Tecnologia

Guida assistita
Livello 3, Stellantis capofila della sperimentazione europea su strade pubbliche

Guida assistita
Livello 3, Stellantis capofila della sperimentazione europea su strade pubbliche
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Settanta automobili opportunamente equipaggiate per sostituire, in determinate situazioni, il pilota in carne e ossa; 750 collaudatori esperti; 400 mila chilometri in autostrada, di cui la metà senza intervento umano; 24 mila percorsi in scenari urbani, di cui 22.200 in modalità "self-driving" e 1.800 in manuale come riscontro; 14 siti pilota e sette paesi attraversati. Sono questi i numeri della sperimentazione sugli Adas condotta nell’ambito del progetto europeo L3Pilot, finalizzato a testare su strada l’affidabilità dei sistemi di guida assistita di livello 3, il prossimo step nella scala Sae per le auto robotizzate.

Tutta un’altra dimensione. Il livello 3 porta gli Adas in tutta un’altra dimensione perché, in determinati contesti, non prevede più per il guidatore l’obbligo di tenere le mani sul volante e gli occhi costantemente sulla strada, ma soltanto di essere pronto a riprendere i comandi qualora il sistema lo richieda. Il progetto, della durata di quattro anni, ha coinvolto 34 partner, costituiti da Case automobilistiche (tra le quali Stellantis ha assunto il ruolo guida per le operazioni di test su strada con sedici automobili coinvolte), fornitori di sistemi, istituti di ricerca ed enti di gestione delle diverse reti viarie.

I risultati presentati ad Amburgo. Secondo il costruttore, il progetto L3Pilot è "uno dei più importanti" per la guida robotizzata, "poiché è focalizzato sulla verifica e sulla valutazione di questa tecnologia come efficiente mezzo di trasporto in condizioni di traffico reale su strade pubbliche", con un occhio particolare sull’impatto sulla circolazione e sulla sicurezza. I risultati della lunga sperimentazione sono oggetto del convegno conclusivo Amburgo, in Germania, previsto il 13 e 14 ottobre nella cornice dell’ITS World Congress. Il prossimo passo? È già pronto e co-finanziato dall’Unione Europea: si chiama Hi-Drive e da oggi al 2025 intende affrontare sul campo una serie di ulteriori sfide chiave per l’impiego diffuso di livelli più avanzati di guida automatizzata.

COMMENTI

  • si sono accorti che i microchip mancano? non so se ha senso progettare microchip grandi come l'auto.