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Infrazioni e sanzioni
Commissione d’inchiesta: “Multe per 3 miliardi e Comuni poco trasparenti”

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Che la “fabbrica delle multe” fosse una giungla, dalla quale qualche amministrazione locale trae una delle fonti principali di sostentamento, Quattroruote lo ha sempre denunciato, ma ora è attestato anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, il cui presidente Simone Baldelli (che è anche membro della Commissione trasporti della Camera) si è da tempo votato a una battaglia in favore di una maggiore correttezza nei confronti degli automobilisti.

I numeri. Il primo dato rilevante riguarda l’ammontare delle sanzioni annualmente comminate nel nostro Paese, pari a ben 3 miliardi di euro: soltanto il 56%, però, viene effettivamente incassato dagli aventi diritto, quindi il volume effettivo raggiunge la cifra, comunque non indifferente, di 1,7 miliardi. A staccare più ticket nel 2019, anno precedente la pandemia e, di conseguenza, più attendibile sotto questo profilo, è il Comune di Milano, rinomato per la sua politica persecutoria nei confronti di chi utilizza un mezzo di trasporto privato, con introiti pari a 180 milioni di euro; seguono Roma (170 milioni), Torino (50 milioni), Bologna e Firenze (47 milioni) e Napoli (36 milioni). Cifre sulle quali, com’è facile immaginare, si reggono i bilanci delle amministrazioni: se, improvvisamente, nessun conducente commettesse più la minima infrazione (ipotesi irrealistica, viste le trappole disseminate allo scopo nelle nostre città), più di un Comune farebbe immediatamente bancarotta. Per fortuna (loro), ci pensano gli autovelox a sanare i bilanci: secondo i dati Aci-Istat (ripresi dall’Ansa), ogni anno permettono di comminare 2,5 milioni di contravvenzioni per eccesso di velocità, grazie al numero iperbolico di apparecchiature disseminate sulle nostre strade (doppio, per dire, rispetto a quello di Germania e Gran Bretagna).

Scarsa trasparenza. Fin qui, le cifre. Che, però, sono il frutto di stime, perché, come ha ricordato l’onorevole Baldelli, uno degli obblighi più disattesi da parte degli enti locali è proprio quello che impone loro di consegnare al governo entro il 31 maggio di ogni anno una relazione sugli introiti delle multe e sul loro utilizzo, teoricamente disciplinato dalla legge. Sui 7.900 Comuni italiani, infatti, ben 2.747 (pari a quasi un terzo) si è ben guardato dal farlo. La norma è stata rinforzata in un più recente decreto, la cui efficacia scatterà dal luglio del 2022. Sempre il prossimo anno, ma nei primi mesi, il governo si è impegnato anche a emanare un nuovo decreto, da tempo atteso, per mettere ordine nell’utilizzo degli autovelox. Sperando che sia la volta buona per disboscare nella giusta misura la giungla italiana delle multe.  

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