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Lombardia, Piemonte, Calabria e Basilicata diventano zone gialle

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Lombardia, Piemonte, Calabria e Basilicata diventano zone gialle
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Nuove ordinanze cambiano ancora i colori dello Stivale in seguito all’evolversi della crisi sanitaria e al variare dei livelli di rischio nelle Regioni italiane: dal 13 dicembre, Lombardia, Piemonte, Calabria e Basilicata diventeranno infatti zone gialle, con conseguente allentamento dei vincoli negli spostamenti per chi vi abita. A partire da domenica, poi, in base agli ultimi provvedimenti del ministero della Salute, l'Abruzzo passerà da zona rossa a zona arancione, dopo che, proprio oggi, il Tar dell'Aquila ha sospeso l'ordinanza del governatore Marsilio, con la quale, nei giorni scorsi, la Regione aveva applicato autonomamente la zona arancione.  

Più liberi di muoversi. Le ordinanze sulle nuove zone di rischio sono state firmate in serata dal ministro Roberto Speranza, dopo il consueto vertice tra il ministero della Salute e il Comitato tecnico-scientifico sui dati aggiornati della pandemia trasmessi dall’Istituto superiore di sanità. È bene dunque ricordare cosa cambia per gli abitanti delle Regioni che da arancioni vengono "promosse" a gialle. Fatta eccezione per il coprifuoco (che scatta dalle ore 22 alle 5 del mattino), è concesso spostarsi liberamente sul territorio, senza limitazioni a livello comunale; libera uscita anche dalla Regione, ma solo per raggiungere un’altra area di pari livello di rischio sanitario; da una zona gialla a una rossa o arancione è invece possibile recarsi solo in caso di necessità, urgenza, salute o per motivi di lavoro, muniti di modulo di autocertificazione: le stesse condizioni valgono per gli spostamenti durante l'orario del coprifuoco. Inoltre, nelle Regioni gialle bar e ristoranti sono aperti fino alle 18.00 (dopo, come altrove, sono permessi solo l’asporto, fino alle 22, e la consegna a domicilio). I centri commerciali sono aperti nei giorni feriali, mentre gli spostamenti non necessari, come le visite ai parenti, non sono espressamente vietati: tuttavia, il governo raccomanda di evitarli.

Giro di vite dal 21 dicembre al 6 gennaio. Il quadro delineato vale in condizioni normali, ma cambierà, anche per le zone gialle, nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021, per via delle misure più restrittive introdotte dal cosiddetto Dpcm Natale. Nello specifico, il provvedimento vieta in tutta Italia ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse Regioni o province autonome, a prescindere dal colore e dal livello di rischio sanitario. La stretta blocca anche i trasferimenti nelle seconde case e, per le giornate del 25 e del 26 dicembre e dell'1 gennaio 2021, proibisce il movimento da Comune a Comune, salvo che per le solite eccezioni: esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità, tra le quali sono comprese l’assistenza a un familiare non autosufficiente, la visita a figli minorenni (per chi è separato o divorziato) e il ricongiungimento tra conviventi nella consueta dimora. Non è invece concessa l'uscita dal proprio Comune per raggiungere le seconde case, mentre è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Possibili deroghe sui giorni di festa. Negli ultimi giorni, però, alcuni punti dell'ultimo Dpcm sono tornati in discussione su pressione dell’opposizione e dei governatori. In particolare viene contestato il blocco tout-court degli spostamenti tra Comuni nelle zone gialle in occasione delle festività: una decisione che penalizza maggiormente chi risiede in piccoli paesi rispetto agli abitanti delle grandi città. Stando agli ultimi sviluppi, il governo potrebbe optare per una parziale retromarcia, ma le eventuali concessioni sono ancora oggetto di trattativa. In questo senso, il premier Giuseppe Conte ha aperto a un confronto con il Parlamento, precisando però che "qualsiasi misura che possa essere un’eccezione va assunta con cautela". La decisione a riguardo dovrebbe comunque essere demandata alle Camere.

Il caso Abruzzo. Tra le Regioni che cambieranno colore da domenica prossima c'è anche l'Abruzzo, la cui situazione è particolare. L'ordinanza del ministro Speranza, infatti, ne sancisce l'imminente passaggio da zona rossa a zona arancione nello stesso giorno in cui il Tar dell’Aquila ha deciso di sospendere il provvedimento del governatore Marsilio, varato giorni fa per applicare nella sua Regione le regole delle zone arancioni. Il tribunale ha accolto la richiesta sospensiva avanzata da Palazzo Chigi, contrario all'iniziativa di Marsilio: l’avvocatura dello Stato aveva presentato ricorso per conto della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute chiedendo l’annullamento dell’ordinanza. Dunque, domani, sabato 14 dicembre, l'Abruzzo tornerà zona rossa per un giorno.

Le regole dell'arancione. Dal 15 dicembre, però, i cittadini abruzzesi potranno muoversi più liberamente all’interno del proprio Comune, come previsto dalle norme per le zone arancioni, nelle quali, tuttavia, resta sempre vietato, salvo che per motivi di lavoro, di studio, di necessità o di salute, spostarsi da Comune a Comune, così come uscire dalla Regione. In ogni caso, resta valida la raccomandazione del governo di evitare tutti gli spostamenti non strettamente necessari nell'arco della giornata. Bar e ristoranti - come pure musei, mostre, palestre, piscine, teatri, sale scommesse e cinema – rimangono chiusi sette giorni su sette: l'asporto è consentito fino alle 22, la consegna a domicilio invece non prevede restrizioni di orario. I centri commerciali devono abbassare le saracinesche nei giorni festivi e prefestivi, mentre le scuole superiori e le università applicano la didattica a distanza, a differenza delle scuole dell'infanzia, delle elementari e delle medie. Sui mezzi pubblici la capacità è limitata al 50% dei posti disponibili.

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