Tecnologia

Obrist HyperHybrid
Presentata Salone di Monaco una Tesla Model 3 plug-in

Obrist HyperHybrid
Presentata Salone di Monaco una Tesla Model 3 plug-in
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L'austriaca Obrist ha presentato all'IAA Mobility di Monaco una Tesla Model 3 con motore a benzina. L'annuncio sembra un controsenso, ma l'azienda ha scelto proprio l'elettrica californiana per mostrare le potenzialità del suo progetto, che prevede un'unità termica con funzione esclusiva di Range Extender alimentata con un innovativo carburante sintetico. Il sistema, battezzato HyperHybrid Mark II, rende la Model 3 una vettura ibrida plug-in.

Elettrica con range extender termico. La Obrist, giunta alla seconda generazione del proprio sistema, è convinta che questa soluzione possa risolvere i molteplici problemi che affliggono le Ev attuali. Il motore termico bicilindrico da 54 CV, denominato Zero Vibration Generator (ZVG), è stato progettato esclusivamente come generatore di energia, con il minor impatto possibile sul confort. La sua adozione ha permesso di eliminare le batterie di serie della Tesla e di installare accumulatori da soli 17,3 kWh, oltre a un motore elettrico da 136 CV posteriore. Il risparmio di peso complessivo emerso è di 250 kg, che si riflette positivamente sull'efficienza del veicolo e mantiene equilibrata la distribuzione delle masse tra i due assi. Una seconda variante dello stesso progetto, definita Performance, prevede invece batterie da 25,9 kWh, un motore elettrico da 272 CV e uno termico da 116 CV.

Sotto i 20 mila euro sul mercato. La Obrist ha previsto anche la possibilità di aggiungere la ricarica esterna delle batterie a 3 kW, trasformando di fatto la Tesla, come anticipato, in una plug-in hybrid. Il risultato è un veicolo con costi di produzione e praticità d'uso analoghi a quelli di una vettura endotermica tradizionale, ma con il confort e i vantaggi di un'elettrica. Al di là della scenografica scelta della Tesla come prototipo di sviluppo, la Obrist ritiene che una vettura dotata di questa tecnologia possa arrivare sul mercato a un prezzo inferiore ai 20 mila euro, diventando una scelta piuttosto accessibile tra i consumatori.

96 km di autonomia elettrica. I dati tecnici diffusi dalla Obrist parlano di un'autonomia elettrica di 96 km nel ciclo Wltp e di un consumo medio di 2,0 l/100 km e 23 g/km. Si tratta di valori che consentirebbero, in molti Paesi, di accedere alle massime agevolazioni economiche disponibili: l'autonomia totale con il serbatoio da 30 litri di benzina, tuttavia, non è stata resa nota. il powertrain Mark II rimarrà sperimentale, dal momento che l'obiettivo della Obrist è quello di sviluppare il Mark III con motori e batterie ancora più evoluti e realizzati in collaborazione con la ZF.

L'aFuel per un bilancio negativo di CO2. Come ulteriormente sforzo verso l'ecosostenibilità, la Obrist ha sviluppato anche un carburante sintetico, denominato aFuel, come naturale complemento del proprio powertrain. L'aFuel utilizza esclusivamente fonti rinnovabili ed è composto da eMethanol, prodotto attraverso il processo proprietario CSink. Secondo l'azienda austriaca, permetterebbe di ottenere un bilancio negativo di CO2 (-24 g/km stando alla nota stampa rilasciata). Questo risultato verrebbe conseguito catturando la CO2 durante la lavorazione per rendere il prodotto stoccabile a tempo indefinito. L'adozione di questo carburante in combinazione con la tecnologia del propulsore ZVG assicurano alla Obrist la possibilità di puntare all'omologazione Euro 7.

COMMENTI

  • ma assolutamente no. sia gli ibridi plugin che l'Efuel sono porcate che devono finire il prima possibile: continuano ad inquinare fingendo di essere soluzioni "verdi"
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  • Ma non è la stessa notizia di oltre un anno fa di quello che aveva messo un piccolo motore a scoppio in una Model 3, forse era austriaco. Ma che senso ha riprenderla? Lo aveva fatto in modo provocatorio, ma alla fine pure Mercedes dice che le plug in sono un inutile complicazione sulla quale non ha senso investire.