Tecnologia

Vehicle-to-grid
Parte (da Utrecht) la sperimentazione della Hyundai

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Parte (da Utrecht) la sperimentazione della Hyundai
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Dalla teoria alla pratica, la rivoluzione elettrica assume necessariamente i tempi di un’evoluzione: anche il più lungo dei viaggi, del resto, comincia con piccoli passi. È questa la chiave di lettura in cui, al momento, vanno interpretate le sperimentazioni nell’ambito del vehicle-to-grid bidirezionale (V2G). Ovvero della tecnologia che permette alle batterie delle Bev di restituire alla rete l’energia accumulata in precedenza. Come faranno le Ioniq 5 che la Hyundai metterà a disposizione della città di Utrecht.

Le ambizioni di Cartesius. No, non quelle di René Descartes, ma del distretto che Utrecht gli ha dedicato (per farsi perdonare, probabilmente, la condanna che la locale università inflisse al matematico e filosofo francese nel 1643). Grazie alla collaborazione tra Hyundai Europe e We Drive Solar, il quartiere dotato di V2G sarà un passo importante verso l’obiettivo di diventare la prima città e regione al mondo dotata di un ecosistema energetico bidirezionale. Un’ambizione che Utrecht - considerata la località più bike-friendly dei Paesi Bassi - coltiva già da qualche anno: negli ultimi tre ha costruito un migliaio di punti di ricarica bidirezionali, a fronte di una popolazione che non supera i 400 mila abitanti.

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Car sharing e restituzione di energia. Per diventare protagoniste del progetto, 25 Ioniq 5 saranno equipaggiate di apparati specifici (non disponibili sui modelli di serie). La flotta, che a regime arriverà a 150 esemplari, è affidata a We Drive Solar, operatore locale di car sharing che per la ricarica utilizza esclusivamente energia solare. I residenti negli oltre 2.500 appartamenti che saranno prossimamente costruiti nel distretto in questione avranno quindi a disposizione un mezzo di trasporto condiviso ma anche, in caso di necessità, una Bev in grado di restituire energia alla rete, ma anche alle abitazioni (vehicle-to-home, abbreviato in V2H) e agli edifici (V2B, dove B sta per building). In un ecosistema bidirezionale le vetture elettriche diventano stabilizzatori che accumulano energia quando è prodotta in eccesso e la cedono nei momenti di picco dei consumi, svolgendo un ruolo fondamentale in una rete alimentata da fonti rinnovabili.

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Sperimentazioni in corso. Alla tecnologia di ricarica bidirezionale stanno lavorando molte Case. Dalla Nissan, tra le prime (la Leaf è V2G di serie dal 2010), alla Tesla, a lungo scettica sul tema, che da qualche mese ha avviato un trial con 500 proprietari in Australia, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Svezia, Germania e Regno Unito. Anche Audi, BMW, Honda, Mercedes-Benz e Renault hanno (o hanno avuto) progetti di vehicle-to-grid. Non mancano all’appello le francesi di Stellantis. Sul fronte italiano del gruppo, a Mirafiori continua l’ampliamento del parcheggio V2G che, una volta completato, sarà la più grande infrastruttura del genere al mondo.

Decreti ministeriali e Pnrr. Nel febbraio 2020, il V2G è entrato ufficialmente nella via italiana alla mobilità elettrica. In quella data, infatti, un decreto ministeriale, previsto dalla Manovra 2018, definisce le regole di partecipazione ai mercati elettrici. Tra le molte tecnicalità, quella che più interessa i proprietari di una Bev è la possibilità di entrare a far parte delle Unità virtuali abilitate miste (Uvam). Alle Uvam è consentito di operare come se fossero un unico impianto virtuale di produzione/consumo elettrico con una taglia che il decreto ha abbassato a 200 kW. I vantaggi per il proprietario di un'auto a emissioni zero derivano dalla remunerazione dell’elettricità che cede alla rete. D’altro canto, l’aumento dei flussi di energia potrebbe accelerare il degrado delle batterie. Due aspetti ancora tutti da quantificare. Il vehicle-to-grid è contemplato anche nel Pnrr, per quando riguarda lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica private.

COMMENTI

  • Soluzione evidentemente dedicata ai clienti NLT, perchè voglio vederlo il privato cittadino che dopo aver acquistato a caro prezzo la sua auto elettrica, poi la sottopone ai numerosi cicli di carica/scarica anche quando è ferma, cicli che inevitabilmente accorciano la vita delle batterie, le quali già rappresentano la grande criticità di tali motorizzazioni...