Primo contatto

Lynk & Co 01
Su strada con la Suv ibrida plug-in - VIDEO

Lynk & Co 01
Su strada con la Suv ibrida plug-in - VIDEO
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Tra gli aspiranti "game changer" di un mondo dell’auto in evoluzione c’è la Lynk & Co, marchio della galassia Geely da poco affacciatosi in Europa e impegnato in questi giorni a introdurre sul mercato italiano il suo primo modello, la 01. Un'auto non così di rottura, in realtà: la Suv, infatti, nasce dalla stessa piattaforma (Cma) della Volvo XC40, è lunga 4,54 metri ed è proposta solo con motori ibridi (full hybrid o plug-in, come quella che abbiamo guidato in questo primo contatto). La novità sta semmai nell’approccio al cliente del brand, che come punti di riferimento non ha i concorrenti dell’automotive ma realtà digitali di successo come Netflix, Spotify e Airbnb.

Lynk & Co 01: Suv ibrida "all inclusive"

In abbonamento. In soldoni, significa anzitutto che la 01 si può avere, all'insegna della massima flessibilità, in abbonamento mensile con rinnovo automatico (se non arriva disdetta dieci giorni prima della scadenza): il canone è di 500 euro al mese e include svariati servizi accessori, assicurazione e manutenzione. Un tetto al chilometraggio c’è, 1.250 km ogni mese, ma l’eventuale percorrenza extra (per la quale si pagano altri 15 centesimi di euro al chilometro) viene calcolata a fine noleggio facendo una media: si può dunque sforare per un mese e poi percorrere meno strada quello susccessivo, senza per questo dover pagare di più. Piuttosto, chi noleggia una Lynk & Co ha l’opportunità di abbassare i costi cedendola in uso a terzi, mettendo la Suv in sharing su una piattaforma dedicata. Si fa tutto via app (o dal sistema di infotainment) e il prezzo lo decide chi subaffitta: l’utente finale, anch’esso registrato (gratuitamente) alla piattaforma del brand, trova e noleggia le auto condivise attraverso l’app e riceve una chiave digitale, il tutto senza nemmeno dover incontrare il "noleggiatore". La riconsegna deve avvenire entro un’area di circa 100 metri dal punto in cui è stata prelevata l’auto.

Non chiamateli concessionari. Diversamente, la 01 si può sempre comprare. I prezzi di listino sono di 35.000 euro per la full hybrid e di 40.700 euro per la versione ibrida ricaricabile. Allestimenti e optional sono praticamente azzerati (unica eccezione il gancio di traino, 1.040 euro). Per il resto, basta scegliere motorizzazione e colore (blu o nero). Si fa quasi tutto online, prima di recarsi in concessionaria. Anzi al "club", come dicono quelli della Lynk & Co, suggerendoci che questi luoghi non servono solo all'esposizione e ai test drive, ma anche a ospitare eventi riservati ai soci (gli abbonati), negozi o punti di ristoro. A oggi ne sono stati inaugurati tre - ad Anversa, Göteborg e Amsterdam - e proprio in questi giorni è in corso una nuova apertura a Berlino. Parallelamente, si punta sui pop-up store: spazi temporaneamente allestiti per far conoscere e provare la vettura, come quello dove abbiamo ritirato l'esemplare del test a Milano.

Grande schermo a bordo. Alla base di questa strategia, però, c’è sempre un’auto - costruita in Cina ma dal design e dall’engineering sviluppati a Göteborg (Svezia) - che di fatto si compra in stock: anche per questo la Casa punta, una volta a regime e terminata la crisi dei chip, a ridurre fino a soli due giorni i tempi di consegna. Nella dotazione di serie sono inclusi molti accessori che spesso si pagano a parte: cerchi da 18’’ (per la full hybrid) o da 20’’ (per la plug-in), tetto panoramico apribile, ricarica wireless per lo smartphone. A bordo sono presenti un display da 12,3” per la strumentazione e un touchscreen da 12,7” per l’infotainment. Con il display touch si interagisce in maniera piuttosto fluida: sebbene le risposte al tocco siano rapide, però, non sempre risulta intuitivo orientarsi nelle pagine dei menu. Tra le varie funzioni ce ne sono alcune di svago, come la Journey Camera, che permette di scattare selfie, foto o registrare video direttamente dall’auto, per poi condividerle via app. Un’altra funzione consente di registrare, tramite messaggio vocale, dei suggerimenti che vengono trascritti dal sistema e inviati via mail direttamente ai tecnici della Lynk & Co. Gli aggiornamenti all'infotainment avvengono over-the-air, lungo tutto il ciclo di vita dell’auto.

Bene i test Euro Ncap. La regola del "niente optional" vale anche per gli Adas, che garantiscono un'assistenza alla guida di livello 2. Sempre parlando di sicurezza, la 01 ha ottenuto cinque stelle nei crash test Euro NCAP, con punteggi lusinghieri soprattutto nella protezione degli adulti.

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Il posto di guida. Seduti al posto di guida si percepisce una buona qualità nei materiali e una certa cura del dettaglio: dai tappetini antirumore di gomma nelle tasche ai rivestimenti di pelle estesi a volante, cruscotto, tunnel centrale, bracciolo e fianchetti delle portiere. Il sedile è invece foderato di tessuto, ha una sagomatura sportiva e offre un buon sostegno, ma ha il poggiatesta integrato (e quindi non regolabile). Ritagliarsi una posizione di guida comoda, tuttavia, è piuttosto semplice, anche grazie alle regolazioni elettriche di serie del sedile lato guida.

Comodi prima di tutto. In movimento si apprezza soprattutto il confort. A garantire fluidità e dolcezza nella marcia ci pensano l’elettrico da un lato e il cambio doppia frizione dall’altro. Quest’ultimo, in particolare, lavora praticamente in incognito passando da un rapporto all'altro con piacevole tempismo e naturalezza, ma la leva con cui si aziona nelle manovre non è delle più comode. L’assetto, poi, privilegia la morbidezza, e fa sì che gli ostacoli in città (dossi, buche, rotaie del tram) si possano superare senza patire particolari sollecitazioni, nonostante i cerchi da 20’’ e la gomma con spalla bassa (235/45) previsti dall'allestimento.

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Fino a 70 km in elettrico. Il powertrain della Lynk & Co 01 ibrida plug-in mette in gioco un totale di 261 cavalli e 425 Nm di coppia: una bella dote. Nello specifico, dall’endotermico - un 1.5 tre cilindri turbobenzina – arrivano 180 CV e 265 Nm, mentre l’unità elettrica contribuisce con altri 82 CV e 160 Nm. Lo 0-100 richiede 8 secondi e la velocità di punta è di 210 km/h. La batteria del sistema ibrido ha una capacità nominale di 17,6 kWh (14 effettivi) e consente, a detta della Casa, di percorrere (ciclo Wltp) fino a 70 km esclusivamente in elettrico: un'autonomia che sulla carta si prolunga ulteriormente, raggiungendo gli 80 chilometri, se ci si muove in città. Con queste premesse, i consumi dichiarati (con batteria carica) sono di 1,2 l/100 km (2,9 quelli riportati dal computer di bordo alla fine del nostro test per le strade di Milano), con emissioni di CO2 pari a 27 g/km. Per sfruttare al meglio le caratteristiche di questa motorizzazione è possibile selezionare tre specifiche modalità di guida: "Pure" (per viaggiare in Ev), "Power" (che privilegia le prestazioni) e Hybrid (uso combinato di elettrico e termico improntato alla massima efficienza). Grazie all’elettrico, in città la 01 è molto scattante: nel traffico ci si muove con disinvoltura nonostante la stazza non sia certo da citycar. Buona anche la riserva di potenza e coppia, in grado di assecondare anche chi è alla ricerca di una guida un po' più dinamica.

COMMENTI

  • Adesso ci siamo. Dopo le oscene copie dei vari marchi premium prodotte in barba ad ogni legge sulla proprieta' intellettuale e dopo essersi appropriati anche de know-how tecnologico grazie a JV ed acquisizioni (Volvo in questo caso), i cinesi adesso sbarcano con auto che sono le capostipiti di una rivoluzione. Chi fa la faccia schifata ricordi cosa era Hyundai all'inizio (e le giapponesi negli anni 50-60). O come erano considerate Huawei e Xiaomi solo 6-7 anni fa. Qualcuno nel mondo dell'auto si fara' molto male; di sicuro fra i caduti ci saranno anche alcuni dei nuovi marchi cinesi ma i tradizionali marchi europei, soprattutto quelli con poca o cattiva immagine (qualcuno ha detto Italia?), hanno molto di cui preoccuparsi. E, d'altronde, gli occidentali si sono fatti bellamente saccheggiare pur di avere l'illusione di accedere al loro mercato interno...
  • Perchè qualsiasi commento inserisco con parole pacate e moderate vengono sempre bollati come Attenzione! Il commento non può essere pubblicato perché contiene una o più parole non in linea con la policy di Quattroruote. ??? E non si sa quali siano queste parole..
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  • Essendo questa vettura un clone della piattaforma XC40, francamente non comprendo il commento negativo sui poggiatesta non regolabili quando tutte le Volvo li hanno fissi da una vita, e nessuno mi pare l'abbia mai considerato un aspetto negativo.
  • Meglio questa che una kia/hyundai o una citroen/peugeot/opel(ahimè)/renault
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  • Interessante il concetto si abbonamento mensile e a quanto scritto con disdetta dieci giorni prima della scadenza. Bisogna solo appurare che in realtà non vi sia una durata minima o degli anticipi perchè sarebbe sin troppo comodo. Per il resto i gusti sono gusti quindi può piacere o meno. Unica riflessione finale: a forza di regalare ricerca e tecnologia alla Cina alla fine il prezzo da pagare per la nostra manifattura sarà salatissimo ma nessuno sembra capirlo o non interessa