Sport

Dakar 2022
I segreti dell’Audi RS Q e-tron

Dakar 2022
I segreti dell’Audi RS Q e-tron
Chiudi

Prosegue la marcia di avvicinamento dell’Audi alla sua prima Dakar: il gruppo Volkswagen, che si è già cimentato nel più classico dei rally raid con successo vincendone tre edizioni consecutive la Race Touareg tra il 2009 e il 2011, ha scelto di scendere in lizza nel prossimo gennaio con una vettura fortemente innovativa, la cui presentazione alla stampa, prevista in Germania nei giorni scorsi, è stata annullata, a causa del dilagare della pandemia in Baviera. Per concentrarsi su questa nuova sfida, la Casa tedesca ha comunque deciso di uscire dalla Formula E, nella quale, con il team Abt, aveva conquistato il titolo Piloti nel 2016-2017 con Lucas di Grassi e quello per i team nella stagione successi
La vettura.
L’Audi RS Q -tron si presenta come un’auto di particolare complessità. Il suo powertrain, infatti, prevede la presenza di due motogeneratori elettrici (MGU) in corrispondenza dei due assali e di un terzo motogeneratore che contribuisce alla ricarica delle batterie in fase di rallentamento. Tutte e tre queste MGU derivano da quelle utilizzate sulle monoposto di Formula E nelle scorse stagioni. Gli accumulatori, tuttavia, non possono essere ulteriormente ricaricati nel corso di prove speciali lunghe 500-600 chilometri e disputate nel deserto dell’Arabia Saudita: si rende quindi necessaria la presenza di un motore termico, che funge da generatore durante la marcia, ma che non ha alcun compito di trazione. La scelta è caduta su un 4 cilindri Tfsi turbo a iniezione diretta, un’unità derivata da quella impiegata nel Dtm. Sostanzialmente, l’Audi per la Dakar è un’auto elettrica dotata di range extender termico, quindi forse si può più considerare un’ibrida, sulla falsariga di alcune Suv stradali oggi in commercio. Va detto però che l’Audi prevede di poter percorrere in modalità full electric, senza far ricorso al propulsore a benzina, alcune sezioni dei lunghi trasferimenti contemplati dal percorso della gara africana.
I vantaggi.
La strada scelta dai progettisti della vettura, che pure presenta notevoli complessità, presenta alcuni aspetti favorevoli, a partire dalla rapidità di erogazione della coppia tipica dei propulsori elettrici. La RS Q -tron ha la trazione integrale, grazie alla disposizione dei motogeneratori, e una trasmissione monomarcia, che consente di fare a meno dell’albero e del differenziale centrale, a beneficio della massa; la gestione elettronica garantisce la variazione continua e istantanea della ripartizione della trazione tra avantreno e retrotreno. Anche l’efficienza del sistema, dichiarata dalla Casa nel 97%, risulta straordinaria e di gran lunga superiore a quella, pur ragguardevole, delle power unit ibride delle Formula 1, per le quali si parla del 51%. Per contro, come tutte i veicoli elettrici, la vettura deve fare i conti con la presenza della batteria, di capacità di 50 kWh, il cui peso è di 370 kg. Inoltre, le particolari condizioni in cui si disputa la gara, con temperature di giorno costantemente superiori ai 40 °C, hanno imposto l’adozione di circuiti di raffreddamento dedicati per le MGU e per il motore Tfsi: se si considera la presenza di intercooler e della climatizzazione dell’abitacolo, a bordo ci sono in tutto sei sistemi per la gestione termica della vettura. Ai quali si aggiungono una pletora di centraline elettroniche di controllo e circa 4 chilometri di cavi…

Dakar Rallye Media Day Neuburg

La struttura. Le sollecitazioni alla scocca in una gara come la Dakar sono elevatissime, quindi i tecnici hanno dovuto fare ricorso a materiali come acciai ad alta resistenza, alluminio, kevlar e fibra composita per dare corpo alla vettura. La cellula dell’abitacolo e la struttura portante sono costituite da un telaio a traliccio di tubi, tipico dei veicoli destinati a questo genere di competizioni, che, per regolamento, dev’essere di metallo (nel caso specifico, di acciaio ad alta resistenza, unito con elementi al cromo, molibdeno e vanadio). L’equipaggio è protetto da eventuali impatti anche da pannelli di Cfrp, carbonio impregnato di poliuretano termoplastico, inseriti negli interstizi del telaio e integrati in vari punti con Zylon, un polimero termoindurente resistente alla penetrazione da parte di oggetti taglienti o appuntiti. Si tratta dello stesso materiale utilizzato per le protezioni balistiche delle vetture blindate e, da qualche tempo, anche per i pannelli anti-intrusione laterali delle Formula 1, per le quali si poneva il problema di garantire la sicurezza del pilota in caso di urti laterali con i musi di altre monoposto, non essendoci negli abitacoli spazio sufficiente per una struttura deformabili in grado di dissipare l’energia dell’impatto (come, invece, avviene con le crash box anteriore e posteriore). Sull’Audi RS Q e-tron il materiale è utilizzato anche per schermare l’equipaggio dall’impianto ad alta tensione della vettura. Pure i sedili sono realizzati con Cfrp e si ispirano a quelli del Dtm e del Wec, ma prevedono una sezione a deformazione controllate all’altezza delle spalle degli occupanti, richiesta dal regolamento: la struttura è identica per tutti i piloti, ma cambiano la misura delle imbottiture di spugna ad alta densità e i supporti pneumatici. Per la carrozzeria, l’Audi ha utilizzato un mix di Cfrp e kevlar, in alcuni casi con schema a nido d’ape; il parabrezza, derivato da quello della A4, è di vetro laminato, mentre i cristalli laterali sono di policarbonato, con accoppiamenti sigillati mediante materiale espanso per ridurre l’enorme quantità di sabbia e polvere che nel deserto penetra di solito nell’abitacolo.
La parte elettrica
. Particolari precauzioni sono state prese per garantire la sicurezza del sistema ad alta tensione. La batteria ad alto voltaggio, collocata centralmente, è racchiusa in un contenitore di protezione realizzato con Cfrp e Zylon; il sottoscocca è protetto da una piastra esterna di alluminio, accompagnata da uno strato di schiuma espansa ad alto assorbimento. Accumulatore e serbatoio di benzina sono racchiusi in una struttura a sandwich deformabile di Cfrp; se il sistema elettronico di controllo, derivato da quello delle vetture del Wec, rileva un urto superiore a una certa soglia, l’intero sistema viene spento, mentre un segnale acustico e spie luminose poste lungo la carrozzeria avvisano gli eventuali soccorritori di una possibile situazione di pericolo.

Dakar Rallye Media Day Neuburg

I test. La RS Q e-tron, sviluppata in circa 12 mesi, è stata messa in moto per la prima volta il 30 giugno scorso al centro Audi Motorsport di Neuburg an der Donau; successivamente sono stati condotte prove in Germania, Spagna e Marocco, per un totale di circa 2.500 chilometri. La gestione delle vetture in gara sarà affidata al team Q Motorsport di Sven Quandt e dei suoi figli Thomas e Tobias, finora impegnati in questo tipo di gare con la loro squadra X-raid, che ha ottenuto cinque vittorie alla Dakar con le Mini. Quanto ai piloti, l’Audi ha puntato sull’eccellenza: al volante delle RS Q e-tron saranno, infatti, Stéphane Peterhansel (14 Dakar vinte, in moto o auto), Carlos Sainz (due volte campione del mondo rally e tre volte vincitore della Dakar) e Mattias Ekström (due successi nel Dtm e un titolo mondiale di Rallycross). Sainz ed Ekström sono anche impegnati nel campionato di Suv elettriche Extreme E, che si concluderà in dicembre in Gran Bretagna.

COMMENTI

  • Quelle auto subiscono sollecitazioni meccaniche piuttosto forti: se pigliano fuoco le batterie produrranno più CO2 loro di tutti gli altri mezzi partecipanti alla parigi dakar negli ultimi 10 anni messi assieme.
  • Presa in giro da parte di Audi, non e' una auto elettrica, ma ibrida. Con l'elettrico puro non vanno da nessuna parte.
     Leggi le risposte