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Depositati i brevetti per un volante a cloche

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Depositati i brevetti per un volante a cloche
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Sulle concept, ormai, nemmeno li noti più. Ma è diverso quando appaiono su un’auto nuova e avviata verso la produzione di serie, com’è successo in occasione del restyling della Tesla Model S e, più recentemente, al debutto della Toyota bZ4X. Dove la loro presenza non è per puro show. Parliamo di quei volanti strani, a metà strada tra una cloche aeronautica e i joystick di una console di gaming che, con la guida automatizzata sullo sfondo, si affacciano al mondo delle quattro ruote. Ne abbiamo già parlato in una foto gallery ad hoc: ora, le ultime tracce arrivano da alcuni brevetti depositati dalla BMW per un comando molto più piccolo del normale, utilizzabile anche con una sola mano.

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Poco sforzo. Il segreto sta in due maniglie a forma di “L”, posizionate alle due estremità, che possono ruotare indipendentemente dall’elemento centrale, il quale rimarrebbe nella posizione standard anche in curva. Come si evince dalle immagini, girando di 90, 180 o 270 gradi, l’orientamento delle dita non cambia e l’operazione si può compiere esclusivamente con una mano.

Multiforme ingegno. Ma non è, questa, l’unica caratteristica particolare della cloche brevettata da BMW, la quale può assumere diverse configurazioni, tra cui (figura 2) una prevista specificamente per le condizioni di marcia in cui l’intervento del guidatore non è richiesto. La stessa Casa, d’altronde, spiega chiaramente come un dispositivo del genere, che ripensa e ridisegna il concetto tradizionale di volante, nasca proprio – si legge nel documento depositato allo “United States Patent and Trademark Office” – “nell’ambito dello sviluppo di veicoli almeno parzialmente a guida autonoma”. Di livello 3 o superiore, insomma.

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Bisogna "fare spazio". La (ancora remota) prospettiva in cui il guidatore potrà, in alcuni contesti, delegare al sistema di bordo la conduzione della vettura per dedicarsi ad altre faccende, ha ormai da tempo spinto i car designer - perlopiù nei progetti di show car - a stravolgere i comandi dell’auto, con una costante: renderli sempre più compatti e flessibili, per liberare spazi necessari all’infotainment e, più in generale, alle attività a cui un driver potrebbe dedicarsi non dovendo più pensare a guidare. In un certo senso, dunque, sembrano destinati a diventare marginali.

A che punto siamo. Premessa doverosa: il deposito del brevetto in questione serve a “proteggere” il concept e il design di questo avveniristico volante, ma in sé non dà indicazioni (né garanzie) sull’effettiva intenzione da parte della BMW di produrre il dispositivo. Diverso è il discorso per il comando con tecnologia “steer-by-wire” della bZ4X, già confermato dalla Casa giapponese. Una soluzione, quella scelta dalla Casa giapponese, che la Tesla – per ammissione dello stesso Elon Musk - vuole implementare sul suo “yoke steering wheel”, annunciato anche per il Cybertruck ma, in passato, oggetto di critiche dai tester americani di Consumer Reports. Dalle prove condotte su alcuni esemplari della Model S, infatti, è emerso che la forma particolare della cloche, pur garantendo una maggiore visibilità del quadro strumenti, presenta diverse criticità. Una su tutte, l’impossibilità di garantire (proprio a causa della ridotta superficie della corona) un’impugnatura salda ad ogni angolo di sterzo, complicando le operazioni in caso di manovre d’emergenza per correggere eventuali sbandate.

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