Sicurezza

Airbag Takata
Nuovi richiami per oltre 3 milioni di veicoli

Airbag Takata
Nuovi richiami per oltre 3 milioni di veicoli
Chiudi

La Ford e la Mazda dovranno richiamare più di 3 milioni di veicoli dotati di airbag Takata potenzialmente difettosi: è quanto ha stabilito la Nhtsa, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza dei trasporti, rifiutando il pagamento di una multa da parte delle Case. Il due costruttori, infatti, nel 2017 avevano presentato delle petizioni che miravano a evitare il richiamo delle vetture interessate.

I veicoli coinvolti. Nello specifico, il difetto può portare, in rari casi, alla rottura dei dispositivi di gonfiaggio degli airbag lato guidatore, con la conseguente espulsione di frammenti metallici che potrebbero ferire gravemente gli occupanti. Tale anomalia ha provocato il più grande richiamo automobilistico della storia, con circa 100 milioni di dispositivi coinvolti nel mondo. Quando sarà avviata, la campagna interesserà circa 3 milioni di Ford, tra cui vari esemplari di Ranger, Fusion, Edge, Lincoln Zephyr / MKZ, Mercury Milan e Lincoln MKX, oltre a 5.800 vetture Mazda prodotte dal 2006 al 2012 e a diversi pick-up serie B assemblati dal 2007 al 2009, i quali, pur essendo commercializzati dalla Casa giapponese, sono stati progettati dalla Ford e costruiti sulla piattaforma del Ranger, utilizzando anche gli stessi airbag.

Troppi esemplari non ancora riparati. L'Nhtsa ha detto che la Casa statunitense deve presentare entro 30 giorni "un programma per la notifica del richiamo ai proprietari dei veicoli". Il costruttore di Detroit ha comunicato che gli esemplari interessati erano già stati soggetti a una precedente campagna di messa in sicurezza riguardante l'airbag lato passeggero, ma non ha fornito ulteriori commenti, al pari della Mazda. All'inizio di questo mese, la Nhtsa ha dichiarato che almeno 17 milioni di veicoli equipaggiati con airbag Takata potenzialmente difettosi non sono ancora stati riparati: questi dispositivi hanno provocato la morte di almeno 27 persone in tutto il mondo, 18 nei soli Stati Uniti, e oltre 400 feriti.

COMMENTI