione dello storico stabilimento francese di Mulhouse, anche una delle primissime Peugeot 308 in versione station wagon. Mentre scrivo, infatti, stanno assemblando una piccola flotta di esemplari di pre-produzione che, durante l’estate, verranno affidate ad alcuni dipendenti del Leone per fare chilometri e raccogliere feedback. In un certo senso sono qui per lo stesso motivo: collezionare impressioni e condividerle con chi ha progettato la nuova 308, durante un test drive in anteprima.

Peugeot 308 SW: comoda e connessa

Più spazio per tutti (e tutto). Quello che mi aspetta è un giro di una ventina di chilometri da ripetere per sei volte di fila, alternandomi al volante di svariate vetture: innanzitutto alcuni prototipi della nuova 308 in versione station wagon, ma anche un esemplare della precedente generazione da tenere come riferimento. Prima di mettermi al volante, però, spendo qualche minuto per guardarmi un paio di 308 SW statiche in veste definitiva (che arriverà a inizio 2022, mentre la berlina sarà disponibile a ottobre), perché quelli che guiderò sono muletti pesantemente camuffati. La piattaforma Emp2 evoluta regala alla nuova generazione della cinque porte 55 mm in più di passo rispetto alla precedente e, nel caso di questa familiare, si aggiungono ulteriori 55 mm, che portano la distanza tra le ruote anteriori e quelle posteriori a 273 cm, per una lunghezza complessiva della vettura pari a 4,64 metri. Viene da sé che lo spazio per le gambe di chi siede dietro sia più generoso rispetto a prima e che pure il baule, grande punto di forza di questo modello, possa esprimersi al meglio: portellone automatico, soglia di carico piuttosto bassa e circa 600 litri di volume spalmati in un vano con forme estremamente regolari, che restano tali anche quando vengono abbassati gli schienali posteriori, frazionati 40-20-40 e abbattibili con due leve comodamente raggiungibili. Nel caso delle motorizzazioni benzina e diesel, il piano di carico è sistemabile su due livelli e questo dà modo di riporre anche la cappelliera in un apposito incavo, per non lasciarla nel box quando serve la massima capacità di carico. Sulle versioni ibride plug-in, invece, il pavimento del bagagliaio è fisso, perché sotto di esso è installata la batteria al litio, la quale comporta il sacrificio di una sessantina di litri di volume.

Motore e interni che convincono. In attesa di guidare le due versioni plug-in ibride - che, senza dubbio, rappresentano la novità più importante lato powertrain -, parto per il primo giro con una SW spinta dal tre cilindri turbobenzina da 130 cavalli e cambio automatico Eat8. Il powertrain lo conosco bene, bello pastoso e con una spinta che pare più da 1.6 che da 1.2, dunque mi concentro su quel che trovo davanti ai miei occhi. Innanzitutto una plancia ben più moderna di prima, con la linea superiore curva da un montante all’altro che crea una piacevole sensazione di avvolgimento. Anche i materiali, per lo più morbidi, contribuiscono a una elevata percezione di qualità, sebbene alcuni non siano definitivi e curati nel dettaglio. Pratico, inoltre, il fatto che sul tunnel centrale ci sia molto più spazio di prima per riporre oggetti e smartphone (è presente un ripiano dedicato con ricarica a induzione), grazie al fatto che il cambio automatico viene ora comandato da un piccolissimo stick e non più dall’ingombrante leva.

Peugeot 308 SW
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L’ultima evoluzione dell’i-Cockpit. Una certezza è invece l’ormai classico i-Cockpit, la filosofia di Peugeot che prevede il piccolo volante squadrato e la strumentazione rialzata. Se il primo è piacevolissimo da maneggiare, il pannello digitale resta sempre un po’ difficoltoso da leggere nel caso si viaggi con il sedile (certificato Agr, molto confortevole) nella posizione più bassa, perché la corona del volante che occulta parte degli strumenti. L’unico modo è quello di abbassare del tutto anche il piantone, oppure di alzare la seduta; in ogni caso, talvolta occorre adattare la propria posizione di guida al fine di avere la visuale sgombra. Gli strumenti, come avviene già sulle più recenti vetture del Leone, sono rappresentati da un pannello digitale che, nella sua massima espressione, è un 10 pollici con visualizzazione in 3D, in cui le informazioni sono poste su due differenti campi visivi per dare la precedenza ai dati più importanti; molto pratico il fatto che per sfogliare i numerosi layout grafici sia sufficiente agire sul tasto posto sul devio sinistro.

Il nuovo infotainment. Il protagonista, al centro della plancia, è comunque l’infotaiment di ultima generazione, che debutta proprio sulla 308. Apprezzabile il lavoro teso a semplificare l’utilizzo dello schermo da 10 pollici, grazie all’introduzione dei cosiddetti i-Toggles: sono cinque comandi scorciatoia a sfioramento posti alla base del display, per raggiungere con un clic la funzione desiderata: clima, navigazione, telefono, l’indirizzo di casa, del lavoro o qualsiasi altra cosa, poiché questi widget sono configurabili a piacere. Sotto di essi, tra l’altro, sono presenti anche alcuni tasti fisici anch’essi deputati attivare velocemente (e senza distrazioni) il comando desiderato, come per esempio alcune funzioni della climatizzazione o la gestione degli Adas. Questi ultimi includono alcune funzioni utili, come il sorpasso semi-automatico, con la vettura che agisce in autonomia per aprire e chiudere la manovra, che portano la 308 ad avere una guida assistita di livello 2.

2021-Peugeot-308-SW-024

Confort migliorato. Nel passaggio fra una 308 SW e l’altra - e mi riferisco alla nuova e alla precedente - la differenza più evidente è rappresentata dal confort. Una capacità nettamente superiore di assorbire le piccole e grandi imperfezioni della strada e, più in generale, una minor ruvidità, che arriva anche da un abitacolo più insonorizzato e in grado di filtrare meglio i rumori, in particolare quello dei pneumatici. Migliorie anche lato sterzo che, oltre a essere più progressivo e preciso ai piccoli angoli, offre un feedback più accurato.

Le due ibride alla spina. Finisco i miei giri al volante delle versioni ibride plug-in, che sono due e accomunate dallo stesso powertrain: motore 1.6 a benzina (da 150 o 180 cavalli) e unità elettrica da 110 cavalli, per una potenza complessiva di 180 e 225 CV rispettivamente. La batteria da 12,4 kWh garantisce un’autonomia elettrica dichiarata di circa 60 chilometri per entrambe le versioni e le differenze fra le due, com’è facilmente immaginabile, si riducono a una spinta un po’ più consistente sulla configurazione più potente. Su entrambe il lavoro congiunto dei due propulsori è piuttosto fluido.

COMMENTI

  • Egr. Sig. Facchinetti, ottima prova, però mi permetta: visto che non credo che fosse in pista, non mi pare che regolare lo sterzo in altezza mentre si è in marcia sia il massimo della sicurezza di guida.
  • Bella macchina, dimostra che il buon design sa ancora esprimersi, se siamo al di fuori del settore SUV.
  • Ma che bella. Peccato che di questi tempi è o SUV o niente
  • Vista così sembra più bella della berlina, io la prenderei ancora diesel. Probabilmente le suv segmento C hanno ancora più di una ragione di esserci.
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