Viabilità

Autostrade liguri
Stop ai cantieri durante i weekend

Autostrade liguri
Stop ai cantieri durante i weekend
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Non passa giorno, o quasi, senza che le cronache registrino gravi disagi sulle autostrade liguri. Da tempo, ormai, la rete della regione è costellata di cantieri sui viadotti e nelle gallerie, con il relativo corollario di code e rallentamenti, cui spesso si aggiungono incidenti e persino incendi di veicoli (è successo più volte, di recente). A che cosa si deve, di preciso, questo calvario? E che cosa accadrà nelle prossime settimane, soprattutto nei weekend, che fanno registrare i picchi di traffico estivo? Ce lo siamo fatto spiegare dall’ingegner Francesco Sapio, direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia.

Lei ha assunto da qualche mese la gestione di uno dei tratti autostradali più delicati, sia per vetustà, sia per caratteristiche del territorio. Quali lavori state effettuando nelle gallerie e sui viadotti della rete ligure?  

Storicamente, anche prima della tragedia del Ponte Morandi che ha cambiato per tutti l’approccio alla sorveglianza e alla manutenzione delle infrastrutture, il Tronco di Genova è sempre stato il più complesso da gestire. Questo perché nel Tronco, che si estende anche in Piemonte (con l’A26 che porta ad Alessandria e Gravellona Toce, ndr), ci sono 285 gallerie, pari a circa la metà di quelle gestite da Aspi in tutta Italia e un quarto di quelle europee, il 60% delle quali è stato realizzato negli anni 60 e nella prima metà dei 70; a queste si aggiungono 512 ponti, un quarto dei circa 2.000 presenti su tutta la rete di Autostrade per l’Italia. Il tutto si colloca in un territorio estremamente fragile dal punto di vista idrogeologico, stretto in una lingua di terra tra il mare e le Alpi Liguri, cosa che rende la viabilità alternativa inadatta a ricevere volumi di traffico importanti. Partendo da questa situazione, dopo la tragedia del Ponte Morandi tutto il sistema delle infrastrutture, attraverso il ministero competente e il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, si è domandato come affrontare un problema che non riguardava più la semplice manutenzione delle opere, ma il loro completo ammodernamento. Demolire e ricostruire sarebbe facile, ma ovviamente non è possibile; per adeguare le infrastrutture senza interromperne l’utilizzo è stato necessario, durante quasi tutto il 2020, fare un’approfondita conoscenza del loro stato, seguendo le linee guida del Consiglio. È un lavoro impegnativo, perché bisogna inviare squadre di specialisti a svolgere le analisi. Per fortuna, oggi la tecnologia ci aiuta moltissimo rispetto al passato con strumenti come, per esempio, i laser scanner georeferenziati, molto precisi, il georadar e la tomografia. In questo modo è possibile analizzare il reale stato di ogni struttura.

Un lavoro senza dubbio essenziale: però molti utenti, bloccati nelle code, lamentano il fatto che, una volta giunti all’altezza dei cantieri, non vedono nessuno all’opera… Come si spiega questo fatto?

Ci sono diversi motivi. Il primo riguarda la necessità di utilizzare bypass che possono essere distanti tra loro diversi chilometri: le carreggiate dove avviene lo scambio devono infatti essere unite e prive di un dislivello eccessivo. Per lavorare in una galleria, può essere necessario realizzare uno scambio, per esempio, di 5 chilometri: chi lo percorre non vedrà nessuno, perché le persone sono al lavoro proprio nel tunnel in cui non passerà. Per quanto riguarda i ponti, invece, paradossalmente la parte più importante è quella sottostante, quindi i tecnici ci sono, ma sono all’opera sotto la carreggiata; il cantiere soprastante è necessario per ridurre il carico sostenuto da un pilastro, sul quale magari si sta facendo un intervento riguardante solo pochi centimetri. Ciò rende inevitabile chiudere le corsie o una carreggiata. Infine, ci sono casi di avvicendamento delle squadre o le pause imposte, per esempio, dal bisogno di lasciar consolidare per diverse ore i getti di calcestruzzo.

A livello di programmi che cosa prevedete per le prossime settimane, notoriamente critiche per il traffico?

Per evitare le situazioni difficili del 2020, fin dai primi mesi di quest’anno abbiamo instaurato con la Regione Liguria e con il ministero un dialogo volto a ottimizzare i programmi. Nel primo trimestre, a causa delle restrizioni per la pandemia, il traffico era quasi la metà di quello attuale, quindi abbiamo attivato molti cantieri; quando si è iniziato a percepire che la ripartenza era alle porte, ci è stato chiesto di diluire l’attività. Quello che si poteva rimandare è stato rinviato, mentre l’accordo con la Regione prevedeva una sospensione dal 15 giugno al 15 settembre per far fronte al traffico estivo; in realtà, l’emergenza pandemica ha iniziato ad allentarsi prima, tanto che già dalla fine di maggio abbiamo registrato una crescita dei transiti. Ci è stato quindi chiesto di sospendere i cantieri in tutti i weekend: dunque, fino a settembre-ottobre non ne partiranno di nuovi. Stiamo anche progressivamente terminando le opere in corso, sospendendole nei fine settimana. Va però detto che alcune lavorazioni, riguardanti soprattutto il rifacimento completo della calotta delle gallerie, richiedono, per esempio, 5-7 giorni di attività continuativa: ciò significa che, se non si dispone di un simile arco temporale, la singola lavorazione non può iniziare. Aver perso un certo numero di weekend da maggio-giugno vorrà dire prolungare la durata complessiva dei cantieri di diverse settimane. Quindi, inevitabilmente, in ottobre si registrerà un carico maggiore di cantieri: è però vero che, storicamente, il traffico in autunno è circa del 20% inferiore a quello di luglio. Va anche detto che le nuove linee guida emanate dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile e dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici hanno un carattere sperimentale, finalizzato a valutare gli impatti della loro applicazione; in virtù di ciò, recentemente Autostrade per l’Italia ha chiesto al ministero dei chiarimenti in merito ad alcune situazioni particolari, che consentirebbero di diminuire l’impatto dei cantieri sulla mobilità, il tutto mantenendo sempre come obiettivo prioritario la sicurezza delle infrastrutture.

COMMENTI

  • Una parolina sul fatto che i cantieri sono necessari perché per TRENT'ANNI non si é mosso un dito no? Magari l'inserzionista e i dieci operai sparsi per i venti cantieri si intristiscono?
  • Hanno avuto almeno 12 mesi con traffico estremamente ridotto con tutto chiuso e hanno fatto zero. Si mettono a fare i cantieri adesso, a luglio in concomitanza delle vacanze e la riapertura pressochè totale di tutte le attività. in questi giorni le autostrade sono piene di lavori in corso con rallentamenti e code assurde. E' FOLLIA TOTALE. Chi ha gestito la pianficazione dei lavori va mandato immediatamente a casa con gogna pubblica fino a settembre (per non dire altro perchè qui non si può) . VERGOGNA!!!