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Petronas, D’Arrigo: “L’importanza dei fluidi continua a crescere”

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Petronas, D’Arrigo: “L’importanza dei fluidi continua a crescere”
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L’inizio del Mondiale 2021 di Formula 1 in Bahrain porta alla ribalta innumerevoli temi d’interesse. Cambi di squadra (Sainz alla Ferrari, Vettel alla Red Bull, Ricciardo alla McLaren), grandi ritorni (Fernando Alonso), debutti che incuriosiscono (Mick Schumacher e Mazepin alla Haas, Tsunoda con l’Alpha Tauri). E le monoposto, da quanto si è visto nei primi test in Bahrain, non sono poi così uguali a quelle della scorsa stagione, nonostante i limiti regolamentari. A cambiare è soprattutto la parte posteriore delle vetture, a seguito dei nuovi vincoli normativi. E questo ha comportato, per diversi team, un innalzamento delle temperature che potrebbe generare, nel corso della stagione, qualche preoccupazione, in termini di affidabilità meccanica e di finestra termica d’esercizio delle gomme. In questo quadro, acquistano ancor più importanza i fluidi utilizzati sulle monoposto per raffreddare l’unità termica e le batterie del sistema ibrido e per garantire il funzionamento del sistema idraulico della trasmissione. Abbiamo approfondito il tema con Giuseppe D’Arrigo, Managing Director e Group Ceo della Petronas Lubricants International, da diversi anni partner tecnico di primo piano del team Mercedes-AMG Petronas di F.1.

L'importanza dei fluidi in Formula 1

Il futuro della Formula 1. Molti interrogativi riguardano però quanto accadrà nei prossimi anni nel mondo dei Gran Premi. Il congelamento delle power unit fino al 2024 compreso, deciso per contenere i costi (e per consentire alla Red Bull di gestire in proprio l’unità della Honda, dopo il ritiro della Casa giapponese dai campi di gara), avrà implicazioni anche per aziende come la Petronas. “Avremo meno opportunità di sperimentare”, sottolinea al proposito D’Arrigo, “perché disporremo - per così dire – di un colpo solo per quanto riguarda l’unità termica, mentre lo sviluppo potrà continuare per tutti gli altri fluidi. C’è un dibattito in corso, per esempio, sul tema dei liquidi termici per il Kers e sul fatto che la parte elettronica debba essere o no immersa nel fluido di raffreddamento: sono due scuole di pensiero diverse, anche se personalmente ritengo che la soluzione con l’immersione sia molto più efficiente. Sono tecnologie ancora inesplorate, quindi la ricerca in Formula 1 è preziosa”. Il dialogo con le autorità di regolazione del motorsport è costante: due tecnici esperti della Petronas fanno parte della commissione Fia che sta lavorando sullo sviluppo di carburanti ecosostenibili, ricavati da biomasse o da processi sintetici, che saranno impiegati a partire dal 2025.  Sempre più essenziale, in quest’ottica, è il co-engineering, non solo con il team impegnato nei Gran Premi, ma anche con i car makers, sempre più orientati all’elettrificazione, parziale o integrale, dei loro modelli di serie. “Oggi”, conclude D’Arrigo, “in realtà si lavora molto con i fornitori di componenti, più che con i costruttori, perché sono i primi a disporre di quelle tecnologie che i secondi impiegano per l’assemblaggio dei loro prodotti”.

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