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ID.Buzz, tempi moderni - VIDEO

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La Volkswagen ID.Buzz non è un furgone. Ma nemmeno un’auto. È storia a sé. È un mezzo nuovo. Molto nuovo. E il fatto di essere nato elettrico lo ha aiutato a essere così unico. Probabilmente, in futuro, verrà studiato come la seguente case history: "La rinascita di un mito in epoca di transizione". Ha lo stesso "sorriso" del suo antenato, nato ben 72 anni fa, ma è un sorriso digitale. Denti perfetti, allineati, sbiancati. Emanano luce. Impossibile non venirne conquistati. Metaforicamente parlando, l’era elettrica ha avuto su di lui lo stesso effetto che la tecnologia medica moderna ha avuto sulla nostra bocca (oggi si interviene e si corregge come prima non si poteva fare).   

Volkswagen ID. Buzz: instant classic alla spina

Tecnologia amica. Scherzi e metafore a parte, quest’oggetto colpisce. Non è grosso, ma neanche piccolo: la lunghezza è di 4 metri e 71 centimetri, cioè quanto un’auto di segmento D. Però, essendo su piattaforma Meb, quella puramente elettrica nata con la ID.3, ha avuto una grande opportunità in termini di spazio. Il passo importante - 2.988 mm - e la mancanza degli organi vitali tipici di una motorizzazione termica, hanno consentito uno sfruttamento ottimale dell’interno.

Colpisce più la larghezza della lunghezza. Per i tanti possessori del mito, cioè del Transporter, sappiate che rispetto al T6.1 è più basso di 5 cm, più largo di 8 e, pur avendo lo stesso passo, è di quasi 20 cm più corto. Un mezzo ideale per una famiglia, perché può ospitare anche 6 o 7 persone e presto avrà una versione a passo lungo. Così com’è, ha una capacità del bagagliaio di 1.121 litri con gli schienali posteriori in uso e 2.205 abbassati. La versione Cargo, declinata al trasporto merci, come capacità di carico si colloca esattamente a metà strada fra il Caddy a passo lungo e il Transporter.

Back to the future. Motore posteriore - così come la trazione (un ritorno alle origini…) - da 204 CV e batteria da 77 kWh. Questo lascia alle ruote anteriori (con cerchi fino a 21”) l’unico compito di direzionare il veicolo, a tutto vantaggio del feeling di sterzo e del raggio di sterzata (più contenuto). Infatti, gira su sé stesso in soli 11,1 metri.

I numeri sono dalla sua parte. L'atonomia dichiarata è di 423 km e a bordo è presente un caricatore AC da 11 kW (7 ore e mezza per ricaricarlo a casa), mentre in corrente continua si arriva fino a 170 kW e ci vogliono 30 minuti per passare dal 5 all’80% del "pieno". Interessante la modalità Plug & Charge, che consente di ricaricare alle colonnine pubbliche senza doversi avvalere di applicazioni o carte.

Un bel vivere. Entrando al suo interno colpiscono le forme, i materiali e gli abbinamenti cromatici. Si vive un ambiente moderno, vivace, raffinato, molto curato a livello di design. Ciò che vedi fuori è corrisposto dentro. Su tutto, impressiona la plancia, che ha una copertura in simil legno molto d’effetto: ti senti più nel salotto di casa che in un abitacolo.

È la modernità, bellezza. Come seduta e ingombri c’è una forte impronta ID: strumentino davanti agli occhi, grosso display centrale (da 10” o da 12”) e assenza della leva tradizionale del cambio (è un drive solidale al piantone). C’è spazio per le ginocchia, ti ritrovi in un ambiente arioso, col cruscotto molto profondo. Il parabrezza è lontano.

Domina la strada. La linea di cintura è bassa, sei rialzato e godi di un’ottima visibilità. I due montanti sono importanti, si avvertono, ma fra loro c’è tanto spazio e così il “vetrino” laterale aiuta a minimizzare gli angoli bui. Avverti di stare su un mezzo largo, bello piantato sulle ruote, l’asse anteriore è vicino e la reattività dello sterzo è molto buona. Ecco, se si pensa a un furgone, siamo molto lontani. Ma è meglio anche di quanto ci hanno abituato nel tempo le monovolume. O lo stesso T7.

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Quando il volume non inficia il piacere. La prima sensazione in curva è molto positiva, ha un assetto composto, una buona prontezza di sterzo. Ed è agile per la massa che ha (2.471 kg dichiarati). Curva rapido, è reattivo. E non rolla in modo marcato. Nonostante questo, incassa bene le asperità, non ci sono contraccolpi evidenti. E nessun rumorino annesso. Insomma, trasmette solidità.

Reattività elettrica. Il muso cortissimo fa indovinare bene gli ingombri in parcheggio: c'è da verificare solo l’ingombro laterale in alcuni box visto che è più largo di quasi 10 cm del Transporter. La gestione della coppia è molto progressiva e, se si affonda l’acceleratore, la vivacità c’è. Non siamo a livelli importanti, perché impiega poco più di 10 secondi nello 0-100 km/h, ma non obbliga a nessuna rinuncia in termini prestazionali, anzi. Discorso diverso per la velocità massima, autolimitata a 145 km/h, ma è una prerogativa di molte elettriche.

Tecnologico e connesso. Molto complete le assistenze alla guida, di livello 2, fra cui spiccano due cose: il cruise adattivo con funzione di sorpasso (se si azionano le frecce, da oltre 90 km/h) e la modalità di parcheggio automatico (mediante memorizzazione). Due le versioni disponibili: Pro e Pro+. La prima, già molto completa, parte da 66.000 euro, la seconda da 68.500. Il modello Cargo, invece, viene 47.000 Iva esposta.

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