Sicurezza

Data for Road Safety
L'Europa lavora a un ecosistema di informazione sul traffico

Data for Road Safety
L'Europa lavora a un ecosistema di informazione sul traffico
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In Europa si lavora per creare un ecosistema capace di diffondere informazioni condivise sul traffico e sulla sicurezza agli utenti delle strade. L’iniziativa, denominata Data for Road Safety, ha mosso i primi passi a partire dalla seconda metà del 2019 e, con il supporto di Bruxelles, punta a coinvolgere l’intera filiera automobilistica (dai produttori ai fornitori di componenti e tecnologie), le autorità del traffico stradale e gli Sati membri dell’Ue per creare un sistema di scambio di dati, accessibili a tutti, che renda la viabilità più sicura. L'accordo comunitario, di durata quinquennale, definisce i termini entro i quali questi dati, provenienti da diversi costruttori e differenti Paesi, possono essere condivisi e utilizzati.

Automobilisti più consapevoli dei rischi. L’acronimo SRTI (Safety-Related Traffic Information) riassume in poche lettere il concetto di fondo. In sostanza, il progetto vuole coinvolgere più attori possibili nella produzione e nella condivisione di informazioni che possano rendere gli automobilisti più consapevoli dei potenziali pericoli su strada, indirizzandoli così verso scelte e comportamenti virtuosi ai fini della sicurezza durante la guida. Maggiore sarà il contributo da parte dei portatori di interesse, più efficace sarà il servizio. L’adesione è aperta a tutti i soggetti disponibili, a patto che siano rilevanti nella composizione dell’ecosistema SRTI.

Il sistema velocizza i soccorsi. Alcune delle vetture in commercio sono già in grado di segnalare situazioni di pericolo ad altre auto o infrastrutture grazie al car-to-x: si pensi, per esempio alla Volkswagen Golf 8. Il programma europeo punta però a rendere questo genere di comunicazioni più capillari e fruibili in modo più omogeno, non soltanto da chi guida un’automobile con tecnologie di ultima generazione. I membri del partenariato Data for Road Safety hanno condotto dei test, i cosiddetti “Proof of Concept”, che hanno generato decine di milioni di messaggi; in tale contesto, i veicoli coinvolti hanno dimostrato di saper produrre dati per alcune delle categorie SRTI individuate: per esempio un’area di incidente non protetta, un mezzo in panne, condizioni meteo avverse, un tratto di strada temporaneamente scivoloso oppure caratterizzato da condizioni di scarsa visibilità. Ora il sistema va esteso e potenziato. La condivisione di tecnologie e informazioni sulla base di questo modello ha già prodotto benefici concreti, per esempio, nel soccorso stradale: conoscere con precisione la posizione degli incidenti e dei veicoli in panne, grazie alla condivisione in tempo reale, ha infatti reso più tempestive e veloci le attività di recupero.

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