Tecnologia

Ritorno a Genova

Nel cuore del ponte

A tre anni dal crollo del viadotto Morandi siamo andati a scoprire i segreti della spettacolare struttura che, costruita in tempi record, ne ha preso il posto

di Emilio Deleidi | foto di Davide Pambianchi |
  • Il Ponte San Giorgio viene gestito come fosse una “macchina”: i dati rilevati da 250 sensori convergono in un “fabbricato tecnologico” dove server, computer e interfaccia grafiche consentono un monitoraggio continuo.
  • Siamo entrati al suo interno, percorrendo un camminamento metallico circondati dai tubi dell’impianto di aerazione, che mantiene costante l’umidità del cassone al 40% per evitare processi di corrosione.
  • Quattro robot di due tipi diversi, dotati di meccatronica cognitiva, puliscono celle fotovoltaiche e barriere trasparenti e scattano migliaia di fotografie alla struttura, rilevando automaticamente eventuali anomalie.

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