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Ferrari
"Sulla hypercar metteremo tutte le nostre energie"

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"Sulla hypercar metteremo tutte le nostre energie"
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In occasione delle Finali mondiali Ferrari 2021, all’autodromo del Mugello, abbiamo avuto modo di intervistare Antonello Coletta, romano classe 1967, responsabile delle Attività Sportive GT della Casa di Maranello. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Motori, che passione: come è cominciata per lei?
Tutto è iniziato da bambino. Ho avuto la fortuna di correre a lungo in kart, poi ho iniziato in auto, ma ho capito che non avevo le possibilità di andare avanti. Ho cercato quindi di trovare il modo di restare nell’ambiente, e direi che alla fine sono stato premiato in modo eccezionale.

Il mondo delle ruote coperte GT è meno conosciuto rispetto, per esempio, alla F.1 o alla classe regina a Le Mans. Che cosa si può fare, al riguardo, secondo lei?
Questo è verissimo, purtroppo soprattutto in Italia, meno in Francia e in Inghilterra. Eravamo in copertina su parecchi quotidiani quest’anno quando abbiamo vinto a Le Mans, mentre da noi arrivavamo a fatica a qualche trafiletto. Secondo me manca un po’ di cultura automobilistica a tutto campo. Gli appassionati hanno la possibilità di vedere solo la F.1, mentre ci vorrebbe un po’ più di comunicazione anche per queste gare di durata, che sono bellissime e combattute: noi vinciamo le "24 ore" in volata, con macchine più simili e riconducibili a quelle che si vedono sulle nostre strade.

Vogliamo ricordare come è strutturato il vostro mondo?
Il nome tecnico è Attività sportive GT, che si dividono in due famiglie: Corse Clienti e competizioni GT. Cominciamo da quest’ultima: seguiamo tutto il mondo GT3, GTE, lo sviluppo dell’hypercar, insomma, tutte le categorie estreme. Nelle Corse clienti ci sono invece altre attività: i Ferrari Challenge, la serie Europa, quella UK, l’Asia-Pacific, l’America, poi abbiamo il programma XX, il F.1 Clienti, gestiamo il circuito del Mugello e di Fiorano. Quindi, tutto quello che è competizione al di fuori della F.1. È una macchina complessa, siamo sempre in giro per il mondo ogni weekend e abbiamo uno staff fantastico ed esperto di circa 110-115 persone: cominciamo dunque a essere una realtà importante, abbiamo una nuova sede molto bella nel circuito di Fiorano, inaugurata quest’anno. Siamo un’unità di business in crescita, che ha avuto l’onore di vincere tanto, soprattutto nel 2021. Abbiamo vinto la 24 ore di Spa e di Le Mans, il World Challenge, il Campionato del mondo, e siamo davvero contenti. È un business importante, che tra l’altro riesce a fidelizzare tanto i nostri clienti: abbiamo clienti sportivi in tutto quello che facciamo, siamo molto legati ai nostri dealer. Per cui il nostro è uno strumento dalle varie sfaccettature. 

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Qual è la macroregione che vi dà le maggiori soddisfazioni?
Oggi l’Europa la fa ancora da padrona, però stiamo crescendo soprattutto con i Challenge in America, e abbiamo lanciato il Club competizioni GT, un’altra attività dove si organizzano Track day, eventi con macchine dei clienti. Abbiamo creato una macchina nuova, una 488 GT modificata, praticamente la sintesi della GTE e della GT3, senza Balance of Performance, da oltre 700 cavalli. 

Con la pandemia che differenze ci sono state tra il 2020 e il 2021?
L’unico vero grande problema l’abbiamo avuto in Asia, dove in pratica non si poteva competere. Abbiamo portato a termine tutti i programmi in calendario, chiaramente nel 2020 abbiamo avuto maggiori defezioni per motivi logistici, ma quest’anno è stata un’altra annata fantastica, sempre con l’Asia-Pacific ferma, ma non in Giappone. 

Nella storia dei Challenge Ferrari e nelle corse GT c’è un modello che ha contribuito di più a far decollare questa organizzazione?
Un po’ tutte le macchine, credo, abbiano contribuito, e io sono alla Ferrari dai tempi della 355. Certo, con la 488 siamo letteralmente esplosi. Però è anche vero che, come azienda, abbiamo creduto sempre più in questa disciplina, così la 488 ha potuto beneficiare di un impegno molto maggiore. E il motivo è che si tratta di un’auto nata bene, facile da mettere a punto e adatta anche ai gentleman driver, oltre a rappresentare un buon compromesso tra piste lente e veloci. Questo ci ha aiutato. Non dimentichiamoci che quest’anno abbiamo vinto tutto con una macchina concepita nel 2015. E questo dà molto valore alla bontà del prodotto.  

Quale sarà il prossimo step per le GT?
Esordiremo con la nuova vettura GT3 nel 2023, per cui il 2022 sarà l’ultimo anno con la 488 GT3. Stiamo già lavorando al progetto, metteremo in pista la macchina nei primi mesi del 2022 per iniziare poi i collaudi: ci vorrà tutto l’anno per metterla a punto. Siamo molto fiduciosi di realizzare un buon prodotto, perché l’eredità è importante, e fare meglio non sarà facile. 

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Accompagnate e seguite i piloti sin dall’inizio, li selezionate: come funziona il vostro meccanismo?
Abbiamo una rete importante di clienti e team che corrono con le nostre auto, abbiamo la possibilità di vedere tanti giovani, poi stiamo sempre con gli occhi aperti. Ma è ovvio che siamo molto orgogliosi quando riusciamo ad avere piloti come Nielsen, che hanno vinto il Ferrari Challenge, la serie Europea e il Mondiale, le 24 Ore di Spa e di Le Mans. Un pilota cresciuto in casa. E poi Rovera, dopo varie esperienze, ha cominciato con l’AF Corse nel campionato italiano, che ha vinto subito, poi ha proseguito nel Mondiale, e si è ripetuto anche lì, dunque lo sentiamo molto nostro. Pier Guidi ha corso sempre con noi. Cerchiamo di prendere i piloti da giovani, di farli crescere e portarli ai massimi livelli. Cambiamo poco, crediamo in un gruppo forte, e questo, finora, penso abbia pagato.

Il vostro ruolo nel mondo sportivo Ferrari sta crescendo, in un momento in cui dalla F.1 non stanno arrivando i risultati sperati…
Ora noi siamo in una fase favorevole, stiamo portando a casa molti buoni risultati: questo è il sesto titolo mondiale in nove anni, la sesta Le Mans in dieci-undici anni, sempre con AF Corse, un sodalizio che funziona benissimo ed è stata una delle basi fondamentali dei nostri successi. È chiaro che in F.1 stiamo vivendo un momento più difficile, speriamo di tornare presto ad essere vincenti su tutta la linea. Perché la massima formula fa bene a tutti: e per noi la Ferrari è una sola.  

COMMENTI

  • Trionfi meritati... la Ferrari resta la vettura dove il legame tra mondo delle corse e vetture stradali resta più stretto. Aerodinamica ai massimi livelli, motore centrale, v8 con albero a fomiti piatto, 71 anni ininterrotti di presenza nella massima formula si vedono tutti: ma come è possibile che su strada si vedano R8, 911 e compagnia bella quando allo stesso prezzo ci si può mettere una 458 usata in ottime condizioni? Non lo capirò mai...
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  • Diciamo che il Budget Cap imposto dalla Fia in F1, pur se in parte aggirabile dai grandi costruttori spostando un pò di R&D in sedi periferiche, avrebbe comportato un corposo "dimagrimento" alla GES di Maranello, dunque la migliore soluzione era spostare parte delle risorse sul nascente nuovo regolamento del campionato WEC, il know how e le professionalità non mancano, dovrebbero poter far bene. ..... Per quel che riguarda i piloti, ok la promozione dei migliori dal GT all'Hypercar, ma non va dimenticata la "nidiata" sfornata dalla FDA, in particolare giovani talenti come Callum Ilott e Robert Shwartzman se non troveranno posto nella Formula, (a cui si aggiunge Giovinazzi appena rimasto fuori) verranno probabilmente dirottati sull'Endurance....
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  • 2021-ferrari-GT-18

    Che effetto le fa pensare che nel 2023 tornerete a Le Mans nella classe regina a contendervi la vittoria assoluta?
    Un effetto incredibile, una grande responsabilità, un grande onore, sentiamo di dover raggiungere la massima competitività possibile da subito per tutti i tifosi che aspettano da così tanto tempo. Stiamo lavorando a questo progetto e non vediamo l’ora di mettere a terra l’auto per verificare se abbiamo preso la strada giusta. Sarebbe meraviglioso e qualcosa di difficilmente spiegabile, se ci riuscissimo. Siamo la Ferrari e dobbiamo correre per vincere, mettendo tutta la tecnologia e le nostre conoscenze in questa vettura. Ma fino a che non saremo a Sebring, alla prima gara, non avremo tutte le risposte.

    A che punto sono le fasi dello sviluppo della hypercar?
    Il progetto è quasi terminato, contiamo di iniziare ad assemblare i primi prototipi verso gennaio-febbraio, per essere pronti in pista a giugno per i primi test. Poi avremo questi sei mesi tiratissimi per cercare l’affidabilità, la prestazione e capire se ci saranno, o meno, delle cose da correggere. La prima gara sarà a marzo 2023, probabilmente in America, ma bisognerà spedire là le vetture molto prima.

    Come piloti avrà già in mente quali potrebbero essere…
    Per prima cosa, ci guarderemo in casa, a tutto campo, perché ci crediamo. Da lì faremo la nostra selezione, cercheremo i migliori sei piloti (tre per ogni auto, ndr), e se poi dovessimo avere necessità ulteriori, andremo a vedere fuori, anche in campo formulistico o in quello dei prototipi. Perché ci servono tre piloti che si devono amalgamare con tutte le caratteristiche necessarie, e non sarà facilissimo trovare la migliore miscela possibile: ci vuole soprattutto un bel clima nell’equipaggio. Come funziona? La selezione parte da me, io mi confronto con i collaboratori più stretti, insieme analizziamo le varie attitudini, le capacità di messa a punto: oggi andare solo forte non basta.

    Avete già in casa piloti fortissimi e dalla grande esperienza: quali caratteristiche hanno?
    Guardando ai risultati, quest’anno Alessandro Pier Guidi (tortonese, classe 1983, ndr) ha vinto a Spa e a Le Mans, il Mondiale e il World Challenge. È stato fantastico, veramente un fuoriclasse, ha vinto già un altro Mondiale e un’altra Le Mans con noi, e svariati campionati: credo che oggi sia forse il pilota più titolato dell’endurance. James Calado (inglese, classe 1989, ndr) è un altro pilota fortissimo, si è aggiudicato due Le Mans, due Mondiali e va alla grande sul bagnato. Di notte, devo dire, vanno forte tutti, e anche Pier Guidi è un fulmine sul bagnato: ha vinto a Spa passando all’esterno a Blanchimont… Lui e Calado formano una grande coppia. Poi abbiamo Nielsen, che sta crescendo benissimo, Rovera (varesino classe 1995, diventato pilota ufficiale del Cavallino proprio al Mugello, ndr), che siamo sicuri sarà bravissimo, Miguel Molina, che è stato eccezionale nelle ultime gare in Bahrain. Insomma, siamo davvero soddisfatti.

    E allora non possiamo altro che fare un grande in bocca al lupo a tutti quanti lavorano duramente e con passione nelle attività GT, perché il 2022 sia un anno importante, di preparazione a un grande 2023.