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GP di Russia: parlano Verstappen, Perez e Tsunoda

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GP di Russia: parlano Verstappen, Perez e Tsunoda
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È un’occasione rara avere a disposizione tutti i piloti che utilizzano la stessa power unit in Formula 1: l’opportunità è stata fornita alla vigilia del Gran Premio di Russia dalla Honda, con un appuntamento esclusivo che ha messo a confronto online un gruppo molto ristretto di giornalisti con i driver della Red Bull Racing Max Verstappen e Sergio Perez e con l’alfiere dell’Alpha Tauri Yuki Tsunoda (unico assente Pierre Gasly, l’altro pilota della squadra faentina). Primo a salire alla ribalta virtuale, com’è inevitabile vista la sua attuale leadership nel Mondiale, Max Verstappen, vincitore finora di sette Gran Premi del 2021.

Max, in questo momento sei al comando della classifica: come ti senti nell’occupare una simile posizione?
Diciamo che siamo, sia io sia il team, dove volevamo essere e che siamo soddisfatti di come stanno andando le cose finora in questa stagione, che è stata molto piacevole, in termini di posizioni e vittorie.

Dopo il tuo primo successo con la Honda in Austria nel 2019, avevi puntato un dito, mentre eri sul podio, sul logo della Honda cucito sulla tua tuta: quale messaggio volevi mandare?
Era stato un gesto istintivo… Dopo tante critiche che c’erano state nei confronti della Honda a seguito del suo ritorno in F.1, la prima vittoria era stata qualcosa di abbastanza emozionante per tutti, anche al box, quindi mi era sembrato qualcosa di naturale da fare.

Come vedi la tua battaglia con Lewis Hamilton, che quest’anno è stata finora piuttosto intensa?
È una sfida, diventata anche più intensa, anche perché si tratta di combattere con un team che ha dominato le ultime sette stagioni: penso che per noi, ma anche per la gente fuori dalla squadra, sia positivo vedere che ci sia battaglia nel corso del campionato.

Guardando alle prossime corse, quali pensi siano le piste più favorevoli alla tua macchina e quali, invece, le più difficili?
È difficile dire quali saranno le piste migliori e quali le peggiori: ci sono così tante cose che possono capitare in un weekend di gara, tali da trasformare una pista in cui sei sulla carta favorito, come le condizioni meteo o gli eventi di una corsa che possono incidere sul risultato. Bisogna piuttosto focalizzare la propria attenzione su ogni dettaglio ed è proprio quello che facciamo. Dobbiamo cercare di fare in modo che le cose continuino ad andare com’è successo finora in questa stagione, sfruttando le caratteristiche del nostro pacchetto per essere competitivi. Ma le cose restano imprevedibili, le condizioni delle piste cambiano e questo incide sul bilanciamento della macchina e sulle sue prestazioni.

Questo è l’ultimo anno con le regole attuali: hai l’opportunità di vincere il titolo prima che le cose cambino…
A dire il vero, per me non è che le cose cambino poi tanto: certo, sarebbe un risultato importante e per questo ci stiamo battendo, ma l’anno prossimo sarà lo stesso, si vuole sempre finire con il miglior risultato possibile.

Senti molto la pressione della lotta per il titolo?
Non c’è molta più pressione: quest’anno ho una buona macchina ed è ottimo arrivare ai weekend sapendo che puoi lottare per la vittoria o per il podio, ti senti un po’ rilassato perché sai che abbiamo fatto del nostro meglio e sta a te tirare fuori il massimo dal pacchetto che hai a disposizione per la stagione.

Come è cambiato il motore Honda rispetto al 2019? Ci sono differenze nella guida?
No, non ci sono molte differenze nella guida: il motore è più potente e più affidabile, ci sono stati miglioramenti della power unit e della macchina. Ogni anno si cerca di fare meglio, e questo vale anche per il motore: anche rispetto allo scorso anno la Honda ha fatto un ottimo lavoro.

Che cosa vorrebbe dire per te personalmente e per la tua famiglia vincere il campionato?
Coronare lo scopo della mia vita: si è qui per vincere, per essere competitivi. Combattere per il titolo significa completare la tua missione, anche se sai che non sarà molto facile: sono molto concentrato su questo, guardando gara per gara.

A parte la lotta per il titolo, in generale quanto è divertente guidare una Formula 1, quando sei in pista?
Dipende di sicuro dal circuito, ma sei sempre così veloce, soprattutto nelle qualifiche, e questo è molto, molto divertente; le piste vecchio stile ti mettono pressione, sono insidiose, e lì vedi davvero le differenze. Mi piace davvero, è la mia vita, la cosa migliore che potessi fare. Mi piace lavorare, si possono vedere la mia passione e la motivazione e questo aiuta anche la gente intorno a te a essere competitiva.

Guardando al futuro, intorno al 2025, che tipo di motori ti piacerebbe avere in Formula 1?
Non sappiamo che cosa succederà nel 2025 o 2026, ci sono ancora molte questioni aperte, ma non ci faccio molto caso: l’importante è che siano macchine veloci e divertenti.

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È poi il turno di Sergio Perez, il cui sedile alla Red Bull Racing è stato da poco confermato.

Che bilancio fai finora della stagione in corso e che previsioni fai per il 2022, quando avrai più confidenza con la squadra?
Penso che la mia stagione sia stata per molti aspetti positiva, per altri negativa: il mio rapporto con la macchina sta ancora migliorando e sono molto ottimista per l’anno prossimo, in cui la vettura seguirà un nuovo concept.

Pensi di poter aiutare il tuo team nella lotta per il campionato Costruttori?
Nelle prossime gare dobbiamo cercare di vincere tutto quello che si può, lavorando con la squadra e i nostri ingegneri.

Sei famoso per la tua abilità nel far durare le gomme più di qualsiasi altro pilota sulla griglia: qual è il tuo segreto?
Bisogna trovare il bilanciamento tra risparmiare i pneumatici ed essere veloci allo stesso tempo: è una sfida che si affronta lavorando con il box e gli ingegneri.

A Sochi dovrebbe piovere: che cosa pensi di quello che è successo a Spa? Che cosa dovrebbe fare la Formula 1 in queste situazioni?
Con queste gomme, con queste macchine, con tutta quell’acqua e la visibilità così scarsa, c’erano forti preoccupazioni per la sicurezza: non eravamo davvero nelle condizioni di correre a Spa. Vedremo che cosa succederà qui e che cosa si potrà fare.

Che rapporti hai con Max Verstappen e la squadra?
Abbiamo buoni rapporti, lavoriamo bene insieme e questo è molto importante per la squadra.

Per molti anni hai guidato monoposto con motore Mercedes: che cosa pensi della power unit Honda?
Che è molto, molto buona: ha fatto davvero tanti progressi.

Quali possono essere le gare migliori per la tua macchina, tra quelle che restano prima della fine del Mondiale?
Credo che le corse di Città del Messico e San Paolo potrebbero essere molto buone per noi: dipenderà dalle situazioni, ma potremmo avere qualche vantaggio.

Quale vittoria ti ha dato più soddisfazione finora, quella dell’anno scorso o quella di quest’anno?
Ovviamente la prima è sempre speciale, ma anche quella di quest’anno con la Red Bull ha dato molta soddisfazione a me e alla squadra.

Che cosa vedresti bene per la Formula 1 del futuro?
Gare con piloti più vicini come prestazioni sarebbero una cosa positiva, renderebbero le corse più godibili. Penso che le auto di questa generazione siano molto difficili da seguire: uno dei problemi che abbiamo è che, quando ti avvicini a un’altra macchina diventa molto difficile starle vicino. Le macchine sono anche molto larghe e su certe piste, come quella di Monaco e altre, è impossibile sorpassare senza rischiare di toccarsi.

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Infine, sale alla ribalta il giovane giapponese dell’Alpha Tauri, Yuki Tsunoda.

È la tua prima stagione in Formula 1, non c’è molta pressione su di te: che cosa ha rappresentato la sfida maggiore per te? E quali obiettivi hai per le gare rimanenti di quest’anno?
Diverse cose, ma quella più rilevante sono i social media e la quantità di persone che ti segue. Un esempio sono i team radio: se ti capita di dire delle cose aggressive agli ingegneri o agli altri piloti perché hai qualche problema, finché sei in Formula 2 non ti crea grosse difficoltà o attacchi massicci sui social. Quando sono passato alla F.1, mi sono reso conto della quantità di persone che la segue e questo fa una differenza enorme, è molto più pesante. Il mio obbiettivo è fare più giri e più esperienza possibili, per acquistare sicurezza per il prossimo anno e ottenere i risultati che ho avuto in Bahrain. Fino ad allora le mie aspettative erano basse, poi sono cresciute: ho pensato che tutto fosse più facile, ma serve esperienza per essere competitivi. Insomma, nelle prossime gare cercherò di fare ancora esperienza e conquistare più punti possibili per aiutare il team nella classifica Costruttori.

Quanto ti aiuta ad avere più sicurezza il fatto di essere già stato confermato per la prossima stagione, nonostante il ritiro della Honda?
Non so esattamente se, nel mio passaggio dalla Formula 2 alla Formula 1, ci siano stati discorsi tra la Red Bull e la Honda, non penso che contasse più la Honda dei miei risultati in F.2 o dei progressi che avevo fatto: può darsi che ci sia stato un ruolo della Casa, ma non tanto decisivo. Questo è l’ultimo anno della Honda in F.1: non ero molto preoccupato per questo, ma era importante prorogare il contratto. Dal mio punto di vista, ho dato il 100%, non ho ottenuto risultati perfetti in un paio di gare, ma ho fatto buoni progressi e questo mi ha reso fiducioso.

Hai mai avuto occasione di guidare in precedenza qualche Formula 1 non ibrida, magari una Toro Rosso?
L’unica F.1 che avevo guidato era del 2018 e non c’è molta differenza. Mi piacerebbe, se ne avessi l’opportunità, guidare qualche vecchia F.1, soprattutto per il rumore che fa una grossa differenza: sarebbe interessante. Mi piacerebbe soprattutto provare la McLaren che guidava Ayrton Senna: penso che avesse una grande potenza e fosse una macchina incredibile.

In quanto giapponese, sei orgoglioso dei risultati che sta ottenendo la Honda, dopo i primi anni difficili del suo ritorno in F.1?
Certo, le buone prestazioni e la leadership attuale nel campionato sono un risultato eccellente, soprattutto nei confronti di un avversario come la Mercedes, che ha vinto sette titoli di fila. Non è facile, ma credo che il motore attuale sia all’altezza.

Ti manca molto non disputare il Gran Premio del Giappone, quest’anno?
Sì, sono deluso: ero pronto per correre davanti ai fan, per tornare a casa a mangiare cibo giapponese… Spero di avere l’opportunità di correre a Suzuka l’anno prossimo, ma dipenderà dalla situazione: la sicurezza viene prima di tutto.

Che cosa ti piace di più della Formula 1: la velocità delle macchine, la grande attenzione del pubblico e dei social media?
Credo la velocità, il controllo della macchina, che è molto più difficile rispetto alla Formula 2: è molto diverso, trovare il limite ed essere capaci di mantenere il controllo della vettura è davvero una sfida.

Che cosa ti aspetti da questo weekend in Russia?
Sarà insidioso per il meteo. Sabato probabilmente pioverà, se la pioggia sarà troppo forte le prove saranno cancellate, quindi le libere di venerdì saranno più importanti del solito: bisogna procedere step by step per prendere confidenza con la pista.

COMMENTI

  • Tsunoda, ma sarebbe meglio chiamarlo Tsunami visti i danni che ha combinato fin'ora, aveva iniziato discretamente e questo probabilmente gli ha fatto credere di essere già ben dentro la rosa dei migliori piloti, poi la durezza dei tanti muretti e guard rails che ha baciato, devono averlo riportato alla realtà. ....... Perez fin'ora ha deluso un pò le aspettative e Marko non è uno che ci va sottile coi piloti, certo che il confronto interno con l'olandesino non deve essere facile per nessuno, ma qualche punto in più strappato da lui alla Mercedes probabilmente se lo aspettavano in Red Bull...