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Made in Usa vs Japan
Toyota supera GM negli States: breve storia di una lunga guerra dei mondi

Made in Usa vs Japan
Toyota supera GM negli States: breve storia di una lunga guerra dei mondi
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Non era mai successo nella storia: per la prima volta nel 2021 un costruttore automobilistico di nazionalità diversa da quella statunitense è in cima alla classifica dei più grandi, in termini di vendite, sul suolo domestico. A insediarsi sul gradino più alto - questa è la notizia più rilevante dei dati di mercato in corso di pubblicazione in queste ore - negli ultimi dodici mesi negli Usa è stata la Toyota.

Il Made in Japan ha superato il Made in Usa. L'exploit commerciale del colosso giapponese si è tradotto anche in una seconda conseguenza: l'interruzione di un dominio, quello della General Motors, che era incontrastato ormai da novanta anni. La GM aveva raggiunto il primo gradino del podio in casa nel 1931, spodestando la Ford, e da allora non ne era mai scesa. E adesso il Made in Japan ha sconfitto il Made in Usa. A casa sua.

Il confronto in numeri. Il pallottoliere parla chiaro: 2,33 milioni di auto vendute per lo sfidante straniero, 2,22 per il campione americano. Che non cadeva così in basso dal 2010 (l'anno dopo la bancarotta controllata, chiuso a 2,20 milioni di unità) e che nel corso del 2021 ha accusato una flessione del 12,9% rispetto all'anno scorso (chiuso a 2,55 milioni di pezzi), culminata in un autentico crollo (-43%) durante l'ultimo trimestre.

Aspettative di crescita. Un andamento diametralmente opposto rispetto a quello della corazzata rivale, cresciuta del 10,4% l'anno scorso (dai 2,11 milioni del 2020) sul suolo americano nonostante il protrarsi della crisi di fornitura dei semiconduttori, che la Toyota ha gestito meglio di altri, secondo numerosi analisti. E che così continuerà a fare anche nel 2022, come testimoniano le sue previsioni di vendita: la cifra sui radar per i dodici mesi appena iniziati è di 2,4 milioni di auto.

L'inizio di tutto. Ora, questo evento senza precedenti nella storia dell'auto americana ha, ovviamente, anche un significato simbolico. Perché rappresenta l'esito di un percorso lungo mezzo secolo, il cui inizio si può far coincidere con la crisi petrolifera del 1973 e la sua ricaduta sull'industria delle quattro ruote. Fu quello, in effetti, un passaggio che colse di sorpresa e rese anacronistici i modelli dell'industria americana, spingendo contemporaneamente quel nuovo drappello di "imports", specialmente giapponesi, lungo i vialetti delle case di mezza America.

Le "giappe" che hanno conquistato l'America. Più efficienti, spesso fatte meglio e in definitiva più adatte allo spirito dei tempi, le varie Corolla, Civic e perché no, Datsun 240Z e figlie, dichiararono una guerra, lunga decenni, e senza esclusione di colpi, che poi è risultata vincente. Ripercorriamola, certo senza intenti enciclopedici, ma raccogliendo il pretesto di questo storico sorpasso per il semplice, ma prelibato, gusto di fare un po' di car culture.

COMMENTI

  • Antonio S, hai completamente ragione.
  • Made in Japan ma built in America. Toyota fabbrica in loco molte delle auto che vende, quindi non distrugge posti di lavoro. Rimane poi il fatto che i costruttori yankee sono fossilizzati sui loro (bellissimi) truck ma Toyota, oltre ad offrire un validissimo e smisurato Tundra, ha anche una gamma che copre tutto il mercato. Con un'altra fondamentale discriminante: la qualità. Gli americani le statistiche (quelle ufficiali e serie, non quelle che lo ha detto ammiocuggino), le guardano e queste parlano chiarissimo: il valir6for money di Toyota e Honda è sempre ai primi posti bevendosi tutti, anche i sedicenti premium tedeschi