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Analisi qualità
Com'è fatta la Citroën C3 Aircross

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Com'è fatta la Citroën C3 Aircross
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Le primavere sui parafanghi cominciano a sentirsi – è nata nel 2017 –, ma il tempo è stato galantuomo. Perché, anche guardandola da vicino, appare ben fatta: la Citroën C3 Aircross non mostra evidenti sbavature, tanto all'esterno (verniciatura ben distesa, accostamenti corretti dei pannelli della carrozzeria) quanto nell’abitacolo, nel complesso ben costruito. I sedili sono accoglienti e curati anche nei dettagli, quali la pista in rilievo sul carter di plastica per evitare di rovinarlo quando si manovra la leva di regolazione in altezza. Buone notizie anche dal rivestimento della plancia, parzialmente di tessuto e dal tetto panoramico apribile, un optional presente sulla vettura in prova. Insomma, la sensazione è quella di viaggiare su un’auto costruita con attenzione, che restituisce un piacevole retrogusto di qualità. Qualche risparmio c'è – comune al segmento–, ma non preoccupa.

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POCHI DETTAGLI CRITICABILI
Piccole cose, che non hanno un grande impatto sulla funzionalità. Per esempio, i fianchi del bagagliaio sono realizzati con identici pannelli di plastica rigida, più facili da pulire della moquette stesa sul fondo, ma anche a rovinarsi trasportando oggetti duri. Il cassetto portaoggetti, poi, ha il bordo dello sportello non perfettamente arrotondato, poco piacevole al tatto

PIACE
Le guarnizioni delle porte, sono ben fatte: oltre all'anello sul giroporta e a quello sulla porta, comprendono un doppio labbro antifruscio, uno dei quali floccato.

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NON PIACE
I fianchi del bagagliaio sono rivestiti con pannelli di plastica rigida. Sono più facili da pulire della moquette, ma si rovinano facilmente nel caso si trasportino oggetti dotati di spigoli vivi o superfici ruvide.

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