Primo contatto

Renault Mégane E-Tech
Con Luca De Meo alla scoperta dell'elettrica

Renault Mégane E-Tech
Con Luca De Meo alla scoperta dell'elettrica
Chiudi

Sarà perché ci conosciamo dai tempi della Fiat, sarà perché Quattroruote ne ha raccontato con comprensibile orgoglio compaesano l’ascesa al soglio dei pochi che davvero contano nell’auto, sarà perché quando gli italiani s’incrociano all’estero la complicità è naturale, ogni incontro con Luca De Meo è gravido di attese, ché l’uomo possiede la non comune dote del pensiero laterale, inaudita e talora sospetta in un’industria dove la disciplina e la diffidente circospezione sono le virtù che si pretendono di default ai top manager. Quindi quando la Renault mi ha invitato a Parigi per provare in anteprima come giurato Coty la nuova Mégane E-Tech, aggiungendo come contorno all’evento tecnico una cena con il grande capo nonché antico amico, non ci ho pensato due volte a salire sull’aereo e presentarmi da Ducasse a Versailles (location adeguata, mi vien da dire, alla dimensione pressoché ultraterrena di De Meo, Pdg della principale azienda dell’Esagono, perdipiù d’interesse nazionale, visto che il buon Macron ne possiede ancora una fetta non minuscola). 

2021-Renault-Megane-E-Tech-0008

Del resto, erano quasi due anni che non ci si incontrava. L’ultima volta che ci eravamo visti era stato a Barcellona, alla fine del 2019, per parlare di come il progetto Cupra – voluto da De Meo e da molti (alcuni anche dentro il Konzern, perché spesso l’opposizione più arcigna arriva dal fuoco amico) giudicato un mero gioco di marketing – si stava rivelando un successo. Qualche mese dopo, in piena pandemia, il passaggio a sorpresa in Renault. Da allora, qualche scambio di cortesie a distanza, ma nessuna occasione di confronto vis-à-vis, tra frontiere chiuse e cicli vaccinali da completare. Come mi aspettavo, la cena è stata l’occasione per discutere dei temi che investono l’automotive senza il velo d’ipocrisia dietro cui spesso si nasconde la maggior parte degli executive di analoga statura, terrorizzati dall’uscire dai binari del politically correct in un momento storico in cui i costruttori rappresentano nell’agenda sociale il male assoluto. De Meo ha ribadito le sue perplessità su una decarbonizzazione imposta dalla politica senza pensare all’effettivo impatto sull’ambiente, alle conseguenze geopolitiche né tantomeno alle implicazioni industriali, coniando all’impronta l’eloquente espressione "rivoluzione di destra", in quanto movimento concepito dalle élite per le élite. Ha poi aggiunto un concetto più volte sottolineato da Quattroruote: l’auto elettrica – prodotto sviluppato per assecondare convinzioni ideologiche di miope visione e non per rispondere, come dovrebbe accadere, a una domanda del consumatore – è oggi un oggetto molto più sensato e razionale delle motivazioni che ne hanno imposto lo sviluppo; e i cui limiti oggettivi risiedono, più che nelle intrinseche caratteristiche funzionali, peraltro affinatesi a una velocità impressionante, nell’inadeguatezza del contesto infrastrutturale che ne dovrebbe innervare l’utilità. 

2021-Renault-Megane-E-Tech-0004

Ne ho avuto conferma il giorno dopo la chiacchierata con De Meo guidando la Mégane full EV. De Meo il progetto se l’è trovato già fatto, questo è ovvio. Però si è preso la briga e di certo il gusto di trasformare quella che originariamente doveva essere la versione sportiva nella base: da qui, oltre alla caratterizzazione estetica, i cerchi da 20 per aumentare l’impronta a terra e così conferire maggiore personalità alla vettura. Ha anche deciso, proprio per rimarcare che Bev e Phev (tra poco arriverà pure quella) sono destinate a diventare la nuova normalità anche nel mainstream, di rispolverare un nome che per la gente coincide con il baricentro dell’offerta Renault. Presentando la creatura, che nasce su una nuova piattaforma pensata per l’elettrico e condivisa con Nissan, ha più volte citato la ID.3 come concorrente d’elezione, togliendosi anche lo sfizio di evidenziare tutti i punti in cui la tedesca è inferiore (tipo il peso: sulla bilancia ballano 200 chili a favore della parigina): forse qualche sassolino nella scarpa, dopo anni e anni di fedele militanza nel gruppo di Wolfsburg, andava tolto. Rispetto alla VW, la Renault è decisamente più crossover, con un impatto scenico di sicuro effetto: ciononostante, De Meo l’ha con insistenza descritta come la GTI delle elettriche (e non come la RS: anche qui, un lapsus che affonda le proprie radici nel vissuto precedente?), perché particolare attenzione è stata posta alle caratteristiche dinamiche. 

Due i tagli di batteria, il cui pacco è sdraiato sotto l’abitacolo (il che aiuta a riportare in basso il centro di gravità di un’auto concepita alta): con quello da 40 kWh si fanno 300 km, con quello da 60 si sfiorano i 470, perlomeno secondo il dichiarato Wltp. Entrambe hanno la presa Ccs, con la più potente in grado di accettare ricariche a corrente continua fino a 130 kW, se uno trova le colonnine adatte (auguri). Non che abbiamo avuto modo di vivere l’esperienza di ricarica (anche se a mio modesto avviso dovrebbe essere un passo obbligatorio nelle presentazioni stampa, perché si capiscono molte cose); il percorso di prova era stato disegnato per esaltare l’handling – ho guidato la 60 –, che effettivamente stupisce per piacevolezza, anche grazie a un turn-in dello sterzo assai diretto. Si avverte, sui fondi scivolosi tipici dell’Île-de-France in novembre, una certa fatica delle grandi gomme a trovare aderenza: del resto, di cavalli sotto il piede destro ce n’è in abbondanza, sono disponibili all’istante e si riversano sulle ruote davanti (in casa VW la trazione è posteriore). Forse un fine tuning del traction control (la macchina era una preserie) aiuterebbe. So che sentirlo dire farà rabbrividire i puristi del motore a scoppio, ma in termini di prestazioni pure questa Bev umilia un’endotermica di pari costo: non dico la ripresa, su cui proprio non c’è gara, ma uno zerocento in 7,4 secondi (veri, mi è sembrato) è, in questa fascia di prezzo, qualcosa che nessuno ha mai avuto occasione di provare. Eccellente la taratura delle sospensioni: il guadagno in dinamismo non ha sacrificato nulla della tipica esperienza Renault. Stando a quanto indicato dal computer di bordo, in media ho percorso 6 km/kWh, che significa un’autonomia reale attorno ai 340 km. Va anche detto che sono andato allegro e non mi sono messo a giocare con i vari settaggi del recupero d’energia, che si comandano dai paddle (segno dei tempi…). Ottima la posizione di guida, con il volante quadrato che sta tornando di moda. Il ginocchio destro batte contro un sostegno di cui non ho compreso la funzione: ma forse mi hanno costruito male. Nuovo pure il sistema di infotainment, che gira su Google, ha i comandi vocali ed è pure bello da vedere: certo, un po’ distrae, ma è il prezzo da pagare a una proliferazione di funzioni che con i comandi tradizionali (rimasti invece per la climatizzazione) sarebbero impossibile da gestire. Insomma, un ottimo prodotto, che unisce sostenibilità (allo scarico, perlomeno) con un coinvolgimento di guida effettivamente inusuale, in una fascia di mercato dove molti costruttori lo ritengono superfluo: arriverà l’anno prossimo, chip permettendo.

COMMENTI

  • molto bella e elegante!!! Bravo!!!
  • I "baffi" luminosi delle auto francesi, sagomati in tutte le fogge possibili, hanno anche un po' stufato... poi a me personalmente non sono mai piaciuti.
  • Parlando solo di design, avevo aperto la galleria fotografica casualmente senza sapere che auto fosse e in un primo momento l'avevo scambiata per una DS... Qui Renault e DS sembrano davvero sorelle a mo' di Skoda/Seat... Per carità, interni ed esterni non sono brutti - tuttavia questo design francese poco "pulito" continua ad essermi indigesto..
  • La soluzione più razionale dovrebbe essere quella di auto esclusivamente ibride (ma non plug in) con obbligo di utilizzo della trazione elettrica nei centri urbani (che effettivamente hanno bisogno di un po' di smog in meno) e utilizzo del motore termico esclusivamente in autostrada, superstrada e strade extraurbane. Questo consentirebbe di ripulire un po' l'aria delle città (ce n'è bisogno) e di non avere grossi impatti sui sistemi produttivi industriali e sociali soprattutto dei paesi occidentali. In più consentirebbe di mantenere quella caratteristiche di diversificazione della produzione automobilistica che (non ci dimentichiamo) viene conferita anche e soprattutto dalle caratteristiche del motore a combustione (chi compra Ferrari o Lamborghini lo fa non solo per il design e il logo ma soprattutto per quello che c'è sotto il cofano: la standardizzazione che comporterà l'elettrificazione finirà per avvantaggiare in modo preponderante l'industria cinese, come se già non bastasse! In merito alla decarbonizzazione del pianeta (???? ma siamo sicuri che dipenda tutto dall'effetto serra e non da cicli astronomici del sistema solare che si ripetono in miliardi di anni?) è dato scientifico che l'automotive influisca per il 20-30%. È giusto che dia il suo contributo alla decarbonizzazione ma non stravolgendolo, mortificandolo e impoverendolo! E gli altri settori industriali del sistema globalizzato? Gli allevamenti intensivi per mangiare carne a più non posso? E i trasporti navali con portacontainer gigantesche piene di merci quasi inutili provenienti tutte dall'Asia? E i trasporti aerei per comprare su Amazon qualcosa che troveresti alla bottega all'angolo per qualche euro in più e magari prodotta nel tuo territorio? Riflettiamo sulle cose! Ascoltiamo meno informazioni pilotate da un macrosistema degenerato e usiamo le nostre teste in maniera indipendente. La storia dell'automobile è un patrimonio dell'umanità (quantomeno dei paesi occidentali) e non possiamo cancellarla o sconvolgerla come se gli ultimi 150 anni fossero stati il male assoluto!!
     Leggi le risposte
  • Certo che a questi prezzi e con questi limiti le elettriche pure sono proprio vendibili solo se la gente la obblighi...
  • L’ultimo tribuno del popolo contro le élite, che evidentemente lava tazzine a torre Maura per 500 euro al mese, denuncia come un complotto di destra(sic) la transizione ecologica. Probabilmente ordito in qualche scantinato di pizzeria. Fantastico! Questo tizio é come Travaglio che riesce a rendere simpatico Renzi, lui fa sembrare ragionevoli i cinesi. Pensa un po’.
  • Questa macchina è meno utile di quanto lo possa essere un ombrello ad un palombaro. Saluti.
  • Mi scusi direttore, lo 0-100 è diventato l'unico parametro su cui giudicate le prestazioni di un'auto? Che una macchina elettrica da 220cv faccia lo 0-100 in 7,4s è perfettamente normale. Però bisognerebbe completare il discorso spiegando cosa succede se si fa una tiratina in autostrada ai 160, ammesso che ci arrivi. Articolo-leccata che ci sta, non è un problema per me capire che state lottando per la sopravvivenza e quindi sposate lo zeitgeist; però frasi tipo "umilia sul piano delle prestazioni concorrenti termiche di pari prezzo" è una sciocchezza. Una panda 1.3MJ da 95cv ha più respiro autostradale di questa Megane da 220cv. Per lo stesso motivo per cui una Tesla da 0-100in 4s fa la velocità di una modesta diesel usata da 170cv e 10.000€. Sono motori che esprimono la coppia in modo diverso, un'analisi SERIA deve tenere conto di tutti i parametri. I miei complimenti invece per il periodo "l’auto elettrica – prodotto sviluppato per assecondare convinzioni ideologiche di miope visione e non per rispondere, come dovrebbe accadere, a una domanda del consumatore – è oggi un oggetto molto più sensato e razionale delle motivazioni che ne hanno imposto lo sviluppo; e i cui limiti oggettivi risiedono, più che nelle intrinseche caratteristiche funzionali, peraltro affinatesi a una velocità impressionante, nell’inadeguatezza del contesto infrastrutturale che ne dovrebbe innervare l’utilità". Per bacco, mi è raramente capitato di leggere un così alto esempio di retorica mani-avantista. Praticamente un Cicerone meets Ciriaco DeMita.
     Leggi le risposte
  • Quindi dopo i giapponesi i prossimi a rinsavire, abbandonando le linee guida cinesi, potrebbero essere i francesi guidati da De Meo. Da non credere...
  • Direttore, non abbiamo ancora maturato sufficiente familiarità con l'elettrico, forse? 3,5 kwh x km, non li consuma neppure un TIR a pieno carico!
  • Gentile direttore, lei scrive “…un concetto più volte sottolineato da Quattroruote: l’auto elettrica – prodotto sviluppato per assecondare convinzioni ideologiche di miope visione e non per rispondere, come dovrebbe accadere, a una domanda del consumatore – è oggi un oggetto molto più sensato e razionale delle motivazioni che ne hanno imposto lo sviluppo e i cui limiti oggettivi risiedono, più che nelle intrinseche caratteristiche funzionali, peraltro affinatesi a una velocità impressionante…” Io però la leggo così (mi corregga): “noi di Quattroruote, come molti altri, avevamo una visione miope e criticavamo la forzatura sull’elettrico che definivamo ideologica, mentre ora prendiamo atto che l’auto elettrica è un oggetto sensato e razionale, e che quella che noi definivamo una visione miope era in realtà anticipatrice di scenari totalmente nuovi, dove dopo decenni sonnacchiosi in cui ci si limitava ad assecondare la domanda di un pigro consumatore che al massimo virava i gusti dalle SW ai SUV, ora si offrono prodotti e soluzioni del tutto innovativi e che si affinano ad una velocità impressionante, come dovrebbe sempre accadere quando c’è reale progresso”.
     Leggi le risposte
  • Ah, uscirà pure Plug-In Hybrid? Allora tanto scemi non sono, in Renault...
  • Se il prezzo rimarrà veramente come si dice tra i 30 ed i 35.000€ per la 40 e 40.000€ per la 60 la cosa si fà veramente interessante e soprattutto farà rivedere la fascia prezzo anche a VW...Speriamo bene!!
     Leggi le risposte
  • Il design è personale e moderno, mi piace moltissimo. Anche le dimensioni sono azzeccate, non troppo piccola nè troppo grande, pare abbia una buona abilità grazie al passo generoso. Dal configuratore Renault pare che la CCS sia presente solo sul modello da 60kWh, non sul 40 (questa una limitazione a cui non trovo il senso, anche se il caricatore trifase da 22kW è ottimo, parlo avendo una Zoe). Unico dubbio i prezzi: temo saranno allineati a quelli della ID3, visto il posizionamento più "premium" rispetto alla "vecchia" Megane.. sarebbe interessante capire da che prezzo si parte di listino.
     Leggi le risposte
  • Tra le bev medie é una di quelle che preferisco, però non con questi particolari color oro :-_
     Leggi le risposte
  • Dai, bellina 'sta Megane.
     Leggi le risposte
  • Gentile Direttore, c'è un refuso nell'articolo. Il consumo non può essere di 3,5 kWh al Km, al limite al contrario, con un kWh 3,5 Km, ma sarebbe piuttosto alto. Sempre complimenti per la rivista.
     Leggi le risposte
  • Buongiorno Direttore, suppongo che il "sostegno di cui non ha compreso la funzione" sia il caricatore wireless per il cellulare situato alla base dello schermo del sistema multimediale. Sono lieto che la macchina le sia piaciuta, io la attendo con impazienza come sostituta della mia attuale Zoé.