Genova, conto alla rovescia per il nuovo ponte - Quattroruote.it
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Conto alla rovescia per il nuovo ponte

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Conto alla rovescia per il nuovo ponte
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Neanche la pandemia del coronavirus è riuscita a fermare i lavori. Certo, il contagio di alcuni operai ha imposto di mettere in quarantena una cinquantina di colleghi entrati in contatto con loro e di adottare un piano di sanificazione straordinaria degli spazi comuni del cantiere, ma la realizzazione del nuovo ponte di Genova, destinato a sostituire il Morandi crollato il 18 agosto del 2018, non si è mai arrestata, tanto da contenere il ritardo sul programma originale del cantiere in circa tre settimane. E il conto alla rovescia per il completamento dell’opera è, ormai, agli sgoccioli.

Passi decisivi. Il 10 aprile, i tecnici del consorzio "Per Genova", nato dalla joint venture tra Fincantieri e Salini Impregilo, ha completato, con il sollevamento del secondo concio, le campate tra le prime due pile del lato di Ponente (in tutto, ce ne saranno 18); il 21 aprile, nel cuore della notte, è stata poi collocata in quota la penultima campata, posta tra le pile 2 e 3, lunga 44 metri e pesante circa 940 tonnellate.

Ultimo sforzo. Nei prossimi giorni, come anticipato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, la struttura sarà completata con il varo dell’impalcato e tra le pile 11 e 12, raggiungendo così la lunghezza complessiva di 1.067 metri. Una tappa importante, anche visivamente, perché renderà possibile apprezzare la nuova opera in tutta la sua interezza, dopo soli 10 mesi dal getto della prima fondazione delle pile, avvenuta il 24 giugno 2019. Il risultato è stato ottenuto con l’impegno, ventiquattr’ore su ventiquattro in tre turni di presenze, di più di un migliaio di persone, considerando anche quelle delle imprese dell’indotto.

Le finiture. Poi, naturalmente, ci sarà ancora molto lavoro da fare, prima che il ponte diventi percorribile. Bisognerò, infatti, gettare la soletta di calcestruzzo, spessa 21 centimetri, che farà da base alla pavimentazione stradale, e provvedere alle dotazioni tecnologiche sottostanti, necessarie per la raccolta dati (essenziali per monitorare lo stato dell’opera e provvedere tempestivamente alla manutenzione) e per garantire al viadotto l’autosufficienza energetica. Infine, verrà il momento dei collaudi, assolutamente rigorosi, perché la sicurezza dell’opera dovrà essere totale, per ridare fiducia a tutti coloro che percorreranno il nuovo ponte. Genovesi e no

COMMENTI

  • Che paura, mi fà impressione tutto quello sbalzo della campata all'esterno della superficie di appoggio dei piloni. Praticamente ci sono 2 corsie a "balcone! Non è che se si forma una fila di veicoli solo su un lato, per un incidente magari, il peso tutto da una parte fà piegare il ponte da una parte? Speriamo abbiano fatto bene i calcoli strutturali ....