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BMW M135i xDrive
Con il nuovo assetto è ancora più divertente

BMW M135i xDrive
Con il nuovo assetto è ancora più divertente
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Introdotta sul mercato nel 2019, l’ultima generazione della BMW Serie 1 ha rappresentato una vera e propria rivoluzione per la due volumi bavarese. Perché ha abbandonato il classico schema a trazione posteriore e motore longitudinale (che sopravvive sulla Serie 2 Coupé), così da guadagnare più spazio interno, più agio per i passeggeri e una maggiore capacità del bagagliaio (380 litri in totale). E anche la meccanica della versione più sportiva, la M135i, è diventata più simile a quella delle sue dirette concorrenti, con un quattro cilindri 2.0 turbo al posto del sei cilindri in linea, la trazione integrale e il cambio automatico come unica scelta. Questa ricetta non cambia impostazione nella versione 2022, ma si affina nella dinamica di marcia con molteplici interventi all’assetto e non solo: al posteriore troviamo punti di fissaggio più bassi per i braccetti di controllo del camber e boccole più rigide, davanti aumenta del 25% l’angolo di camber, mentre gli ammortizzatori e le molle hanno una diversa taratura. Anche il servosterzo è stato ricalibrato e, dall’estate, tutte le BMW M135i xDrive saranno dotate come primo equipaggiamento di pneumatici Michelin Pilot Sport 4S. La versione 2022 della cinque porte è già ordinabile nelle concessionarie, con un prezzo di partenza di 50.410 euro.

Spinge a tutti i regimi. Piccole novità arrivano anche dall’impianto di scarico: in fase d'accensione il sound è più aggressivo e debutta un nuovo sistema che utilizza le casse dello stereo per amplificare le tonalità del 4 cilindri all’interno dell’abitacolo. Nulla di invasivo, eccezion fatta per gli scoppiettii (artificiali) in scalata udibili solo dall’interno in modalità Sport. Non cambiano le caratteristiche del motopropulsore, sempre forte di 306 CV a 5.000 giri/min e 450 Nm di coppia già disponibili a 1.750 giri/min, valori che nella realtà si traducono in una forte spinta ai bassi regimi e in una lineare progressione fino alla zona rossa del contagiri. Apprezzabile la risposta dell’automatico, con convertitore di coppia, quando si preme a fondo il pedale dell’acceleratore: la reattività in modalità manuale è notevole, ma le rivali con sistemi a doppia frizione garantiscono comunque cambiate più veloci.

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Miglioramenti tangibili. La trazione integrale xDrive può trasferire fino al 60% della coppia al posteriore ed è dotata all’avantreno di un differenziale autobloccante di tipo Torsen, che migliora la motricità quando si accelera in curva. Le modifiche all’assetto, invece, si traducono in una riduzione del sottosterzo e in un inserimento in curva più pronto. Lo sterzo è più diretto di prima, ma rimane comunque avaro di feedback. Adeguato alle prestazioni (0-100 km/h in 4,8 secondi, 250 km/h di punta massima) l’impianto frenante: il pedale, però, diventa un po’ spugnoso quando si mettono in fila diverse staccate vigorose.

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Più comoda o più dinamica, scegli tu. Gli interventi all’assetto non hanno compromesso il confort della BMW M135i xDrive, che rimane una delle hot hatch più comode nei lunghi viaggi, tanto per insonorizzazione quanto per capacità di filtrare le asperità della strada. Ancor di più se si scelgono gli ammortizzatori a controllo elettronico. Certo, con l'assetto di serie e i cerchi da 19", buche e irregolarità si avvertono distintamente, ma chi sceglie un'auto di questo tipo in genere accetta di buon grado un setup più rigido, che si traduce in una guida più dinamica e precisa. Accogliente e ricco di regolazioni (manuali o, a richiesta, elettriche) il sedile del guidatore, con i fianchetti regolabili elettricamente per trattenere meglio il corpo tra le curve. A sottolineare la vocazione sportiva, all’interno sono presenti dettagli esclusivi, come le cinture di sicurezza con colori di BMW M, la pedaliera di alluminio e i battitacco personalizzati. Lo stesso trattamento è riservato agli esterni, dove si notano alcune personalizzazioni come le pinze dei freni rosse, la griglia del doppio rene e le modanature a contrasto in nero lucido.

COMMENTI

  • Onore alla BMW che continua a produrre e migliorare auto degne del marchio oltre alle elettriche
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  • La serie 1 fino alla precedente generazione (F20), era un gioiellino di meccanica a trazione posteriore, con un bilanciamento quasi perfetto dei pesi.. e con le motorizzazioni "giuste", era praticamente una piccola supercar per palati fini ma portafogli non smisurati. Poi, un bel giorno quelli del marketing BMW fecero un sondaggio a campione tra i clienti, e venne fuori che la maggioranza di essi non era neppure consapevole che l'auto fosse a trazione posteriore (ahhhh!! ma quasi per certo intervistarono solo i possessori delle versioni con motorizzazioni "piccole"). In conseguenza di quel nefasto sondaggio, fu ben facile per il management BMW decidere il da farsi per la successiva generazione: passaggio al pianale della Mini, gran risparmio di produzione, e pace per quei quattro gatti di raffinati (ma squattrinati) amanti della bella guida.. cash is king, my dear!
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  • Tutto bene tranne, secondo il mio gusto: 1. Il rumore 'fasullo': non confondiamo i videogames con la realtà. 2. Tachimetro e contagiri: una M o pseudo tale meriterebbe strumenti, anche virtuali, circolari. Gli altri, pur belli e funzionali, li lascerei alle granturismo.
  • Un pò di tempo ero sull'autostrada, prendo la corsia di decelerazione per uscire, quando sono in prossimità dell'uscita mi sorpassa come un razzo quest'auto qui e si infila nella stretta curva in discesa della rampa, sarà andata almeno a 120 Km/h, io ero con la Range e mi ha seminato in un attimo, ma anche fossi stato con la Boxster non credo lo avrei seguito a quella andatura, un pazzo alla guida, ma che tenuta 'sta Bmw un pò bistrattata....
  • Gli servirebbero anche versioni mild-hybrid e plug-in per rivaleggiare meglio. Una versione ancora più potente sui 400 cv non so se gli serva.