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Volkswagen
Diess: "Progetteremo internamente i chip per le auto a guida autonoma"

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Diess: "Progetteremo internamente i chip per le auto a guida autonoma"
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Il gruppo Volkswagen ha in programma di progettare e sviluppare internamente i microprocessori ad alta potenza per i veicoli a guida autonoma, insieme ai relativi software. A rivelarlo è stato l’amministratore delegato Herbert Diess il quale, durante un’intervista al quotidiano Handelsblatt, ha illustrato le strategie del costruttore tedesco per la gestione di alcune delle componenti ormai imprescindibili per la mobilità del futuro. 

La crisi dei chip. La questione dei semiconduttori tiene banco ormai da diversi mesi: la carenza di chip sta causando frequenti stop produttivi in tutto il mondo e creando non pochi problemi al settore automobilistico. Le cause sono legate sostanzialmente a un aumento imprevisto della domanda in un contesto di difficoltà logistiche e scarsa programmazione. L’unica soluzione per risolvere l'empasse è un aumento della produzione, anche perché è previsto che le richieste del mondo delle quattro ruote saranno in forte aumento nei prossimi anni, sulla scia del crescente utilizzo di componenti elettroniche per le auto elettriche o per i sistemi di assistenza alla guida. Basti pensare che pochi giorni fa la Stm, azienda italo-francese tra le più esposte al settore automotive, ha deciso di aumentare a 2 miliardi di dollari gli investimenti previsti per soddisfare l’aumento delle richieste, provenienti ovviamente anche da altri settori, e di anticipare al 2021 l’obiettivo di ricavi per oltre 12 miliardi di dollari originariamente previsto per il 2023. 

La risposta dell’auto. Al momento il settore automobilistico non può che aspettare un miglioramento delle forniture, anche se negli ultimi giorni alcune Case hanno prolungato lo stato di crisi fino all’autunno e indicato un probabile peggioramento per il secondo trimestre. In ogni caso, i manager devono prepararsi a modificare l’approccio tenuto finora nei confronti dei loro fornitori. Ed è proprio questo quello che vuole fare il gruppo Volkswagen internalizzando una parte delle attività legate ai microprocessori. L’obiettivo è duplice: da una parte controllare più attentamente alcune fasi della catena del valore, dall’altro aumentare l'integrazione dei chip con i software (anche quest’ultimi sono di crescente importanza per la mobilità del futuro). "Per ottenere prestazioni ottimali, alla luce delle elevate esigenze che esistono per le automobili, il software e l'hardware devono uscire da una sola mano", ha spiegato Diess, sottolineando come la maggior integrazione possa consentire una più rapida implementazione di nuove funzioni sull’esempio di quanto già avviene alla Tesla.

Apple e Tesla. La Casa californiana, infatti, integra nelle sue applicazioni chip progettati su misura internamente ed è quindi in grado di sviluppare aggiornamenti software più velocemente di qualsiasi altro concorrente. La Tesla, però, non produce semiconduttori, ma si affida a fornitori esterni come fanno anche alcune grandi realtà dell’elettronica di consumo, per esempio la Apple. Le due aziende americane sono il termine di paragone per Diess perché, a suo dire, "hanno una maggiore competenza su come vengono definiti i semiconduttori". Anche la Volkswagen non ha intenzione di produrre internamente i microprocessori, ma come la Apple e la Tesla intende dotarsi di competenze specifiche e sviluppare eventuali brevetti. In tal senso, un crescente contributo lo dovrà fornire la nuova divisione informatica Car.Software

COMMENTI

  • Una garanzia, vista la capacità di sviluppo dimostrata con le ID, consegnate con il software "monco".