Viabilità

Da Milano a Napoli
Dehors, il parcheggio può attendere

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Dehors, il parcheggio può attendere
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L’invasione di sedie e tavolini di bar e ristoranti negli spazi solitamente riservati alla sosta delle auto e sui marciapiedi, grazie alle deroghe concesse agli esercenti durante il picco della pandemia, nonostante le polemiche suscitate tra residenti esasperati per il rumore e automobilisti privati delle sempre meno numerose possibilità di parcheggio, è destinata a continuare. Ecco una panoramica della situazione nelle grandi città italiane.

A Roma, almeno fino a giugno. La giunta capitolina ha deciso di lasciare la possibilità a ristoranti e bar di mantenere tavolini e dehors concessi durante la fase emergenziale della pandemia per altri tre mesi, a partire dal primo aprile, inizio ufficiale del ritorno alla (quasi) normalità. Secondo il presidente della commissione Commercio, Andrea Alemanni, sono almeno 1.500 le pedane installate, soprattutto in centro, dall’entrata in vigore della normativa. Altre fonti ne hanno contate fino a 2.200, con un’alta percentuale di installazioni abusive. Per i Vigili di Roma almeno un tavolino su cinque è fuori norma. 

Rimangono fuori soltanto i tavolini in regola. Qualcosa però è cambiato. Nella capitale, si dovranno infatti pagare i canoni previsti per l’uso della strada (che finora non sono stati aumentati). Ma soltanto se si è in regola. In caso di violazione del decoro e della viabilità, le strutture saranno smantellate (ed è lecito chiedersi perché questo non sia stato fatto prima). Nei prossimi mesi, inoltre, l’amministrazione provvederà ad aggiornare il catalogo degli arredi consentiti. Nel contempo, però, l'assessorato al Commercio intende cambiare la classificazione delle strade, così da poter installare ancora più tavolini. Un provvedimento che certamente non va nella direzione di una maggiore sicurezza.

Entrate e uscite. Per ogni tavolino che ha varcato la soglia del bar in cerca di spazi all’aperto, qualche centinaio di euro è mancato all’appello nelle casse del Campidoglio. Dal luglio 2020 al 31 marzo 2022, sono state registrare minori entrate per circa un milione di euro. Nessuna valutazione economica, invece, è stata fatta sugli effetti che il proliferare dei dehors ha avuto sulla vita di chi si è trovato i marciapiedi trasformati in succursali di pub e ristoranti, nonostante le numerose lamentele dei residenti. Sonno e parcheggio perduti, del resto, non hanno prezzo…

Milano, rimarrà l’80% delle occupazioni. Diverso l’approccio del capoluogo lombardo, che – mentre il sindaco Giuseppe Sala piange miseria e chiede soldi al governo centrale – ha deciso di concedere agli esercenti uno sconto del 20% sul canone di occupazione del suolo pubblico per almeno altri nove mesi. Così, secondo le stime dell’Epam, l’associazione dei pubblici esercizi della città, l’80% dei 2.500 dehors nati grazie al Covid (1.300 soltanto nel centro storico) sono destinati a rimanere. In altre parole, dei 2.400 posti auto cancellati a favore di tavolini e sedie soltanto meno di 500 torneranno all’utilizzo originale. Il che non stupisce, visto che l’amministrazione meneghina non fa ormai più mistero della sua volontà di cancellare i mezzi di trasporto personali dalla mappa della città.

Oltre il marciapiede. Un progetto, quello di espellere le auto non solo dal centro storico, che trova conferma persino nelle condizioni che erano state poste per attrezzare un dehors “emergenziale” a Milano (e che a quanto pare non verranno abolite). Infatti, quando i due metri di spazio ufficialmente richiesti per consentire il passaggio dei pedoni non ci sono, il ristorante può occupare pure la carreggiata. Risultato: oltre 400 esercenti hanno potuto espandersi in strada, alla faccia della viabilità e – non c’è bisogno di dirlo - delle aree riservate alla sosta.

Buone notizie. Qualcosa di positivo si può però leggere tra le linee guida che definiscono i nuovi criteri per l’occupazione in vigore dal gennaio 2023 (quest’anno vige ancora un regime transitorio). La novità principale riguarda proprio le installazioni, che saranno soggette a una stagionalità compresa tra il 15 aprile e il 15 ottobre. Perché sottrarre inutilmente spazi preziosi alla sosta dei residenti, ancor più in quelle vie o quartieri in cui trovare un parcheggio rasenta l’impossibile, anche d’inverno, quando tavolini e arredi vari giacciono tristemente abbandonati, cellofanati per settimane? Potrebbe essere, questo, un primo passo avanti in direzione di una normalizzazione dell’emergenza. Da allargare anche alle piazze tattiche e ai loro tavoli da pic-nic e da ping-pong che, sotto la pioggia o con il gelo, attirano ben pochi “clienti”.

Napoli, altri tre mesi. Anche all’ombra del Vesuvio, tavolini e ombrelloni installati in fase emergenziale potranno rimanere al loro posto fino al 30 giugno. Per il “dopo”, in consiglio comunale si fa un gran parlare di coniugare la vocazione storica e architettonica della città con strutture decorose e omogenee per la somministrazione all’esterno. Non sfugge però il fatto che bisognerà anche impegnarsi per porre freno, meglio ancora rimedio, all’occupazione abusiva di marciapiedi, strade e persino strisce pedonali. Come dire, qualche pedana in meno, qualche sicurezza in più per pedoni e automobilisti.

A Torino, confermati fino a giugno. Interlocutoria la posizione della giunta Lo Russo. Il lungo confronto con le associazioni di categoria ha portato a una decisione che… decisione non è. Tutto congelato, ovvero estensione fino al 31 maggio della “gratuità dell’occupazione straordinaria del suolo pubblico di carattere pandemico”, perché non vorrai mica togliere tavolini all’aperto alle migliaia di turisti che invaderanno Torino in occasione dell’Eurovision Song Contest. A prescindere dal pagamento del canone, i dehors installati durante la pandemia sono confermati fino a tutto giugno. L’assessore al Commercio, Paolo Chiavarino, si è dunque pronunciato a favore di un prolungamento dell’emergenza… pardon, dell’esperienza, pur notando che verande e verandine tolgono posti auto soprattutto in centro, dove per parcheggiare i residenti pagano cifre anche molto salate.

Nuovo regolamento entro fine anno. Un nuovo regolamento in materia è però già allo studio. Dovrebbe essere perfezionato entro la fine dell’anno, ma l’unica novità pare una semplificazione delle procedure amministrative. Esercenti uno, automobilisti zero. E tavolino al centro. Talvolta anche della strada.

COMMENTI

  • La totale quota dei commenti sono contro l'utilizzo delle vetture private. Mi spiegate il motivo? Non vi lamentate poi che tutti vanno al centro commerciale in periferia e i negozi in centro chiudono. Io devo avere la possibilità di poter arrivare vicino al negozio o alla zona dove vorrei fare una passeggiata con la mia auto e senza dipendere da orari assurdi e coincidenze di autobus malfunzionanti e strapieni di gente. Altrimenti, come già faccio, prendo e vado al bello e comodo centro commerciale con parcheggio grande, gratuito e con tutti i negozi che mi servono, fresco d'estate e caldo d'inverno....
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  • piazze e strade strapiene di macchine e ora ci si mette a sindacare per qualche tavolino? ma davvero? In centro con la macchina NON CI SI DEVE ANDARE. Che sia elettrica a benzina, a etanolo o a spirito santo...
  • Beh, le automobili rimangono parcheggiate il 97% del tempo ed occupano il 60% dello spazio pubblico. Anche se tutti i bar e ristoranti si allargassero, non occuperebbero tanto spazio. Basta automobili private nei centri urbani.