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Niro 2022, moderna ed elettrificata: ecco come va la full hybrid

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Niro 2022, moderna ed elettrificata: ecco come va la full hybrid
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La Kia Niro 2022 arriverà in concessionaria a giugno con prezzi a partire da 30.500 euro. La crossover è diventata un po’ più grande, più tecnologica, più sicura (con una ricca suite di Adas) e, come prima, è disponibile in tre versioni: ibrida, ibrida plug-in e 100% elettrica, per andare incontro alle differenti esigenze di mobilità. Qualche tempo fa, abbiamo avuto modo di toccarla con mano in un primo contatto statico, ora è il momento di guidarla su strada.

COMMENTI

  • Buon mezzo ma la prima realmente aveva maggior carica innovativa.
  • Ho posseduto una kia picanto prima serie per 15 anni 90.000 km unico "guasto" sostituito 2 volte la batteria. La prima Niro nella sua semplicità mi piaceva, questa mi sembra un pò barocca (spero sia ordinabile senza zebratura sul paraurti) ha comunque il vantaggio di avere un vero cambio e non l'orribile cvt
  • Sono sempre stato un fan di quest'auto fin dalla prima versione che ebbi modo di provare, il più grosso difetto era il design non proprio accattivante. ......... Onestamente non mi pare che ora questo nuovo modello abbia migliorato la situazione, anzi, gli interni mi sembrano persino peggiorati, (imbarazzante il volante a 2 razze al posto del gradevole precedente a 3, ed inquietante il rivestimento fatto con carta da parati riciclata). La funzione che passa in modalità elettrica in base alla posizione rilevata da GPS spero davvero sia almeno disattivabile perchè attualmente non c'è ancora l'annunciato obbligo di legge. ......... Sarebbe interessante un confronto con gli equivalenti modelli Stellantis col 1.5 ibrido che utilizzano più o meno la stessa tecnologia....
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  • Per qualche centimentro in più. Lo scenario è quello delle bellissime strade costiere della Liguria (tra Rapallo e Chiavari, per essere precisi), tanto emozionanti quanto trafficate in questo periodo. Ma prima di dirvi come se l'è cavata, facciamo un breve ripasso: 442 cm da un estremo all’altro, ovvero sette centimetri più di prima. Siamo dalle parti di Toyota C-HR, forse la sua nemica giurata, non foss’altro per l’elettrificazione che le accomuna. Misure a parte, è il nuovo design che la fa sembrare più imponente di prima. Ora strizza l’occhio al mondo Suv e crossover, guadagnando quel tanto che basta, in termini di spazio, per essere ancora più comoda, ma senza eccedere in misure inutilmente grandi. Per dirne una, ora per i bagagli ci sono 451 litri dichiarati, contro i 410 della generazione precedente. A occhio, pure lo spazio per le ginocchia di chi siede dietro sembra essere aumentato e nei lunghi viaggi tornano comodi gli schienali regolabili su due posizioni. 

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    Sportage style. La nuova Niro, ve ne sarete accorti scorrendo velocemente la gallery, ha tagliato i ponti con il passato. Lo stile è quello inaugurato dall'ultima generazione della Sportage, per capirci. Mascherina minimal, fari agli estremi con tecnologia full Led, grande bocca aperta verso l’asfalto, per uno stile ultramoderno. Molto particolari sono anche gli Aero C-Pillar, pannelli laterali sui montanti di coda che, oltre a conferirle la colorazione bi-tono, hanno funzione aerodinamica, ottimizzando i flussi al posteriore. Difatti, il Cx di 0,29, un buon valore per la categoria, è lì a testimoniarlo. Dentro, un’altra rivoluzione. Parola d’ordine: pulizia. Pochi tasti, ma ben disposti. Bella e funzionale la plancetta, appena sotto lo schermo centrale che, in un batter d’occhio può visualizzare i comandi del clima o quelli, scorciatoia, per entrare velocemente nelle funzioni del sistema infotainment da 10,3 pollici. Niente male pure la disposizione di vani, più o meno grandi, dove riporre tutto ciò che viene con noi quotidianamente.

    In nome dell'ecologia. Largo uso di materiali riciclati per gli interni: il cielo, per esempio, è realizzato con carta da parati riciclata (che, a onor del vero, non restituisce ai polpastrelli una sensazione di morbidezza), i pannelli delle portiere sono rifiniti con vernice priva di Voc (composti organici volatili), mentre i rivestimenti dei sedili di pelle vegana contengono Tencel, un tessuto biologico ottenuto dalle fibre di eucalipto. Anche la base del parabrezza è ora realizzata con un materiale composto per il 75% da fibre riciclate. A ogni modo, gli assemblaggi sono curati e i montaggi precisi, l’abitacolo restituisce una sensazione di ben fatto.

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    Funzione Green. Sempre sul tema ecologia, è interessante la funzione Green Zone, disponibile sulle versioni Hev e Phev, che inserisce in modo automatico la guida in modalità full electric, individuando la posizione del veicolo attraverso il sistema di navigazione. Quando si percorrono aree urbane o strade vicine a scuole e ospedali, designate come zone verdi, la Niro passa in automatico alla guida esclusivamente elettrica.

    Dolcezza alla guida. Buone vibrazioni arrivano pure alla guida della variante ibrida (Hev). Non si segnalano particolari novità in fatto di powertrain, che rimane quello della generazione precedente: 1.6 quattro cilindri aspirato, più un motore elettrico alimentato da una batteria da 1,32 kWh e una potenza complessiva 141 cavalli. La Niro si avvia in elettrico e poi subentra il motore termico, soprattutto quando il piede destro affonda un po' di più. Il passaggio da Ev a termico è progressivo e quasi inavvertibile, ma non si può pensare di percorrere chissà quanta strada in modalità elettrica: senza l'ausilio del termico, si arriva infatti ai 2-3 chilometri. Ma la spia verde Ev si accende di sovente sulla strumentazione, come in rilascio, in frenata (il pedale è bello corposo, ma modulabile) e nel caso in cui si tenga il piede assai leggero, anche sui 50 orari. Alle andature più elevate, poi, si può veleggiare oppure mantenere per un po' l'andatura soltanto con l'ausilio dell'unità elettrica. Curata l'insonorizzazione, almeno a sensazioni, grazie a vetri laminati, più spessi di quelli normali. 

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    Elettrico sempre presente. Risultato: una marcia fluida e gradevole, che può diventare briosa quando si chiede tutto. L'abbinata elettrico-termico esprime uno spunto apprezzabile e un'accelerazione più che adeguata per le normali situazioni del traffico (la Casa dichiara uno 0-100 in 10,4 secondi). La massa, di 1.490 chili, in realtà non si fa sentire più di tanto: l'agilità è buona e lo sterzo è leggero. Per quel che riguarda le percorrenze, invece, ho letto sul display un consumo di 18,2 km/litro.

    Qui la gamma. L’offerta per il mercato italiano della versione ibrida Hev si articola su tre allestimenti: Business, Style ed Evolution, mentre la plug-in hybrid Phev sarà disponibile solo con allestimento Style ed Evolution. Per la variante 100% elettrica, invece, la casa coreana proporne la formula: 7+7+7, ovvero i consueti 7 anni di garanzia che, come per le altre elettriche in gamma, diventano a chilometraggio illimitato, più 7 anni di connettività per l'infotainment e 7 anni di manutenzione inclusa nel prezzo. Che, di listino, è fissato a 42.700 euro, ovvero 2.450 euro in più rispetto alla plug-in (40.250 euro).