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Opel Astra Sports Tourer
Lunga vita alle station wagon

Opel Astra Sports Tourer
Lunga vita alle station wagon
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Era solo questione di tempo, prima che arrivasse anche un'Opel Astra con la coda “lunga”, all'anagrafe Sports Tourer. Che riprende tutti i dettagli della hatchback, proponendo però più spazio per passeggeri e - soprattutto - bagagli. Disponibile in Italia con prezzi a partire da 25.900 euro nella versione a benzina, e da 37.700 per la variante ibrida plug-in, costa 1.000 euro in più della cinque porte. La nuova familiare tedesca è lunga 4,62 metri con un passo di 2,73 metri (+57 mm rispetto alla berlina) e offre un bagagliaio con capacità variabile tra 608 e 1.634 litri (che scendono a 1.553 sull’ibrida alla spina).

Antica tradizione. C’era una volta la Caravan… oggi c’è la Sports Tourer. Potrebbe iniziare così la storia delle station wagon Opel. Correva l’anno 1953 e il lancio della prima familiare della Casa tedesca – l'Opel Olympia Rekord – coincise con la nascita del nome Caravan (nato dalla contrazione di "car and van" ovvero automobile e furgone) destinato a diventare sinonimo di un'intera categoria di automobili.

Spazio allo spazio. La nuova Astra wagon ne raccoglie l’eredità, andando incontro alle esigenze di chi ha bisogno di spazio, ma non vuole convertirsi alle Suv. Anche perché, a dirla tutta, i modelli a ruote alte di pari dimensioni non offrono la stessa disponibilità di spazio. Giusto per darvi qualche numero, il vano posteriore della tedesca offre (sulla carta) da 608 a 1.634 litri. Il bagagliaio è molto ben rifinito con soffice moquette dappertutto, retine e gancetti per fermare il carico: pavimento piatto e sedili 40:20:40 fanno il resto. Il vano, poi, è perfettamente quadrato (103 cm in lunghezza per 103 in larghezza) e il tendalino, quando dovesse essere d’intralcio con i colli più alti, può essere inserito sotto il piano di carico, senza doverlo mollare in garage. Qualcuno l’avrà notato guardandola in foto: la targa della station wagon è stata montata nel portellone e non all’interno del paraurti, come nella versione cinque porte. Soluzione intelligente che ha permesso di abbassare la soglia di carico a soli 600 mm.

Il kit è nel posto giusto. Rispondono presente il portellone elettrico (che si può aprire e chiudere con il solo movimento del piede sotto il paraurti) e il ripiano del doppio fondo - chiamato Intelli-Space - regolabile su due altezze e inclinabile a 45 gradi (opzione non disponibile per le plug-in hybrid). I tecnici, poi, hanno spostato il kit di riparazione per gli pneumatici e quello di pronto soccorso in un vano sotto il ripiano di carico, ma accessibile dai sedili posteriori, così da non dover scaricare i bagagli in caso di foratura. Furbi.

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Più capiente, ma più corta. Devo dire che tutto questo spazio aggiuntivo nella parte posteriore non ha appesantito troppo la linea, che rimane piacevole e in qualche modo slanciata. Soprattutto se la si sceglie con i cerchi più grandi a listino, da 18 pollici. Ancora qualche numero: lunga 4 metri e 64 centimetri, larga 1 metro e 86, è più corta di 6 cm rispetto al modello precedente per via dello sbalzo anteriore più corto. Il passo, però, è cresciuto: 2 metri e 73, ovvero 7 cm in più rispetto a prima e quasi 6 in più della berlina. Lo spazio per chi siede dietro, però, è rimasto praticamente lo stesso - buono - della 5 porte. Due persone viaggiano comodamente, un terzo deve condividere lo spazio con il mobiletto centrale, dotato di bocchette di ventilazione. 

Pure Panel anche per lei. Anche spostandosi sui sedili anteriori, le somiglianze con la hatchback sono tante. A cominciare proprio dall'interfaccia uomo-macchina, che in Opel chiamano Pure Panel, e che si presenta con i caratteristici schermi da 10 pollici: il primo, quello della strumentazione, ricco di informazioni, non è completamente configurabile, ma all’atto pratico ha tutto quel che serve. Il secondo pannello è quello relativo all’infotainment, che è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto anche in modalità wireless sin dalla versione entry level. Appena sotto il touchscreen ci sono i comodissimi tasti fisici del climatizzatore, cosa che trovo sempre molto comoda e pratica per gestire velocemente temperature e flussi. Pollice in su pure per i sedili certificati Agr: ergonomici, ben profilati e dall'ampia gamma di regolazioni, offrono, nelle versioni più ricche, persino ventilazione e massaggio per gli occupanti anteriori oltre che il riscaldamento anche per quelli posteriori. A non convincere del tutto rimane il piano black che riveste il tunnel centrale: tanto bello da vedere, quanto facile da rigare.

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Stradista per natura. Grande macinatrice di chilometri, l’Astra Sports Tourer adora i lunghi viaggi. Al di là della motorizzazione dentro il cofano, coccola gli occupanti con un buon confort, tanto acustico, quanto sulle imperfezioni della strada: i vetri laminati aiutano a tenere fuori i rumori dall’abitacolo, mentre l’assetto riesce a buttar giù senza troppe lamentele le imperfezioni delle strade. E se il nastro d’asfalto si attorciglia, l’Astra Sports Tourer si muove sempre a testa alta, si corica tutto sommato poco e dimostra una bella coesione fra avantreno e retrotreno. Più che coinvolgente, comunque, è soprattutto sicura e prevedibile, anche se si esagera o si commette qualche errore di valutazione.

Tutti i motori. Nel breve test sulle strade tedesche nei pressi di Rüsselsheim, ho avuto modo di guidare tutte le motorizzazioni. Cominciamo dalla diesel, ancora la scelta ideale per chi deve percorre tanta strada. L’ho guidata in abbinamento all’automatico a otto rapporti e devo dire che se la cava proprio bene. Con i suoi 130 cavalli non incolla certo al sedile, ma questo 1.5 s’avvicina ai 1.000 chilometri d’autonomia con un pieno di gasolio e, ai 130 km/h costanti, il computer di bordo segna un consumo istantaneo di circa 5 l/100 km e questo, oggi, con il prezzo del carburante alle stelle, vale più di qualche cavallo aggiuntivo. Con la plug-in, invece, ci si può anche togliere qualche soddisfazione con uno 0-100 in 7,7 secondi. Il 1.6 turbobenzina e l’elettrico si parlano bene, mentre la batteria da 12,4 kWh garantisce una cinquantina di chilometri in elettrico, buoni per il casa-ufficio-casa. Il 1.2 turbobenzina da 130 cavalli, invece, è capace di buoni prestazioni e di portare a spasso la wagon con una certa disinvoltura. Consigliatissimo anche in questo caso l’automatico. 

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