Combattere pericoli sulle strade come quelli causati dall’eccesso di peso dei camion o monitorare le condizioni delle infrastrutture con la tecnologia è possibile. Un esempio significativo è quello offerto da due differenti applicazioni basate sull’impiego della fibra ottica, messe in campo dalla NTSG, un’azienda nata a Roma nel 2007 per iniziativa di Paolo Persi del Marmo, ingegnere, ricercatore e autore di brevetti nel campo proprio dell’utilizzo della fibra ottica per la misurazione di parametri fisico-chimici e meccanici. Il primo progetto, che sarà attivato entro la fine di marzo nell’area di Firenze, consente d’identificare al loro passaggio (in prossimità dei caselli o lungo un asse autostradale) veicoli con una massa differente da quella dichiarata e, soprattutto, superiore a quanto previsto dalle normative, monitorando il peso per asse e quello totale dell’automezzo, la sua tipologia, velocità e larghezza. Mediante 165 sensori e 600 metri di fibra ottica vengono raccolte 1.000 informazioni al secondo, poi inviate a un server che le elabora in tempo reale e le inoltra a una piattaforma, rendendole così disponibili all’operatore che si occupa monitoraggio. Una videocamera consente l’identificazione del mezzo: i dati vengono visualizzati su un’app per tablet e smartphone in dotazione alle pattuglie delle forze dell’ordine che, appostate a una certa distanza, possono intervenire immediatamente per fermare, in caso di violazione, i veicoli, dei quali ricevono la targa e le immagini. È, quest’ultimo, un aspetto di particolare importanza, perché - come si può facilmente immaginare - il sovraccarico di un autotreno, che di per sé già arriva a una massa di 44 tonnellate, oltre a creare potenziali situazioni di pericolo in marcia determina un maggiore affaticamento delle infrastrutture stradali, gran parte delle quali sono state realizzate in epoche in cui il traffico era ben diverso, per quantità e tipologia, da quello attuale.
Monitoraggio.
E proprio relativa alle infrastrutture è la seconda applicazione dei sistemi della NTSG, questa volta già definita nella sua dislocazione. Il progetto, infatti, prevede l’utilizzo della fibra ottica per il monitoraggio della piattaforma dell’autostrada A4 Torino-Trieste all’altezza di Cinisello Balsamo (MI) durante gli scavi necessari per il prolungamento della linea M1 della metropolitana milanese. Il dispositivo, denominato OF System, sarà installato sul tratto dell’autostrada per tenerne sotto controllo eventuali movimenti dovuti ai lavori sottostanti per tutta la loro durata e lungo la tratta interessata. I parametri rilevati riguardano eventuali movimenti del bacino sul quale insiste l’opera (in particolare, quelli di abbassamento), al netto dei normali fenomeni dovuti al traffico, e le temperature. Le misure vengono effettuate con strumenti specifici e sensori, che rilevano i dati con una frequenza di 1.000 informazioni al secondo. I sensori di deformazione e di temperatura (300, in tutto, con 700 metri di fibra ottica) sono collegati al server che invia i dati alla piattaforma di monitoraggio.
A tutto campo.
“I sistemi basati sulla fibra ottica”, spiega Paolo Persi del Marmo, “sono utili non solo per il monitoraggio infrastrutturale delle autostrade, ma anche per quello degli impianti di ventilazione e illuminazione delle gallerie, fino al controllo del manto stradale e persino al pericolo causato dagli accessi contromano alle carreggiate, contrastabile con dispositivi di allarme per l’utenza ad attivazione automatica. Il tutto basandosi sulla fibra ottica, che normalmente conosciamo per il suo impiego nelle telecomunicazioni, ma che può essere sfruttata, anche quando già posata lungo le tratte autostradali o negli ambiti cittadini, per controllare i sensori, a loro volta in fibra ottica, e centralizzarne la gestione”. Qualcosa, insomma, coerente con il concetto di smart city, che utilizza infrastrutture esistenti per aggiungere informazioni utili alla comunità e ai controllori di un’infrastruttura. “In questo modo”, prosegue Persi del Marmo, “non forniamo soltanto i dati misurati dai sensori, ma implementiamo i modelli per la loro interpretazione, rendendoli così utili per fornire un’immediata comprensione dello stato di salute di una struttura e rendere possibile un’attività di manutenzione, immediata o programmabile”. L’azienda romana sta lavorando in questo senso con diverse società concessionarie, da Autostrade per l’Italia al gruppo Gavio e all’Anas, ma anche con alcune municipalità, la cui viabilità spesso è in condizioni anche peggiori.