Nuovo ponte di Genova: varata l'ultima campata - Quattroruote.it
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Ponte di Genova
Varata la campata che completa la struttura

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Varata la campata che completa la struttura
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Il nuovo ponte di Genova è formato. 620 giorni dopo il tragico crollo del Morandi (18 agosto 2018), il varo dell'ultima campata che compone la struttura portante del viadotto è avvenuto oggi, 28 aprile, alla presenza delle massime cariche dello Stato, a partire dal premier, Giuseppe Conte, e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Per l'apertura al traffico bisognerà attendere: “Sarà finito nei prossimi due o tre mesi”, ha detto il sindaco di Genova e commissario straordinario per la ricostruzione, Marco Bucci.

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Ricongiunti Ponente e Levante. Il “tassello finale”, una trave di acciaio che è andata a chiudere il percorso sul versante Est, tra le pile 11 e 12, era in posizione dalla serata di ieri: sollevata a 40 metri di altezza e pronta ad essere unita all'impalcato. Un momento, quest'ultimo, particolarmente significativo per la città, anche se i lavori per il ponte non sono ancora terminati: dovrà infatti essere gettata la soletta di calcestruzzo, che farà da base alla pavimentazione stradale; occorrono le dotazioni tecnologiche sottostanti, necessarie per la raccolta dati (per monitorare lo stato dell’opera e provvedere tempestivamente alla manutenzione) e per garantire al viadotto l’autosufficienza energetica; poi arriverà il momento dei collaudi e della messa in sicurezza finale. Siamo però entrati ufficialmente nella fase conclusiva dell'opera, realizzata su un progetto donato dell'architetto Renzo Piano.

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Nella foto, in primo piano da sinistra verso destra, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente del consiglio Giuseppe Conte, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. 

Un'impresa senza pause. Il cantiere del nuovo ponte non si è mai fermato, nemmeno nel lockdown dovuto alla pandemia di coronavirus (anche se il contagio di alcuni operai aveva imposto, nei giorni scorsi, la quarantena per alcuni lavoratori). Dal palo della prima pila, posto il 15 aprile 2019, passando per la salita della prima campata (l'1 ottobre scorso) fino all'ultima, l'infrastruttura che sostituisce il Morandi, costruita dal consorzio "Per Genova" (joint venture tra Fincantieri e Salini Impregilo) ha preso forma: un viadotto lungo oltre 1060 metri, che ha richiesto oltre 60 mila ore di lavoro e ha impiegato 17.500 tonnellate d'acciaio. E un simbolo dell'Italia che riparte.

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Le dichiarazioni di Conte. “Questo è il cantiere dell'Italia che sa rimboccarsi le maniche e non si è abbattuta per la tragedia” ha detto Conte, che ha sottolineato la rapidità con cui l'opera è in via di compimento: “Siamo nei tempi e tra poco torneremo per l'inaugurazione, perché il progetto è pressoché completo”, ha aggiunto il presidente del consiglio. Senza però dimenticare l'aspetto drammatico della vicenda, che è iniziata con il crollo del Morandi e la morte di 43 persone: “Oggi suturiamo una ferita – ha detto il premier - una ferita che non potrà tuttavia mai rimarginarsi”.

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