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Dall'11 gennaio tornano le divisioni per fasce

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Dall'11 gennaio tornano le divisioni per fasce
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Il Consiglio dei ministri ha prolungato fino al 10 gennaio le limitazioni già attive durante il periodo natalizio, confermando che dall'11 gennaio l'Italia tornerà a essere suddivisa in almeno tre fasce di colore, proprio come negli ultimi mesi del 2020. Il 15 gennaio, poi, il presidente del Consiglio dovrà approvare un nuovo Dpcm che potrebbe modificare ulteriormente le disposizioni sulla mobilità e quelle sull'apertura di esercizi commerciali e scuole. Il prolungamento delle restrizioni servirà anche per consentire agli esperti del Cts di fissare delle nuove soglie per i valori dell'indice di contagio Rt, rimodulate dall'11 gennaio: per la zona rossa basterà un tasso di contagiosità di 1,25 e non più di 1,5 come in precedenza, mentre per l'arancione la soglia sarà fissata a 1. Tutte le Regioni hanno condiviso l'abbassamento dei valori per garantire la sicurezza dei cittadini con l'applicazione di misure più restrittive. Ma non sarà solo l'Rt a classificare le varie zone: le nuove limitazioni si applicheranno anche nelle Regioni "con un'incidenza dei contagi superiore a 50 casi ogni 100 mila abitanti", in modo da evitare che i territori con una circolazione virale bassa possano passare da zona gialla ad arancione solo per un singolo aumento dell'indice di contagiosità.

Le disposizioni dal 7 al 10 gennaio. Nei giorni feriali dopo l'Epifania, il 7 e l'8 gennaio, vi sarà un netto allentamento delle restrizioni e tutta Italia diventerà zona gialla. Gli spostamenti all'interno della Regione di residenza saranno dunque liberi (non servirà nemmeno l'autocertificazione) e gran parte delle attività commerciali, compresi bar e ristoranti, potranno aprire al pubblico rispettando le disposizioni di sicurezza previste. Nel week end del 9 e 10 gennaio, invece, la Penisola diventerà zona arancione: sarà consentito spostarsi solo all'interno del proprio Comune dalle 5 alle 22, i negozi potranno rimanere aperti ma bar e ristoranti dovranno effettuare solo servizi d'asporto e di consegna a domicilio. Rimarrà in vigore anche la deroga che consente gli spostamenti al di fuori dei Comuni con meno di 5.000 abitanti in un raggio di 30 km all'interno dei confini regionali, sempre senza la possibilità di raggiungerei capoluoghi di provincia.

Limitazioni alla mobilità confermate fino a metà gennaio. Venerdì 8 gennaio il governo riceverà l'esito del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità sulla base del quale verranno assegnate le fasce di colore alle varie Regioni. Fino all'introduzione del nuovo Dpcm, atteso per il 15 gennaio, rimarranno comunque vietati tutti gli spostamenti tra Regioni e province autonome, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e per il rientro presso la propria abitazione. Sono confermate anche tutte le altre limitazioni previste dal Dpcm 3 dicembre e dalle successive ordinanze, tra cui il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Si potrà comunque fare visita ad amici e parenti in massimo due persone oltre ai minori di 14 anni, con le stesse modalità del periodo natalizio. Anche in questo caso valgono le deroghe per gli abitanti dei Comuni più piccoli e per il rientro alla propria abitazione. Dall'11 gennaio, salvo nuove disposizioni, riapriranno le scuole superiori con attività didattica in presenza per il 50% degli alunni.

In arrivo una zona bianca? Per il momento, da Palazzo Chigi non sono state arrivate informazioni ufficiali sulle regole che potrebbero esser introdotte il prossimo 15 gennaio, ma in molti hanno già parlato della cosiddetta zona bianca, che nelle Regioni con indice Rt molto basso potrebbe mettere fine a gran parte delle limitazioni degli ultimi mesi. "Fino al 15 ci sono queste misure e stiamo inasprendo le soglie", ha affermato il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. "Tutti vorremmo Regioni bianche, è una cosa che è sul tavolo ma ne discuteremo al momento opportuno".  

COMMENTI

  • Ovvero non si lavora e si sta a casa. Il bello è che poi ci si lamenta che non si sostituiscono le auto, ma se stanno ferme, non fanno km, ergo non c'è la necessità di sostituzione- Quindi gli incentivi servono solo a quelli che vogliono l'auto all'ultima moda.