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Incidenti
Il Viminale scende in campo con dati e strategie ad hoc

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Una “risposta di sistema” contro le stragi del sabato sera e, più in generale, contro gli incidenti stradali, “fenomeno che appare sempre più spesso caratterizzato da comportamenti irresponsabili di singole persone che si pongono alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”. Una presa di posizione ferma, quella del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dopo i tragici fatti di cronaca che hanno caratterizzato il periodo delle festività di fine e inizio anno, e che coinvolgerà chiunque, a livello istituzionale, “possa fornire un valido contributo di analisi e di proposte operative”.

Dati entro il 20 gennaio. Il piano del ministro parte con una richiesta: le prefetture dovranno inviare entro il 20 gennaio a Roma i dati sugli incidenti con lesioni, compresi quelli rilevati dalle polizie municipali, riferiti al 2019 e “una dettagliata relazione sulle strategie di prevenzione e di contrasto … eventualmente comprensiva di una prima mappatura dei tratti stradali caratterizzati da fattori di pericolosità”.

Strategia su tre livelli di azione. Quando il Viminale avrà in mano i dati potrà elaborare “una strategia nazionale strutturata su più livelli di intervento”. In particolare ci si focalizzerà su tre linee di azione: “possibili interventi normativi di rafforzamento del quadro repressivo”, “realizzazione di progetti mirati” (per esempio, una “concentrazione prioritaria dei controlli da parte delle forze di polizia”, una “revisione delle condizioni della viabilità e degli attraversamenti stradali”, il “miglioramento della segnaletica e dell'illuminazione, degli attraversamenti e dei percorsi pedonali, la diffusione di dissuasori di velocità”), e una “campagna informativa straordinaria, rivolta innanzitutto alle giovani generazioni, sui rischi legati alla violazione delle regole della circolazione stradale con particolare riguardo al divieto di guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.

COMMENTI

  • Mi ero chiesto cosa centrasse l’emergenza strade con la burocrazia (art. preced.), nella sicurezza la trovo più indicata ed anche più chiara per l’esposizione della sostanza, anche più chiara del comunicato emesso dal Ministero. Sostanza che sta decisamente seguendo una linea comunicativa incentrata sul vecchio classico trittico velocià-alcool/droghe-telefono (oggi smartphone). Questo alimenta il sospetto che le pesanti recenti disgrazie (tra l’altro statisticamente prevedibili) abbiano fatto scattare la “risposta di sistema” per cedimento a chi quella linea comunicativa la spinge e per il solito “bisogna far qualcosa”per tacitare le masse, come aveva preannunciato il Prefetto Sgalla. https://www.quattroruote.it/news/sicurezza/2019/10/29/forum_automotive_sgalla_codice_superato_va_riscritto_interamente.html “Dati entro il 20 gennaio”, non sono dati che la Ministra dovrebbe avere già in testa anche per il suo trascorso di Prefetto? “comportamenti irresponsabili di singole persone che si pongono alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti” , più che singole persone sono il frutto di questa Società gestita irresponsabilmente, per finalità che a tutto possono portare utilità, meno che alla educazione civico/circolatoria e quindi alla sicurezza stradale. Gli “interventi normativi di rafforzamento del quadro repressivo” sono la consueta inutilità di ogni volta che succede quanto è prevedibile, sono autodichiarazioni d’impotenza, incapacità di ruolo o non volontà d’intervenire sull’origine e lasciano il problema insoluto anzi aggravato. “ Realizzazione di progetti mirati (concentrazione prioritaria dei controlli, diffusione di dissuasori di velocità, condizioni della viabilità e degli attraversamenti, miglioramento della segnaletica e dell'illuminazione)”. Il primo somiglia tanto ai controlli all’uscita delle discoteche quando i frutti son già stracotti ed ai servizi spot come quello dell’altra notte alla movida milanese con 120 Carabinieri; il secondo potrebbe essere una scusa per accelerare la diffusione dei Tutor Minniti (con i t-Red si stringevano i secondi del giallo, con questi si allungano i metri degli autovelox da zero a 500!); gli altri sono quanto si dovrebbe fare quotidianamente e non si fa da decenni, prima e dopo la tanto invocata quanto sprecata Patente a Punti, ossia non reprimere ma filtrare quanto può sfuggire alla maglie dell’opera educativa di famiglie e scuole e di quanto non si fa neanche in osservanza di quegli scherzi di Direttive del 2000 e 2006 espletando compiti d’Istituto come il controllo di stato e correttezza della segnaletica compresi i limiti di velocità relativi a velox e Tutor evoluti da parte degli organi di Polizia, attivando quindi gli interventi risolutivi da parte di chi le Direttive le ha vergognosamente solo emesse, limitandosi nelle sedi informative ad informare della velata possibilità che Magistrati possano un giorno o l’altro indagare sul perché non è stato fatto niente, specie se la negligenza può condurre ad incidenti! E quando si svegliano anche questi Signori? Neanche dopo il tanto agognato Omicidio stradale e magari per concorso in stragi? D’altronde il pensiero del grande timoniere non mente, sotto il cielo ci si da in pasto il bruscolino frutto della società e continua a non vedere la trave che quel frutto ha prodotto. “campagna informativa straordinaria, rivolta innanzitutto alle giovani generazioni”. Educazione stradale e campagne informative o choc che rappresentano un rilevante impegno economico sprecato ed impropria e delittuosa distrazione di personale dai compiti d’istituto ossia dai veri controlli quotidiani, finalizzati al filtraggio di quanto sfugge all’opera educativa di famiglie e scuole. Queste sono attività buone per paesi come la Svezia non per noi che siamo fermi agli anni '50 quando Aci e Ania pubblicavano “Noi e la strada” e la inviavano in omaggio alle scuole per la formazione dei docenti. Che fine hanno fatto? la Svezia è arrivata civicamente all’apice ancor prima della nascita dell’Europa e noi affondiamo più giù della Grecia nel mare Egeo. Dopo 70 anni è da (omissis) pensare di mettere in piedi una serie costosissima di attività per educare i bimbi e demandar loro il compito di educare i genitori maleducati, quelli che vanno a prenderli a scuola con le auto lasciate sui marciapiedi e strade (con i lampeggianti accesi) delle strade rigorosamente col diseducativo improprio 30 Km/h su 24 ore, dossi e Vigili pure. Se il genitore ossia il circolante non viene mai scrostato, le giovani generazioni non possono che assimilare i comportamenti medi correnti di genitori ed astanti, i modelli culturali proposti e delle evidenti contraddizioni tra quanto sentono dire dagli impropri insegnanti e quanto gli vedono fare e non fare in strada. 20 anni fa gli inglesi spiegavano ai bimbi: Guarda più lontano che puoi così puoi attraversare facilmente, assicurati di aver guardato da entrambi i lati. Quando è libero e non c'è nulla di cui aver paura. Quando hai usato gli occhi e le orecchie, in campagna o città. Ogni volta che devi attraversare fermati ad ascoltare e guardare. Per questo sono e devono essere più che qualificati i docenti, niente di più finché non si è raggiunti un livello di decenza. È quello che ripeto ai miei nipotini, di camminare sempre con attenzione e come fossero da soli anzi di badare loro a me e non pensare mai di avere alcun diritto. Invece si fa sempre più credere agli utenti deboli di avere diritti straordinari e poteri d’invulnerabilità, mentre hanno gli stessi diritti e doveri di quando sono ciclisti o altro, tutti devono essere semplicemente educati al rispetto del prossimo. In sostanza non è “emergenza strade” ma caos ed è ora si capisca che la sicurezza stradale, la si può perseguire partendo dall’educazione civica e circolatoria e che è una esigenza sociale non un business assistenzializzato. Se si provasse, per restare nel campo della Tutela, utilizzando le Risorse al posto giusto nelle normali competenze di ciascuna Specialità, ad arginare le stragi delle notti costruendo una cultura sociale di moralità e rispetto di giorno quando i giovani vanno a scuola o al lavoro, quando la “Società” li prepara per l’etilometro della sera e per non riconoscere rispetto per niente, prossimo e limiti di velocità? Cercando magari di conquistare quell’immagine d’autorevolezza istituzionale ormai persa, che per primi pagano proprio gli Agenti Operativi, rispolverando il senso e la resa delle responsabilità Istituzionali. Come pare avvenga da qualche parte, non si può sempre mandare a processo i fantasmi velocità, alcol/droghe e telefoni. Non sono questi che guidano la schegge impazzite, sono i prodotti della società, e non sono gli etilometri e gli autovelox ad educare!
  • ... il “miglioramento della segnaletica e dell'illuminazione, degli attraversamenti e dei percorsi pedonali...”. Cari politicanti, non occorre avere “dati”. Basta farsi un giretto per le strade italiane e poi farsene un altro in un “qualunque” altro paese europeo. Poi portate le le nostre strade allo stesso livello. E’ semplice no?
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