Sicurezza

San Francisco
La Tesla con il Full Self Driving frena da sola, tamponamento a catena

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La testata americana The Intercept ha pubblicato il video dell’incidente che, lo scorso 24 novembre, ha coinvolto una Tesla Model S causando un tamponamento a catena a San Francisco, in California. Nelle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza si vede l’auto mettere la freccia, accostare rapidamente nella prima corsia di sinistra e quindi frenare d'improvviso: per ammissione stessa del conducente alla polizia, in quel momento l’elettrica stava utilizzando il Full Self Driving, ovvero il sistema avanzato di guida assistita attualmente in fase di test. L’episodio ha causato nove feriti tra cui un bambino di due anni e, amara ironia della sorte, si è verificato poche ore dopo il trionfale annuncio di Elon Musk sulla diffusione della versione Beta del proprio software (fino a quel momento disponibile solo per un numero limitato di utenti) a tutti i clienti nordamericani: circa 285 mila persone, secondo le stime della Casa.

Inchieste a ripetizione. Mentre l’Nhtsa (National Highway Traffic Safety Administration) indaga sull’accaduto, l’incidente ha per l’ennesima volta portato al centro dell’attenzione la sicurezza del sistema di guida assistita della Tesla. Proprio i ripetuti sinistri connessi all’Autopilot delle elettriche di Musk, nonché le segnalazioni ricevute dai proprietari delle auto californiane, hanno infatti indotto l’agenzia federale statunitense per la sicurezza nei trasporti ad avviare un’indagine estesa a tutti i sistemi di assistenza alla guida di livello 2, i più diffusi: un accertamento condotto con la collaborazione dei costruttori, che hanno fornito segnalazioni sugli incidenti occorsi alle vetture di loro produzione che coinvolgono questi Adas avanzati. Ebbene, da un primo report, stilato sui dati del periodo compreso tra giugno 2021 e il luglio scorso, è risultato che circa il 70% degli incidenti accertati (273 su 329) hanno coinvolto le Tesla. La quale, tra l’altro, è finita nel mirino dell’agenzia federale per la sicurezza – insieme con altre Case, tra cui la Honda e e Nissan - a causa delle cosiddette frenate fantasma: brusche e improvvise decelerazioni determinate, per l'appunto, da errori dei sistemi di assistenza alla guida.

Nome fuorviante. Più in generale, l’episodio di San Francisco riaccende la polemica – con tanto di risvolti giudiziari – sulla leggerezza con cui alcune Case automobilistiche, e in particolare la Tesla, spendono nella loro comunicazione e nelle strategie commerciali le locuzioni “full self driving” o semplicemente “self driving” (ovvero un'auto “che guida da sola”) per indicare tecnologie che, allo stato attuale, non sono affatto in grado di muovere l’automobile in autonomia garantendo la sicurezza degli occupanti (nel migliore dei casi sono dei dispositivi di livello 2 avanzato). Su questo punto si è mosso lo Stato della California, che ha approvato una proposta di legge secondo la quale, a partire da quest’anno, la Tesla non potrà più definire “Full Self Driving” il proprio sistema di guida assistita: tutti i costruttori, infatti, dovranno evitare nomi fuorvianti ed esplicitare in maniera chiara le limitazioni dei propri sistemi. Waymo, la società di Google che sviluppa tecnologie per la guida senza conducente, ha già dichiarato che non definirà più i suoi veicoli “a guida autonoma”.

L'importanza dell'FSD per la Tesla. Il dibattito sulla terminologia usata nella comunicazione non consiste in sfumature di linguaggio, come qualcuno potrebbe pensare. Ricerche di mercato, per non parlare di incidenti che in certi casi hanno causato feriti gravi o addirittura decessi, hanno evidenziato come, invece, il tema sia profondamente connesso alla consapevolezza che gli automobilisti hanno delle reali potenzialità di queste tecnologie. Molti clienti, purtroppo, non conoscono i limiti della guida assistita; anzi, spesso considerano gli Adas equiparabili al Full Self Driving come dei veri e propri sistemi di guida autonoma. Ovviamente, la Casa di Palo Alto non può risolvere la questione con un netto passo indietro come quello fatto da Waymo. La Tesla, infatti, per differenziarsi dai costruttori tradizionali ha investito troppo nella promessa (quantomeno precoce) della guida autonoma: un elemento che ha notevolmente contribuito al suo successo, in termini di seguito del pubblico e di appeal da parte degli investitori. Non a caso lo stesso Elon Musk ha più volte sottolineato l’importanza che ha, per la propria azienda, lo sviluppo del Full Self Driving, definendolo “la reale differenza tra valere un sacco di soldi o praticamente zero”.

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