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La Fia risponde ai team: "L'accordo riservato è legale"

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Continua a tenere banco la polemica tra la Federazione internazionale dell’automobile e la maggioranza dei team di Formula 1. Oggetto del contendere è quel celebre accordo riservato tra la Fia e la Ferrari, giunto a conclusione dell’indagine sulla legalità della power unit della Rossa, per nulla gradito dalle altre squadre.

La richiesta dei team. Proprio ieri, tutte le squadre non motorizzate dalla Ferrari hanno emesso un comunicato congiunto con cui chiedevano alla Federazione di rendere noti gli accordi presi con la Rossa: “Dichiariamo pubblicamente il nostro impegno condiviso a perseguire la piena e corretta divulgazione in materia, al fine di garantire che il nostro sport tratti tutti i concorrenti in modo equo e trasparente", hanno scritto le squadre nella nota.

La risposta della Fia. Si è fatta attendere per circa 24 ore la replica da parte della Federazione, che prova a gettare una secchiata d’acqua sulla brace, affermando: "In seguito all'annuncio di ieri da parte di sette squadre di Formula 1, la Fia intende fare i seguenti chiarimenti. È stata condotta un'analisi tecnica dettagliata sulla power unit della Scuderia Ferrari [...], le approfondite indagini hanno sollevato il sospetto che la power unit potesse non operare nei limiti delle normative Fia in ogni momento. La Scuderia però si è fermamente opposta a questi sospetti. [...] La Federazione non era pienamente soddisfatta, ma ha ritenuto che ulteriori azioni non avrebbero necessariamente portato a una conclusione del caso, per via della complessità della questione e dell'impossibilità di fornire la prova inequivocabile della violazione. Per evitare un lungo contenzioso, nell'interesse del campionato e dei suoi azionisti, in conformità con l'articolo 4 (II) delle regole disciplinari e giudiziarie, la Fia ha deciso di stipulare un accordo con la Ferrari per chiudere questo procedimento. Si tratta di uno strumento legale riconosciuto come componente essenziale di qualsiasi sistema disciplinare e utilizzato anche da altre federazioni sportive nella gestione delle controversie. La riservatezza è prevista dall'articolo 4 (VI) delle regole disciplinari".

La prossima mossa. Nonostante il chiarimento da parte della Federazione, le sette squadre pare presenteranno adesso una nuova serie di domande. Ma il rischio è di essere loro stessi chiamati a rispondere per questa azione plateale, perché - secondo la Fia - continuare in questo modo porterebbe a un danno di immagine e reputazione nei confronti della Federazione stessa. La querelle non è finita.

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