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Volkswagen Polo
Tutta digitale, ma senza ibrido - VIDEO

Volkswagen Polo
Tutta digitale, ma senza ibrido - VIDEO
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Piccola Golf. Sempre di più. Con il restyling di metà carriera la Volkswagen Polo si è ulteriormente avvicinata alla sorella maggiore, tanto per il look, quanto per le dotazioni. Guida assistita di livello 2, cockpit a doppio schermo e pochi, pochissimi tasti, quasi tutti concentrati sul volante. Ma, pur puntando tutto sulla digitalizzazione e sulle nuove tecnologie, la compatta di Wolfsburg non si concede il "lusso" dell'elettrificazione: basta diesel (come nelle ultime annate pre-restyling) e spazio ai tre cilindri di un litro, in veste aspirata (anche per neopatentati) o turbo, anche bifuel. Le potenze spaziano dagli 80 ai 110 CV: per questo primo contatto ho guidato un esemplare con lo step intermedio del 1.0 turbobenzina, un 95 CV con cambio automatico Dsg nell’allestimento R-Line.

Volkswagen Polo: sempre più (piccola) Golf

Tutta digitale. Nonostante gli aggiornamenti ne abbiano mutato l’estetica, appena si entra nell’abitacolo si capisce di essere sì su una Polo, ma più moderna. Niente lancette (ora è tutto digitale, compreso il pannello clima a sfioramento) e doppio schermo di serie, uno per il quadro strumenti e l’altro per l’infotainment connesso. E la digitalizzazione ha fatto davvero bene alla piccola tedesca, che ora offre nuovi servizi che non solo rendono l’utilizzo dell’auto più semplice e intuitivo, ma facilitano anche la guida. Come? Beh, per esempio con il nuovo Travel Assist, che in alcune condizioni di guida può gestire sterzo, acceleratore e freno per seguire il flusso del traffico: per azionarlo basta premere un pulsante e tenere almeno una mano sul volante. Non serve nemmeno fare quelle microcorrezioni della traiettoria per far “sentire” al sistema la propria presenza: la corona, infatti, integra delle superfici capacitive che rilevano la supervisione del guidatore. Nuovo è anche il cruise control adattivo, che in prossimità di curve e incroci riduce automaticamente la velocità basandosi sui dati rilevati dal Gps. Comodissimo, sì, ma in alcuni casi fin troppo prudente.

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Si guida bene e lo spazio non manca. Ma veniamo ora alla guida vera e propria. La Polo restyling conferma le buone doti di base del modello originale: la piattaforma, ovviamente, rimane la stessa Mqb (comune con le piccole Suv di Wolfsburg e derivata dalla sorella maggiore Golf) e gli unici affinamenti sono stati apportati alla taratura dell’assetto e dello sterzo, oltre che all’elettronica. Il risultato è un’auto molto facile da guidare, che infonde sicurezza in curva dando il meglio di sé ad andature moderate. È una cittadina, del resto, e spingerla più del dovuto avrebbe poco senso: il tre cilindri, infatti, fa sentire subito la sua voce quando si tirano le marce e lo sterzo, che non brilla per rapidità, non si addice a una guida nervosa. Meglio lasciarla scorrere e godersi il paesaggio, anche per lunghi viaggi visto che i sedili sono piuttosto comodi e a bordo lo spazio non manca, nemmeno per i bagagli (351 litri, che salgono a 1.125 abbattendo i sedili posteriori).

Può anche essere una “prima auto”. Negli ultimi anni, infatti, le utilitarie sono diventate sempre più “prime auto” per le famiglie, da sfruttare nel quotidiano, ma pure per viaggiare. E anche nei lunghi tragitti la Polo propone un confort più che adeguato: solo qualche fruscio di troppo disturba a velocità autostradali, ma per il resto l’insonorizzazione è di buon livello. L’assetto isola bene dalle imperfezioni stradali, ma non si rivela troppo morbido tra le curve. Proprio nel misto, però, ho notato un dettaglio scomodo (almeno per chi come me supera il metro e 80). Come sul modello pre-restyling, il ginocchio destro del guidatore finisce per poggiare sulla plastica (dura) del tunnel centrale: un po’ di spazio in più non guasterebbe. Niente di grave, certo, ma è comunque una piccola nota stonata in un abitacolo che potrebbe far invidia a modelli di segmento superiore.

Cresce, ma non nelle dimensioni. Tirando le somme, quindi, questa Polo si è migliorata là dove c’era margine di crescita. Le nuove tecnologie le hanno fatto molto bene, proiettando nel presente un’impostazione che iniziava a sentire i suoi anni. La taglia, invece, è rimasta pressoché invariata (4.074 mm di lunghezza, 1.451 di altezza e 1.751 di larghezza), riprendendo l’ottimo rapporto tra dimensioni interne e spaziosità interna che ha conquistato i clienti che l’hanno scelta già prima del facelift. I listini partono da 18.700 euro per arrivare ai 26.650 euro (optional esclusi) della top di gamma: valori leggermente superiori alle concorrenti, che però non propongono un livello di dotazioni così completo, soprattutto dal punto di vista degli Adas, fiore all’occhiello di questo (riuscito) restyling.

COMMENTI

  • Come le ex psa nient, nemmno un semplice mhev come panda sulle B. Peccato
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  • Quindi nessuna critica sul fatto che non abbia le manopole del clima ma si comanda tutto dallo schermo? QR vi ricordo che avete ultra criticato non poco chi diversi anni fa chi arrivò prima della Vw a questo, cerchiamo di avere lo stesso metro di giudizio altrimenti il tutto diventa meno credibile. Intanto aggiungo che, motoristicamente mi sembra limitata l'offerta visto la concorrenza che è più diversificata,inoltre oltre al prezzo importante per il settore vi sono all'interno della Vw. auto come Ibiza e Fabia che hanno qualcosa in più e con un prezzo concorrenziale.
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  • qui si punta di più su quel "bellissimo" baffo neon all'anteriore invece di mettere, almeno, l'ibridino audi. 18mila €urini per un millino... e ti sorpassa anche una duster gpl
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  • Toyota propone la Yaris Hybrid , Renault la Clio Hybrid , Peugeot la 208 elettrica , Opel la Corsa elettrica.. , Volkswagen se non conviene non ti propone nulla.., e fa un passo indietro ..
  • Toyota propone la Yaris Hybrid , Renault la Clio Hybrid , Peugeot la 208 elettrica , Opel la Corsa elettrica.., Volkswagen fa un passo indietro e non ti propone le nuove tecnologie green...
  • Auto concreta, spaziosa e con un ottimo bagagliaio (spesso questo aspetto non viene sufficientemente enfatizzato, ma è importante. Pensateci se dovrete impiegarla anche come prima auto da famiglia o vi piace andare in vacanza portandovi dietro qualcosa di più che lo stretto necessario) linea esterna a mio parere un poco "sporcata" da questo aggiornamento, interni con il solito tripudio di schermi a cui ci hanno abituato i costruttori con miriadi di funzioni integrate che mi sembrano più un risparmi per chi costruisce che un vantaggio per chi acquista. Tutto bene e nella norma? Quasi. Peccato per le motorizzazioni. Inutile proporre in tre salse il "millino" 3 cilindri e poi fare "il salto sul 2.000 da oltre 200cv. E' chiaro che manchino almeno una o due motorizzazioni intermedie. Come manca un buon 1.6 td declinato in due livelli di potenza (90-130cv?) e l'immancabile versione ibrida con 100cv.
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  • Golf 8 2.0 Tdi Style 150 CV DSG del settembre 2020. Non rilevava la presenza delle mani sul volante e frenava da sola.
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  • non mi sembra molto intelligente suggerire di distrarsi alla guida e gustarsi il paesaggio.
  • Perfetta anche per famiglie: sì ma del Terzo Mondo..
  • E ti regalano anche una cassetta dei duran duran.