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Porsche
Al Centro Tecnico di Nardò si testano le tecnologie del futuro

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Al Centro Tecnico di Nardò si testano le tecnologie del futuro
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Il Centro Tecnico di Nardò diventerà il banco di prova per le tecnologie che vedremo sulle Porsche del futuro. La Casa tedesca, proprietaria della struttura pugliese, sta infatti investendo per ammodernare le piste e le infrastrutture in modo da poter testare sul circuito diversi elementi, dai sistemi di guida assistita fino ai nuovi powertrain elettrici.

Verso la guida autonoma. Il primo campo in cui si sono concentrati gli investimenti è quello degli Adas: l'NTC (Nardò Technical Centre, ndr) ora è attrezzato per testare sistemi di ausilio alla guida fino al livello 4 della scala Sae. La pista circolare interna, che in passato era utilizzata principalmente per le prove dei veicoli commerciali, è stata dotata di una nuova segnaletica orizzontale: da una parte viene replicata una tipica autostrada europea a tre corsie, mentre un'altra sezione del tracciato è configurata come un'autostrada statunitense. In questo modo gli ingegneri possono collaudare le funzioni di guida autonoma in un ambiente controllato, ma estremamente realistico. Il costruttore, inoltre, intende creare una “Sim City”, ossia una "città simulata": un'area con edifici e segnali stradali nella quale è possibile impostare diversi scenari urbani utili a testare i vari Adas e la comunicazione tra veicoli e infrastrutture circostanti attraverso le tecnologie Car2X.

Das Nardo Technical Center von Porsche Engineering

Collaudatori robot. Secondo la casa, tra qualche anno alcuni test potrebbero essere effettuati senza l’intervento dell’uomo, automatizzandone lo svolgimento: già nel febbraio dell’anno scorso, infatti, una Porsche Cayenne ha percorso in completa autonomia più di 600 chilometri sul circuito a una velocità massima di 130 km/h. Nello svolgimento di questa prova, un collaudatore era presente a bordo per motivi di sicurezza, ma il controllo della Suv era affidato a un robot che azionava il volante e i pedali.

Batterie sotto stress. La Porsche ha previsto anche un investimento nella mobilità elettrica, con l’installazione di sistemi di ricarica di ogni tipo, dalle wallbox da 7 kW alle colonnine ultrafast da 350 kW. Per mettere alla prova le batterie dei veicoli, la Porsche ha anche aggiornato le strutture dedicate agli stress-test sugli accumulatori, durante i quali un’auto elettrica viene chiusa in un container sigillato ermeticamente ed esposta a temperature fino a 700 gradi. Quando i sensori rilevano la presenza di fumo, si attiva il sistema di allagamento che pompa nel container 800 litri di acqua al minuto con una pressione di sei bar.

COMMENTI

  • Ogni volta che passo da Nardo' e penso alla fesseria della vendita di quel gioiello di pista mi girano...
  • Bisogna ringraziare "San Porsche" se oggi Nardò continua ad essere un centro di eccellenza tecnologica europea e che crea un giro d'affari sia diretto che indotto nella zona, perchè se fosse dipeso dall'allora Fiat, probabilmente oggi li pascolerebbero ovini e bovini.....
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