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Hyundai
La realtà virtuale per disegnare le auto di domani

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La realtà virtuale per disegnare le auto di domani
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Realtà aumentata, realtà virtuale, riunioni a migliaia di chilometri di distanza: collegati attraverso visori e sensori di movimento. L’era della modellazione in clay delle proposte di stile sembra aver fatto il suo tempo, o quasi. La digitalizzazione è entrata dalla porta principale nei Centri Stile delle più importanti Case automobilistiche, come ci racconta Thomas Bürkle, Chief Designer di Hyundai Motor Europe. Un processo iniziato diversi anni fa e che la pandemia ha soltanto accelerato per arrivare a giocare oggi un ruolo fondamentale nel lavoro dei designer, con importanti benefici sulle tempistiche e sull’ambiente.

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Basta un visore. Non è cosa nuova che - da decenni - i designer si avvalgano della tecnologia per dare forma alle loro creazioni, ma fino a pochi anni fa l’ultima parola in ogni passaggio dello sviluppo stilistico era data soltanto “dal vivo”. Ora è tutto diverso: designer e dirigenti della Hyundai indossano sofisticati visori e, senza dover lasciare la propria casa o ufficio, possono “toccare con mano” i modelli e richiedere in tempi molto brevi modifiche che prima avrebbero necessitato di settimane di lavoro di rimodellazione del clay.

Grandi benefici. Abbiamo potuto testare l’importanza e l’accuratezza di queste nuove tecnologie con il prototipo Hyundai Concept Seven, la futura suv elettrica di grandi dimensioni che - nelle sue forme definitive - arriverà sul mercato il prossimo anno. Il modello digitale ha le dimensioni della vettura reale e ne riprende ogni singolo particolare. Proprio come nella realtà si può camminare attorno al modello, allontanarsi e avvicinarsi per osservare da ogni angolatura le proporzioni della carrozzeria e le linee che la scolpiscono. Anche l’abitacolo offre lo stesso livello di dettaglio: in questo caso, naturalmente, la sensazione di aderenza con la realtà è più limitata, ma almeno nelle fasi iniziali del progetto, spiegano i designer, è sufficiente a prendere la direzione “giusta” per lo stile dei principali componenti come la plancia, la consolle centrale e i pannelli delle portiere. Si risparmia così tempo (circa il 30%) e si riducono le emissioni con minori spostamenti di oggetti e persone da una parte all’altra del globo. La digitalizzazione del processo di design comporta, inoltre, un ulteriore vantaggio: stilisti e ingegneri possono cooperare da subito sul prototipo coordinando il lavoro di sviluppo meccanico ed estetico senza bisogno di ulteriori aggiustamenti in corso d’opera.

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Toccare con mano. I prototipi modellati in clay, tuttavia, non sono del tutto scomparsi: verso il termine del progetto e l’avvicinarsi della messa in produzione, è soltanto un modello 100% reale a poter fornire l’ok definitivo. Nei centri stile un ruolo fondamentale è giocato anche dalle stampanti 3D: componenti interne ed esterne dell’auto, anche di notevoli dimensioni, possono essere create in poche ore da zero senza bisogno di rivolgersi a fornitori esterni o altri reparti della casa automobilistica. Anche in questo caso, la funzione è chiara: ridurre i tempi di sviluppo e risparmiare risorse economiche e ambientali.

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