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Dispositivi antiabbandono, cronaca di una storia italiana

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Dispositivi antiabbandono, cronaca di una storia italiana
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Da cinque giorni infuria la polemica sui seggiolini antiabbandono, che secondo molti sarebbe entrata in vigore “a sorpresa”, secondo altri comunque con “troppa fretta”. Nei giorni scorsi c’è chi ha parlato, addirittura, di “obbligo anticipato”, come se qualcuno potesse manipolare a piacimento le leggi e le loro disposizioni. Di seguito il diario di una vicenda che ha svelato, fin dai giorni della stesura della legge in parlamento, l’inadeguatezza della classe politica italiana. E, va detto, anche di chi ha il compito di informare correttamente l’opinione pubblica.

- 26 settembre 2018: il Senato approva definitivamente (con 261 sì, un astenuto e 0 contrari!) una proposta di legge di iniziativa parlamentare (!) che modifica l’articolo 172 del Codice della strada (quello sulle cinture di sicurezza) introducendo l’obbligo dei dispositivi antiabbandono per trasportare bambini fino a 4 anni di età. Dato che niente di simile esiste al mondo, l’obbligo non entrerà in vigore subito ma 120 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale che ne disciplinerà le caratteristiche tecniche “e comunque”, impone il parlamento, “entro l’1 luglio 2019”. Il legislatore ha fretta (poco più di due mesi prima, il 7 giugno, in provincia di Arezzo, si è consumata l’ennesima tragedia): inoltre, il provvedimento è una delle bandiere del ministro Danilo Toninelli e di Giorgia Meloni, deputata che assiste alla seduta dalle tribune di Palazzo Madama. Così, nonostante gli avvertimenti dei tecnici ministeriali e di alcuni parlamentari (il senatore Vincenzo D’Arienzo lo sottolinea in aula come una premonizione di quello che puntualmente accadrà poco più di un anno dopo “Noi proponevano un termine unico proprio per evitare il caos”), si finisce col ritenere che nove mesi siano più che sufficienti a stabilire come dovranno essere realizzati questi dispositivi. Però non ha fatto i conti con la Ue. E sarà proprio il termine dell’1 luglio a creare i problemi di questi giorni.

- 12 ottobre 2018: la legge 117/2018 è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale;

- 27 ottobre 2018: la legge 117/2018 entra in vigore;

- Dicembre 2018-gennaio 2019: il ministero dei Trasporti convoca più volte le aziende che producono seggiolini per mettere a punto lo schema di decreto;

- 22 gennaio 2019: lo schema di decreto è inviato a Bruxelles, all’ufficio Tris della Commissione Ue, per la pubblica consultazione a livello europeo previsto per questi tipo di provvedimenti. I cardini del provvedimento, già condivisi a Roma con i produttori di seggiolini, non cambieranno più;

- 22 aprile 2019: la pubblica consultazione, che inizialmente avrebbe dovuto concludersi il 22 aprile, è prorogata di tre mesi, fino al 22 luglio 2019, cioè oltre il termine dell’1 luglio fissato dal legislatore italiano;

- 1 luglio 2019: entra in vigore l’obbligo di utilizzo dei dispositivi antiabbandono;

- 3 luglio 2019: il ministero dell’Interno, preso atto che l’1 luglio è scattato l’obbligo di utilizzo dei dispositivi antiabbandono ma che, in assenza del decreto ministeriale, non è possibile applicare la norma, “congela” le sanzioni: “nelle more dell’adozione del decreto ministeriale, la violazione non può essere oggetto di sanzioni”. Quattroruote sottolinea che “solo dopo la firma del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il testo definitivo potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrare in vigore. Quando accadrà? Impossibile, al momento, fare previsioni. Di certo non prima della fine dell’estate”;

- 25 luglio 2019: l’ufficio Tris della Ue invia a Roma le sue osservazioni. In pratica la Commissione chiede al governo italiano due modifiche: eliminare l’obbligo (ma non la possibilità) di dotare il dispositivo di un sistema di comunicazione telefonico e con Sms; eliminare l’obbligo di omologazione, prevedendo comunque l’obbligo di dichiarazione di conformità del produttore. Questo secondo punto, tra l’altro, consentirà di abbreviare notevolmente i tempi di messa in commercio dei dispositivi, non più soggetti ad approvazione ministeriale. Ma, come si vedrà, servirà a poco;

- 2 agosto 2019: il ministero dei Trasporti invia al Consiglio di Stato lo schema di decreto corretto in base alle indicazioni di Bruxelles;

- 26 settembre 2019: alla vigilia dell’anniversario dell’approvazione della norma, mentre dal Consiglio di Stato trapelano indicazioni di un parere favorevole al provvedimento, Quattroruote fa il punto della situazione avvertendo i lettori che “l’obbligo di utilizzo dei nuovi dispositivi arriverà solo 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Cosa che avverrà a ottobre inoltrato”;

- 7 ottobre 2019: il neoministro delle infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli firma il decreto. Quattroruote scrive che “nella prima decade di novembre (il giorno esatto si saprà solo quando la norma sarà pubblicata sulla Gazzetta), tutti coloro che trasporteranno bambini fino a quattro anni di età dovranno dotarsi di uno di questi dispositivi”;

- 15 ottobre: nel cosiddetto decreto fiscale approvato dal governo compare un bonus di 30 euro, sotto forma di detrazione fiscale “per incentivare”, scrive Quattroruote, “l’acquisto dei dispositivi antiabbandono che sarà obbligatorio usare a novembre, 15 giorni dopo la prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che ne disciplina le caratteristiche tecniche”;

- 23 ottobre: il decreto ministeriale è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Quattroruote titola: “Obbligatori dal 7 novembre”;

- 6 novembre: il ministero dell’Interno diffonde una circolare con cui ricorda alle forze di Polizia che l’obbligo di utilizzo, e quindi le sanzioni per chi lo viola, scattano dall’indomani, cioè dalla mezzanotte del giorno stesso. Quattroruote titola: “Il Viminale conferma: obbligatori dal 7 novembre"

- 7 novembre: politici, giornali, istituzioni, associazioni di consumatori parlano chi di fretta, chi di colpo di scena. Per due giorni si alza forte la richiesta di una sospensione delle sanzioni a causa dell’arrivo di una norma che ha colto tutti di sorpresa;

- 9 novembre: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sotto la pressione dell’opposizione e dell’opinione pubblica, cede, annunciando l’intenzione di rinviare tutto all’1 marzo 2020.

Come finirà? Difficile dirlo. Come diceva Ennio Flaiano, in Italia niente è più definitivo del provvisorio.

Bambini a bordo: scatta l'obbligo dei dispositivi anti abbandono

Testati per voi. Nel frattempo, per aiutare gli automobilisti a scegliere il dispositivo antiabbandono più adatto alle proprie esigenze ne abbiamo provati dieci: i risultati del nostro test, come spieghiamo nel video, saranno pubblicati sul numero di dicembre di Quattroruote.

COMMENTI

  • La soluzione (non omologata! comunque come quella dei dispositivi antiabbandono...) è mettere il cellulare sotto il sedere del bambino: vedrai che il bambino non te lo scordi e quelle 8 creature decedute in 20 anni le eviti! ma soprattutto ne eviti a centinaia (migliaia?) non telefonando o chattando alla guida!
  • https://www.openpetition.de/petition/online/la-follia-della-legge-stop-antiabbandono-irrsinn-des-gesetzes „Nessun bambino dovrebbe morire in auto! Ma pensare che un’intera generazione di bambini, debba fare affidamento sulla efficienza di sensori elettromagnetici senza conoscerne le possibili conseguenze negative sulla salute è da irresponsabili! *Chiediamo pertanto l’abrogazione della legge “anti-abbandono“!* Legge 117 del 2018, articolo 172 del nuovo codice della strada È sbagliato che si faccia una legge a seguito della morte incidentale di 8 bambini avvenuta nell'arco di 20 anni (dal 1998 al 2018), considerando che nello stesso periodo ne sono venuti al mondo ben oltre 11 milioni e che mediamente almeno 2.226.441 di bambini tra i 0 e i 4 anni sta viaggiando sulle nostre strade ogni anno!....“ La descrizione completa trovi seguendo il link che ti porta alla petizione!
  • Non ho comprato il dispositivo anti abbandono perché non mi era chiaro se la chiamata / sms verso altri numeri fosse obbligatoria o facoltativa. I dispositivi in commercio fino a inizio novembre erano tutti dei bilancieri bluetooth che delegavano il lavoro di dispositivo anti abbandono allo smartphone del proprietario. Io voglio che il dispositivo funzioni autonomamente e immediatamente; inserire pure il telefono del proprietario nella logica di funzionamento implica considerare ulteriori imprevisti, che potrebbero essere mancanza di credito telefonico, interruzione dei servizi telefonici da parte dell'operatore, malfunzionamento del s.o. e arresto anomalo dell'app, oltre che dimenticare il telefono stesso in macchina. Inoltre, non si viene avvisati subito, ma solo alla disconnessione del segnale bluetooth telefono / bilanciere. Solo in questi giorni ho visto che in commercio esistono anche dispositivi che tramite un display luminoso ti avvertono subito della presenza del bambino, nell'istante in cui viene spenta la vettura(interruzione 12V dalla presa accendisigari, valido x tutte le auto tranne quelle del gruppo Volkswagen mi pare). Se dunque è confermato che l'invio di SMS e chiamate è facoltativo, allora procederò all'acquisto di quest'ultimo.
  • tutti i commenti sono sottoscrivibili ovviamente, poi secondo me sarebbe bastato dare l'obbligo al genitore di avvisare se il bambino era assente quel giorno (per malattia o altro) e nel caso di mancato avviso delegare le scuole primarie a chiedere conferma per l'assenza ingiustificata , spendiamo centinaia di euro per comprare e mantenere attivo uno smartphone che serve principalmente a chattare o, giocare e altro principalmente del tutto inutile in questo caso "una telefonata salva una vita"...e senza inutili complicazioni
  • Ma è fantastico! Adesso sì che possiamo dire di essere i primi al mondo. E adesso sì che possiamo stare sereni perché quei 7 casi in 10 anni forse non si ripeteranno ed i prossimi 7 genitori disgraziati dovranno escogitare altri sistemi per fare guai. A questo fine, propongo alcuni semplici ulteriori provvedimenti che i nostri politicanti in cerca di visibilità vorranno certamente adottare, tutti ben più utili in termini di vite salvate rispetto a questo ultimo obbligo. A quando l'obbligo di una tuta intera, stagna e senza cuciture, per chi si rechi in gita in campagna? "...secondo i dati raccolti nella Circolare del Ministero della Sanità n. 10 del 13 luglio 2000, nel periodo 1992-1998 si sarebbero verificati, in Italia, circa un migliaio di casi di borreliosi di Lyme" (https://www.epicentro.iss.it/zecche/borreliosi) quindi 1.000 casi in 6 anni di una malattia potenzialmente mortale e pesantemente debilitante dovuta al morso della zecca. A quando l'obbligo di installare ganci di sicurezza su terrazze e balconi, cui assicurare i bambini per mezzo di imbragature omologate e certificate per evitare cadute accidentali in caso di scavalco del parapetto? A quando l'obbligo di indossare un casco di sicurezza per i bambini che giocano in pineta? A quando l'obbligo di far indossare ai bambini, per tutto il tempo in cui sono svegli, un apporsito "filtro anti-olive ed arachidi" a mo' di museruola per impedire che possano soffocare a causa dell'ingestione di piccoli oggetti? Non sto scherzando. Tutti dispositivi che ho proposto sarebbero molto più utili dell'anti-abbandono in termini di vite salvate.
  • Legge sacrosanta scritta da pasticcioni. Secondo le norme entrate in vigore e quelle esistenti nel codice della strada, i legislatori non si sono resi conto che praticamente nessuno dei dispositivi attualmente in commercio è omologabile in quanto quelli senza cuscino non si attivano automaticamente (come prescritto nella nuova normativa) e legati a telefoni cellulari ed app dedicate, quelli a cuscino che si attivano automaticamente vanno ad alterare la seduta del seggiolino e che quindi secondo le norme vigenti non rendono più conforme il seggiolino stesso inoltre la nuova legge parla di 4 anni, il codice della strada non menziona età ma bensì altezza inferiore ai 150 cm. Quindi è palese il caos e lo scompiglio di genitori che rischiano il ritiro della patente per qualche cosa che , salvo modifiche delle norme non esiste. Immaginatevi poi come le assicurazioni si comporteranno in caso di incidenti. Non aggiungo altro.
  • In occasione della nuova legge, ripubblico ciò che scrissi in Ottobre 2018. Negli USA l'abbandono di bebè e bambini in auto causa dai 36 ai 50 morti l'anno. In Francia, 24 solo tra il 2007 e il 2009. In Italia un po' meglio, 8 in 20 anni, di cui 7 negli ultimi 10 anni, più diversi casi in cui un passante ha evitato la tragedia. In Spagna, 5 dal 2007 a oggi (Alicante, Siviglia, Bilbao, Albacete, Lleida). Pochi sono comunque troppi, per cui comprendo che li si voglia tutelare, e non credo che #libertàindividuale, #succedesoloaglialtri o simili siano una valida obiezione. Come per caschi, cinture, vaccini, porto d'armi, guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, dove non arriva il buon senso delle persone, è necessario che lo Stato intervenga e che i cittadini si adeguino quando si tratta di salvare vite umane. Una manna dal cielo per la lobby dei fabbricanti di seggiolini intelligenti, ma ovviamente se lo meritano, loro sì che ci tengono alla salvezza dei nostri pargoli. Ovviamente, fatte le debite proporzioni, attendiamo #colfiatosospeso (letteralmente) di vedere come il legislatore porrà fine ai 480.000 morti negli USA, agli 83.000 in Italia, ai 52.000 in Spagna, eccetera, che il fumo di #tabacco provoca ogni anno.
  • Certe leggi restano in stand by per anni perché mancano decreti attuativi qua,non danno il tempo per acquistarli.Leggi importanti come queste,dovrebbero avere una adeguata pubblicità in tv e stampa a dare mesi per poterli acquistare e non fare multe e a chi protesta"è stata pubblicata la legge sulla Gazzetta Ufficiale" pertanto già in vigore.
  • Fa piacere leggere la seguente frase: l'inadeguatezza della classe politica. Serve una cosa molto semplice, ma che in Italia manca dal '68, meritocrazia! E a tutti i livelli, non solo tra i politici. Anche tra le regioni, premiando le migliori, non le peggiori.
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