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Lutto in Formula 1
Addio a Sir Frank Williams

Lutto in Formula 1
Addio a Sir Frank Williams
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Se n’è andato uno dei giganti della Formula 1: sir Frank Williams ci ha lasciati all’età di 79 anni. La notizia è stata data dal team che, pur non essendo più di sua proprietà, ne porta il nome. Ricoverato da qualche tempo in ospedale, Frank, dal 1986 invalido per una lesione spinale dovuta a un incidente stradale occorsogli nel Sud della Francia, ha lungamente guidato una squadra che ha, nel suo palmarès, qualcosa come 9 titoli mondiali Costruttori e 7 piloti, conquistati nell’epoca d’oro fra gli anni 80 e 90. Negli ultimi anni, prima della cessione definitiva, il team era stato guidato dalla figlia Claire. La Formula 1 si appresta a rendere omaggio a uno dei grandi personaggi che ne hanno fatto la storia.

Il cordoglio della F.1. Frank Williams ha vissuto nel mondo dei Gran Premi per 50 anni, lasciando un segno indelebile. La squadra che ancora oggi porta il suo nome, pur essendo stata venduta al fondo d’investimenti Dorilton Capital, ha rilasciato un comunicato con il quale “paga un tributo al proprio amato fondatore, fonte d’ispirazione, del quale si sentirà molto la mancanza”, chiedendo al tempo stesso rispetto per la privacy della famiglia. Stefano Domenicali, ceo della Formula 1 informato della scomparsa del padre dalla figlia Claire, ha dichiarato: “È stato un vero gigante del nostro sport, che ha superato le più difficili sfide della vita e combattuto ogni giorno per vincere dentro e fuori le piste: abbiamo perso un amato e rispettato membro della famiglia della F.1, del quale sentiremo enormemente la mancanza”. Al cordoglio e alle parole di elogio si aggiunge Jost Capito, oggi ceo e team principal della squadra: “Sir Frank”, ha detto, “era una leggenda e un’icona del nostro sport e la sua scomparsa segna la fine di un’era per il nostro team e per la F.1: era una persona speciale e un pioniere, capace, nonostante le avversità della vita, di vincere 16 titoli mondiali e di fare del nostro uno dei team di maggior successo nella storia dello sport. I suoi valori includevano l’integrità, il lavoro di squadra, una fiera indipendenza e la determinazione: rimangono il lascito al cuore del nostro team, insieme con il nome della sua famiglia con il quale corriamo orgogliosamente”.

Una vita nelle corse. È impossibile sintetizzare in poche righe un’esistenza come quella di Williams, spesa interamente nel mondo delle corse ai massimi livelli, tra trionfi e tragedie. Nato nel 1942, Frank si era avvicinato al mondo delle competizioni nel ’60, acquistando una vecchia Cooper e un furgone per trasportarla sui circuiti e noleggiarla ai piloti desiderosi di guidarla: c’era, in lui, l’idea di concepire il motorsport anche come possibile fonte di business, non solo come passione da soddisfare. Ciò non gli impedì di proseguire la propria carriera anche come driver, in verità di non eccelso livello, e meccanico, dando assistenza a Jonathan Williams, con il quale non aveva nessun legame di parentela. Nel 1966 Frank fondò, insieme con Piers Courage, la sua prima squadra, con lo scopo di far correre in Formula 2 e Formula 3 monoposto della Brabham, dalla quale comprò poi anche un telaio di Formula 1, da affidare sempre all’amico Courage. Nel ’70, Williams entrò a far parte dell’avventura nei Gran Premi di Alejandro De Tomaso, gestendone la monoposto: al Gran Premio di Olanda di quell’anno, però, conobbe il suo primo immenso dolore, con la morte di Courage per un drammatico incidente. Nella stagione successiva, Frank fece correre con i colori della Politoys una March, affidandola a Henri Pescarolo, prima di debuttare, nel ’73, con la prima vettura costruita in proprio, progettata da Len Bailey. Il suo nome si sarebbe in seguito associato a diversi altri piloti, come Nanni Galli, Howden Ganley e Arturo Merzario, e al magnate austro-canadese Walter Wolf. Non furono anni facili per Frank, ma la svolta era vicina: le cose, infatti, cambiarono a partire dal 1977, anno di nascita della Williams Grand Prix Engineering, fondata con Patrick Head.

Ambizioni e trionfi. Da allora, infatti, grazie anche all’arrivo di sponsor importanti, l’ascesa sarebbe stata rapida. Nel 1979 Clay Regazzoni ottenne la prima vittoria per il team al GP di Gran Bretagna, guidando la FW07 con motore Ford Cosworth; solo un anno dopo, la Williams è sul tetto del mondo, con la conquista dei suoi primi titoli mondiali, Costruttori e Piloti (alla guida, l’australiano Alan Jones). Tra il 1979 e il ’97, la sua squadra vincerà nove Mondiali e 113 Gran Premi. Il palmarès comprende il titolo Costruttori del 1981, quello Piloti dell’82 con Keke Rosberg, quello Costruttori dell’86, quelli Costruttori e Piloti (con Nelson Piquet) dell’87, quelli Costruttori e Piloti del ’92 e del ’93 con Nigel Mansell e Alain Prost, quello Costruttori del ’94, e quelli Costruttori e Piloti (con Damon Hill e Jacques Villeneuve) del 1996 e ’97. Fu questo l’ultimo trionfo assoluto per la squadra, le cui fortune sono poi andate progressivamente declinando, nonostante un periodo di associazione negli anni 2000 con un grande costruttore come la BMW.

I grandi dolori. La vita di Williams, costellata di trionfi, ha vissuto anche pagine buie. Nel marzo del 1986, Frank ebbe un gravissimo incidente mentre si recava con una Ford Sierra a noleggio dall’aeroporto di Nizza al circuito Paul Ricard insieme con Peter Windsor: perso il controllo della vettura, si ribaltò subendo una frattura spinale che lo costrinse a utilizzare per sempre una sedia a rotelle. Il 1° maggio del 1994, la tragedia di Imola: Ayrton Senna, grande campione e idolo dei tifosi perse la vita con una delle sue monoposto. Ne seguì un processo davanti alla giustizia italiana, durante il quale venne individuata, come causa dell’uscita di pista, la rottura del piantone dello sterzo della vettura, saldato in precedenza. Williams e Patrick Head vennero poi assolti dai tribunali, dopo diversi anni e molte perizie. In Formula 1, Frank rimarrà comunque fino al 2012, conservando poi un ruolo onorario, mentre quello di team principal effettivo passava alla figlia Claire. Che, del padre, ha in passato elogiato “la straordinaria tenacia e resilienza, derivanti entrambi dalla passione e dall’enorme amore che ha nutrito per la Formula 1 in tutta la sua vita”. Con sir Frank Williams, dunque, se n’è andato un pezzo di grandissima importanza della storia della Formula 1. Al cordoglio della famiglia, in particolare dei figli Jonathan, Claire e Jaime, e della squadra che porta il suo nome si unisce la Redazione di Quattroruote.

COMMENTI

  • Del personaggio e dell'uomo parla la storia, inutile aggiungere altro. Vorrei però ricordare un episodio che non ho letto nelle varie cronache dei media apparse ieri e oggi. Si tratta del passaggio di Alesi in Ferrari, il francese di origini italiche nel 1990 era sotto contratto con Tyrrell, firmò per la stagione 91 con Williams, ma una volta vista la possibilità di andare in Ferrari firmò pure con Cesare Fiorio per approdare a Maranello, aveva così 3 contratti validi. La vicenda si risolse in questo modo, Ken Tyrrell volle dalla Williams un risarcimento in denaro, mentre Franck, a testimonianza della sua passione per i motori, chiese invece a Ferrari la cessione della monoposto "640" (quella di Barnard col cambio elettroattuato, allora una novità per la F1) per esporla nel suo museo. .......... Ha raccolto tanto, poteva forse raccogliere di più, ma a volte la storia si compensa. Penso al mondiale fortunoso (non fortunato) di Keke Rosberg nel 1982, un solo GP vinto e solo a seguito delle tragedie in casa Ferrari, ma anche il mondiale perso da Mansell nel 1986 per lo scoppio della gomma ad Adelaide quando ormai mancavano pochi chilometri dal meritato trionfo, la dea bendata da, la stessa dea toglie. ........ Sit tibi terra levis Sir Franck......
  • Un vero signore della F1. Probabilmente l'ultimo, forse l'unico. Onore alla sua memoria
  • Addio Frank. Un altro pezzo di Storia della F.1 che se ne va