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Coronavirus un anno dopo: meno fiducia nei mezzi pubblici, sale la preferenza per l’auto

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Coronavirus un anno dopo: meno fiducia nei mezzi pubblici, sale la preferenza per l’auto
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L’automobile rimane il mezzo preferito degli italiani per i loro spostamenti abituali, mentre cresce la diffidenza verso i mezzi di trasporto pubblico. È questa la principale evidenza dello studio "A un anno dal lockdown, cosa è cambiato", condotto ad aprile dalla società di consulenza strategica Areté per verificare l’impatto del coronavirus sulla mobilità nel nostro Paese.  

I dati. In particolare, l’auto è il mezzo preferito per gli spostamenti dal 75% degli intervistati, una percentuale in aumento rispetto al 73% rilevato nel mese di aprile dell’anno scorso. La bicicletta raccoglie il consenso dell’8% del campione, le moto del 4% e i veicoli in sharing del 3%. La rete di trasporto collettivo è preferita solo dal 5%, un dato quasi dimezzato rispetto al 9% di un anno fa. In sostanza, i mezzi pubblici vengono utilizzati solo da chi non può farne a meno. Il sondaggio conferma anche come gli italiani siano pronti ad acquistare un'auto elettrificata, nonostante la relativa propensione risulti in calo: infatti, alla domanda "se dovessi acquistare una nuova auto, quale alimentazione sceglieresti?", il 67% degli intervistati (era il 70% ad aprile 2020) continua a indicare vetture elettriche o ibride. Tra queste ultime, cresce la quota delle plug-in, che sale dall’11% al 14%, ormai vicina al 18% delle auto a batteria (17% un anno fa). Il motivo è legato sostanzialmente all’attenzione verso l'ambiente e alla riduzione delle emissioni inquinanti, manifestata dal 30% dei rispondenti, e quella al risparmio sulle spese per il carburante (evidenziato dal 26%). La possibilità di utilizzare gli incentivi, però, costituisce una spinta decisiva solo per il 12% del campione, "a conferma - secondo lo studio - del fatto che a sceglierle sono soprattutto automobilisti con ampia disponibilità di spesa, pronti a comprare vetture di brand premium".

Le modalità d’acquisto. La pandemia ha lasciato il segno anche sulle modalità d'acquisto dell’auto: su 10 italiani, solo 2 si dicono intenzionati a compare la prossima vettura in contanti, mentre 6 lo faranno ricorrendo a un finanziamento e quasi 2 rivolgendosi al noleggio a lungo termine o al leasing, evitando così di immobilizzare ingenti capitali. Inoltre si conferma la predilezione degli italiani per il contatto diretto con i concessionari: anche se il 54% degli intervistati cerca informazioni principalmente online prima di scegliere l’auto da comprare, 9 potenziali acquirenti su 10 preferiscono effettuare e concludere la trattativa con il venditore all’interno del salone. "Lo studio - sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté - fornisce uno spaccato interessante, mettendo a confronto i dati attuali con quelli dei primi mesi di pandemia e mostrando concretamente come si stiano modificando gli scenari di mobilità. Sono tre le certezze che emergono dall’analisi: l’auto resta al centro del sistema di mobilità nazionale, mentre i timori di contagio hanno praticamente dimezzato le intenzioni di utilizzo dei mezzi pubblici; l’appeal per le vetture elettrificate è in forte crescita, complice anche gli incentivi varati dal Governo; il processo di acquisto dell’auto, pur se avviato online con la ricerca di informazioni sul modello scelto, vede come indispensabile il passaggio presso una concessionaria, luogo deputato alla trattativa e alla firma del contratto".

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