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Formula E
Incontro con il team Jaguar alla vigilia delle gare di Roma

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Incontro con il team Jaguar alla vigilia delle gare di Roma
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Il weekend di doppia gara per la Formula E a Roma ha fornito l’occasione per un incontro a distanza con il team Jaguar Racing, i suoi piloti Mitch Evans e Sam Bird e James Barclay, dal 2015 direttore della squadra. Driver che si sono dichiarati, ovviamente, felici di tornare nella Capitale per questo evento, organizzato su una pista che Bird considera particolarmente divertente e dove Evans ha già vinto nel 2019. La gara è stata preparata dai due piloti con grande cura, analizzando e scambiandosi dati che, come sottolinea Barclay, sono essenziali per emergere in un lotto di vetture tutte molto vicine come prestazioni in un numero di giri limitato. Il team è reduce dagli ottimi risultati ottenuti a Diriyah, dove il neozelandese Evans è salito sul terzo gradino del podio nella prima corsa e Bird si è imposto nella seconda, portandosi così a ridosso del leader De Vries (Mercedes) nella classifica del campionato. Da allora sono trascorse sei settimane che, come ha spiegato Barclay, sono state impiegate dai piloti soprattutto per un intenso lavoro al simulatore e dalla squadra per mettere ulteriormente a punto il software di gestione del powertrain delle vetture. Per la Jaguar, del resto, la Formula E costituisce un banco di prova importante per le soluzioni tecniche, i materiali, l’elettronica e i motori, in vista degli sviluppi necessari ai propri modelli stradali elettrici, per alcuni dei quali di recente è stata aumentata l’autonomia grazie al miglioramento del software di gestione delle batterie.

La pista. Quanto al tracciato, modificato per questa edizione, Bird ha sottolineato come quello di Roma fosse già uno dei suoi preferiti: “Il nuovo layout”, ha aggiunto, “prevede là dove c’era un salto uno sviluppo molto insidioso, cosa che renderà le gare ancor più divertenti, favorendo qualche sorpasso”. Per Evans, “l’alternanza di curve lente e veloci è una sfida interessante, ma sarà importante mantenere le gomme sempre nel giusto range di temperature”. Quanto alle strategie, Barclay ha precisato che “ne vengono definite diverse ancora prima di arrivare sul campo di gara, da adattare però alle situazioni che si creano durante la corsa, prendendo nel box decisioni molto rapide. Ci sono, infatti, alcune vetture che seguono in gara una strategia molto aggressiva, ma bisogna stare attenti alla gestione dell’energia, che è una delle chiavi del successo in Formula E”.

Le vetture. I regolamenti della Formula E non danno, in realtà, molte possibilità alle squadre di sviluppare le vetture (essendo il telaio e l’aerodinamica fissi): l’attività, quindi, si concentra, come ha spiegato Barclay, “sulla parte elettrica ed elettronica (in particolare, il software per rendere più efficiente la gestione dell’energia), sui sistemi di controllo, sul powertrain, il cambio e le sospensioni, elementi che consentono ogni anno di svolgere molta attività”. Questo perché, come hanno sottolineato i piloti della Jaguar, anche se non ci sono gli sviluppi continui propri della Formula 1, il livello dei driver è alto, le differenze si misurano in pochi decimi di secondo e la competitività delle vetture può variare molto da una pista all’altra, a volte senza che se ne riescano a capire i motivi tecnici. Ma questa incertezza, in fondo, rende ancora più belle le corse e il campionato.

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