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Lutto nel motorsport
Addio a Nino Vaccarella, il "Preside Volante"

Lutto nel motorsport
Addio a Nino Vaccarella, il "Preside Volante"
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Il mondo dell’automobilismo sportivo saluta commosso Nino Vaccarella: l’ex pilota siciliano si è spento oggi a 88 anni. Una vita trascorsa tra l’insegnamento nella scuola privata di famiglia e contestualmente al volante di auto da corsa sui circuiti più famosi al mondo. Tra i tifosi era conosciuto come il “Preside Volante”. È stato l’ultimo italiano a vincere per la Ferrari alla 24 Ore di Le Mans, nel 1964.

Prima il dovere e poi il piacere. Dopo la prematura morte del padre, Vaccarella ha messo al primo posto la conduzione della scuola di famiglia, al fianco della sorella, ricoprendo il ruolo di preside. Una scelta risoluta, rappresentativa della sua personalità centrata e responsabile, che certamente mise un freno alla sua carriera nell’automobilismo sportivo. Il suo talento gli avrebbe permesso di andare ben oltre i 19 successi internazionali presenti nel suo palmares. Ninni – come era solito farsi chiamare - era riuscito a conquistarsi la fiducia del Drake, Enzo Ferrari, che lo considerava perfetto per le sue vetture sport. Ecco perché nel 1964 gli viene affidata la Ferrari 275: corre e vince, insieme a Guichet, la 24 Ore di Le Mans, contribuendo a far ottenere alla Scuderia di Maranello il Mondiale Sport. Fu proprio in quella occasione che Vaccarella diede ulteriore conferma di quanto fosse attaccato alla sua scuola: per riuscire a tornare al lavoro il lunedì mattina, rinunciò ai festeggiamenti per quel successo storico a Le Mans. Il '64 fu un anno particolarmente importante per Vaccarella: secondo alla 12 Ore di Sebring, vittorioso alla 1000 Km del Nurburgring e nella Coppa Intereuropea a Monza. L’anno successivo la vittoria più bella: quella conquistata alla sua Targa Florio, sulle strade delle Madonie, con al fianco Lorenzo Bandini. Un successo tutto italiano che sbatteva la porta in faccia alle Porsche e alle Ford, che partivano con i favori del pronostico. Vaccarella e Bandini stabilirono anche il nuovo record del circuito davanti a circa 250 mila spettatori. Nel lungo palmares del pilota siciliano c’è anche la Formula 1: nel 1961 e nel 1962 ha corso con la Scuderia Serenissima, poi proprio con la Ferrari ha avuto l’occasione di prendere parte al Gran Premio d’Italia del 1965, dove era sesto fino al momento del ritiro, avvenuto per la rottura del motore.

Icona della Targa Florio. Vaccarella ha vissuto un automobilismo molto diverso da quello attuale, dove la sicurezza era più che un miraggio. Anche per questo, ogni volta, era un piacere immenso sentirlo raccontare storie ed aneddoti di un’epoca che appartiene ormai ai libri di storia. Ninni è diventato inconsapevolmente un ambasciatore della Sicilia nel mondo e ogni pilota siciliano lo ha tenuto sempre come punto di riferimento a cui ispirarsi. Angelo Pizzuto, presidente dell’ACI di Palermo, lo ha ricordato dicendo: “Non perdeva mai occasione di rappresentare la parte più bella della nostra terra, sempre con il sorriso. Era presente a tutte le corse, dalle più piccole a quelle più importante. Era un appassionato vero e per tutti, vederlo, era sempre una festa. Ci mancherà moltissimo”.

COMMENTI

  • Addio "Ninni". Un grande. Un'icona di altri tempi (anche la scelta di non dedicarsi a tempo pieno alle corse per continuare con l'insegnamento è da ammirare).
  • Visto correre con una Ferrari P4 ad una 1000 Km di Monza verso la fine degli anni 60. Un grande!